Le previsioni si sono puntualmente avverate e i numeri lo confermano: l’asse ferroviario internazionale del Sempione ha perso molte posizioni e vede i traffici ridursi in modo significativo. I lavori infrastrutturali attualmente in corso sia sul lato italiano, sia su quello svizzero sono la principale causa del declino di questo corridoio transfrontaliero. E oltretutto anche le prospettive per i prossimi anni non saranno positive in quanto i lavori, a tappe e con chiusure più o meno prolungate o limitazioni, sono previsti fino al 2029.
È l’Ufficio Federale dei Trasporti (Uft) svizzero a mettere nero su bianco e a certificare con i numeri quanto ampiamente previsto. Nella prima metà del 2026 il tasso di utilizzo della capacità del corridoio del Sempione è stato del 26,3%, quindi appena poco più di un quarto rispetto alle sue potenzialità, in ulteriore calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando comunque il valore si era attestato su un già modesto 36,9%. La direttrice tra Domodossola e Briga ha una capacità di 110 treni merci al giorno, pertanto nel primo semestre 2026 i treni che hanno percorso lo storico tunnel mediamente sono stati meno di una trentina al giorno. In termini di volume il declino dell’asse del Sempione è stato ancora più marcato: nel primo semestre 2026 sono state movimentate circa 410mila tonnellate di merci, il 15,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
I prolungati lavori di manutenzione e le caratteristiche del tracciato meno favorevoli rispetto al valico di Chiasso si sono trasformati nella tempesta perfetta. A essere messa severamente in discussione è l’affidabilità di questa direttrice. Per le imprese ferroviarie risulta difficile garantire il trasporto con il rischio di perdere credibilità di fronte alla clientela. La logica conseguenza è il ridimensionamento delle prospettive, come testimonia la scelta drastica adottata da DB Cargo Italia che nel 2025 ha rinunciato allo scalo di Domodossola-Beura per concentrare tutti i servizi sul Gottardo, nonostante la sede ossolana fosse un insediamento storico per la consociata italiana delle ferrovie tedesche.
I lavori di adeguamento dell’asse del Sempione sono iniziati nel corso del 2024 sulla base di un protocollo d’intesa tra Italia e Svizzera stipulato nel settembre 2020 e definitivamente sottoscritto con una convenzione bilaterale nel febbraio 2022. Chiusure totali o parziali della linea si sono susseguite in questi anni e probabilmente andranno avanti fino al 2029. I cantieri riguardano sia il lato svizzero del valico sia le linee di accesso in Italia. Le ferrovie svizzere hanno in corso la completa ristrutturazione del tunnel storico fino al 2028 con limitazioni di circolazione per sei mesi l’anno. Ma anche la galleria elicoidale di Varzo, il vero punto debole della ferrovia del Sempione, dovrà essere ristrutturata, senza però correggere le caratteristiche di questo tunnel con tutti i suoi limiti tecnici di tracciato.
Sul versante italiano, grazie anche ai finanziamenti a fondo perduto concessi dalla Svizzera, proseguono gli interventi di adeguamento di tutte le gallerie tra Gallarate e Domodossola per aumentare il profilo in modo da rendere possibile il transito di tutti i treni intermodali senza limiti di sagoma e su carri standard. È quello che gli svizzeri chiamano “il corridoio dei quattro metri” che permette di trasportare su rotaia i semirimorchi stradali con altezza agli spigoli di quattro metri e larghezza fino a 2,60 metri.
Alla conclusione dei lavori sarà possibile partire da Basilea e raggiungere senza interruzione i terminal di trasbordo nell’Italia del nord, in primo piano Novara e l’area milanese con Busto Arsizio-Gallarate. Tra Gallarate e Domodossola sono una dozzina le gallerie che messe insieme raggiungono una lunghezza di quasi sei chilometri. Contestualmente vengono adeguati anche i binari di incrocio secondo lo standard europeo di 750 metri. Ma la domanda che le imprese ferroviarie si pongono è la seguente: alla fine dei lavori avremo una ferrovia adeguata e a grande capacità, ma nel frattempo resterà ancora la clientela?
Piermario Curti Sacchi
































































