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Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • Portuali arrestati a Gioia Tauro mentre esfiltravano coca

    Portuali arrestati a Gioia Tauro mentre esfiltravano coca

    La Guardia di Finanza ha bloccato nel porto di Gioia Tauro due lavoratori portuali sorpresi con 252 chilogrammi di cocaina appena estratti da un container arrivato dall'Australia via Panama. È il terzo sequestro nello scalo dal marzo scorso e riporta l'attenzione sulle complicità interne al terminal.

    L’autotrasporto italiano si mobilita contro il caro gasolio

    Dopo gli appelli al Governo per affrontare rapidamente e concretamente l’aumento del prezzo del gasolio, l’autotrasporto italiano sta passando alla mobilitazione nel territorio. La mattina del 30 marzo 2026, Unatras ha annunciato una mobilitazione nazionale, che nella fase iniziale si svolgerà attraverso assemblee permanenti in cento città italiane per raccogliere le valutazioni delle imprese e definire le prossime iniziative.

    L’unione degli autotrasportatori definisce l’aumento del prezzo del gasolio come una causa che sta comprimendo la tenuta economica delle imprese, già esposte a margini ridotti e a una domanda che, in molti casi, continua a scaricare sui vettori la pressione sui prezzi. Unatras segnala anche che una parte della committenza, salvo rare eccezioni, non starebbe riconoscendo gli incrementi dovuti al carburante e, in alcuni casi, continuerebbe a chiedere ulteriori ribassi tariffari. Per il coordinamento, questo quadro aggrava uno squilibrio già noto nel settore, dove il rispetto dei costi di esercizio e dei costi della sicurezza resta uno dei nodi più delicati nel rapporto tra vettori e committenti.

    La decisione di convocare presidi e assemblee territoriali è presentata da Unatras come uno strumento per evitare, almeno in questa fase, iniziative spontanee e non coordinate. Il riferimento è al crescente clima di tensione nella categoria e alla richiesta, sempre più insistente, di azioni dimostrative. La linea scelta punta quindi a una consultazione ampia prima di assumere ulteriori decisioni, ma il passaggio contiene anche un chiaro segnale politico e sindacale: se l’emergenza dovesse protrarsi, la protesta potrebbe assumere forme più estese e avere ricadute operative sulla circolazione delle merci.

    Sempre secondo la nota di Unatras, il confronto aperto con il ministero dei Trasporti non avrebbe finora prodotto misure ritenute adeguate rispetto alla gravità della situazione. Le richieste prioritarie indicate dal coordinamento riguardano tre capitoli. Il primo è lo stanziamento di risorse per compensare le perdite subite dalle imprese. Il secondo è la sospensione e il differimento dei versamenti fiscali e contributivi, con l’obiettivo di sostenere la liquidità immediata. Il terzo è un rafforzamento degli interventi contro le violazioni delle norme sui costi della sicurezza, tema che per le associazioni rappresenta una tutela essenziale contro pratiche scorrette e spinte speculative lungo la filiera.

    La crisi del carburante, per come viene descritta dalle associazioni di categoria, non è quindi soltanto un problema di rincaro della materia energetica, ma un elemento che investe l’intera organizzazione economica del trasporto merci su strada. Quando il gasolio supera determinate soglie e i corrispettivi riconosciuti ai vettori non si adeguano, l’impatto si trasferisce direttamente sulla capacità delle imprese di sostenere i trasporti, mantenere i servizi e rispettare gli impegni finanziari correnti. In questa chiave, la richiesta di rinvii fiscali e contributivi non è vista come una misura strutturale, ma come una risposta d’urgenza per evitare un deterioramento rapido della liquidità.

    Nello stesso scenario s’inserisce la posizione di Trasportounito, che nello stesso 30 marzo ha annunciato un percorso più radicale. L’associazione ha infatti già proclamato un fermo nazionale dell’autotrasporto merci dal 20 al 25 aprile. Il presidente nazionale, Franco Pensiero, ha spiegato che l’organizzazione avrebbe voluto avviare il fermo dei servizi anche prima, ma che la decisione è stata assunta tenendo conto degli orientamenti procedurali. Nella stessa dichiarazione, Trasportounito richiama anche le controindicazioni espresse dalla Commissione Garanzia Sciopero, pur confermando la scelta di procedere e auspicando un’approvazione urgente delle proposte avanzate per uscire dall’emergenza carburante. La sigla sottolinea inoltre che la situazione potrebbe favorire fin da subito il blocco dei mezzi nelle rimesse da parte di singole imprese, un’ipotesi che è collegata all’impatto definito insostenibile del rincaro del carburante su bilanci già fragili.

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