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Podcast K44

Cronaca

  • Patente ritirata a camionista Adr per estintori scaduti

    Patente ritirata a camionista Adr per estintori scaduti

    La Polizia Locale di Monfalcone ha fermato un autoarticolato immatricolato in Croazia che trasportava resina liquida soggetta all'Adr che aveva gli estintori scaduti da tempo. Sanzioni per oltre 400 euro, mentre Prefettura e Motorizzazione stabiliranno da due a sei mesi di sospensione della patente.

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  • Grimaldi affronta le sfide con nuove navi e rotte

    Grimaldi affronta le sfide con nuove navi e rotte

    All'apertura della ventisettesima Euromed Convention di Pula, Emanuele Grimaldi ha annunciato i progetti di due nuove generazioni di navi con-ro e multipurpose, un investimento da 1,5 miliardi di dollari in nove ro-pax a metanolo e trenta navi schierate sulle linee da e per l'Asia.

    Il controllo dell’autotrasporto non si delega al committente

    Un caso giudiziario avvenuto nel Regno Unito fornisce interessanti spunti sul rapporto tra piccoli autotrasportatori e grandi committenti, che in questo caso è il colosso Amazon. Il 13 agosto 2026, il Traffic Commissioner per il Nord-Ovest dell'Inghilterra, David Mullan, ha revocato la licenza di autotrasportatore alla società Greeth Ltd, una piccola società di St Helens autorizzata a impiegare quattro veicoli industriali che lavorava per Amazon. Con lo stesso provvedimento il Commissioner ha respinto la domanda di aumentare la flotta a sei veicoli e sei rimorchi. Precisiamo che la revoca avrebbe dovuto diventare efficace alle 23.45 del 9 settembre, ma è sospesa in pendenza di appello. Il provvedimento non contiene addebiti nei confronti di Amazon, ma riguarda come l'impresa titolare della licenza si è rapportata al proprio committente. Secondo quanto accertato nell'inchiesta pubblica, che si è svolta il 9 e il 24 giugno 2026, Greeth avrebbe lasciato ai sistemi di Amazon, agli autisti e al proprio gestore dei trasporti funzioni di controllo che la legge britannica attribuisce al titolare della licenza. Nella decisione il Commissioner descrive come ricorrente l'idea che la responsabilità della conformità fosse di altri: di Amazon, degli autisti o del gestore dei trasporti.

    La ricostruzione dell'organizzazione del lavoro emerge soprattutto dal rapporto d’ispezione dell'Agenzia britannica per la sicurezza dei veicoli e dei conducenti (Dvsa), redatto dopo una visita dell'11 novembre 2025. Emerge che Amazon pianificava i viaggi e il controllo dell'orario di lavoro degli autisti passava nei sistemi del committente. Le segnalazioni delle infrazioni ai tempi di guida arrivavano dal software Tachomaster, che controllava anche le scadenze della qualificazione professionale dei conducenti. Perfino gran parte della formazione degli autisti – compresa quella sul fissaggio del carico - si svolgeva su piattaforme Amazon e il trasportatore non è stato in grado di documentarne i contenuti, né di indicare chi l'avesse completata. Il direttore unico dell’impresa di autotrasporto, Konstantinos Theologidis, ha sostenuto davanti al Commissioner che la pianificazione di Amazon era costruita per rispettare le regole sui tempi di guida, aggiungendo che, poiché Amazon caricava e sigillava i rimorchi, sul fissaggio del carico non restava alcuna responsabilità in capo a Greeth. L'ispettrice ha concluso che l'operatore deve gestire, controllare e registrare in proprio sistemi e procedure.

    L'episodio più grave indicato dalla Dvsa risale al 18 febbraio 2026, mentre l'indagine era già in corso. Un autista aveva guidato per cinque ore e 59 minuti senza una pausa valida, a fronte del limite di quattro ore e mezza previsto dalle regole sui tempi di guida (che valgono anche nel Regno Unito). Il rapporto sull'infrazione è stato redatto il 24 marzo e il colloquio documentato con il conducente risale a maggio. Il Commissioner ha fatto propria la valutazione della Dvsa: quel rapporto era stato redatto con ogni probabilità in risposta all'indagine o al procedimento, non nell'ambito di una reale procedura disciplinare. La Dvsa ha riconosciuto miglioramenti sui controlli delle patenti e della qualificazione dei conducenti, ma si è detta insoddisfatta della gestione delle infrazioni, delle procedure disciplinari e del controllo dei chilometraggi mancanti.

    Anche la gestione della licenza presenta irregolarità, in larga parte ammesse dall'impresa. Uno dei camion della società è stato fermato dalla Dvsa il 5 giugno mentre circolava senza essere iscritto su alcuna licenza, perché quella di Greeth aveva iscritti tutti i suoi quattro veicoli. Inoltre, dati delle telecamere di lettura targhe mostrano l'impiego ricorrente e simultaneo di cinque veicoli tra il 23 giugno e il 2 luglio 2025. Il Commissioner colloca il superamento della flotta autorizzata tra maggio e giugno 2025, cessato solo dopo l'intervento dell'agenzia e fino al 30 maggio 2026 conta 26 casi in cui veicoli sono stati usati oltre 28 giorni dopo l'acquisizione del possesso, senza essere iscritti sulla licenza. Da giugno 2025 al 9 giugno 2026, inoltre, i mezzi sono stati ricoverati in un deposito di Widnes non autorizzato, dove in quel periodo stazionavano sei veicoli.

    La gestione del personale è un altro elemento importante della vicenda. Greeth impiegava due autisti dipendenti e tre conducenti operanti tramite proprie società di capitali. Il Commissioner ha espresso dubbi sulla legittimità di questo schema, che il direttore della società ha giustificato con la riduzione del costo del lavoro. La decisione precisa tuttavia che i punti critici non derivano dall'uso di autisti societari in sé, bensì dall'assenza di un controllo effettivo su quei conducenti e sull'attività di trasporto nel suo insieme.

    Il cuore giuridico della decisione è il principio secondo cui la responsabilità segue il controllo dell'attività e il Commisioner osserva che nel caso di Greeth il controllo operativo risultava distribuito tra Amazon, gli autisti, i gestori dei trasporti e il direttore. Ricordiamo che per quanto riguarda l’Unione Europea il principio di una direzione effettiva e continuativa dell'attività da parte del gestore dei trasporti è sancito anche dal Regolamento CE 1071/2009, che stabilisce norme comuni sulle condizioni per esercitare l'attività di trasportatore su strada.

    La revoca alla Greeth poggia su cinque motivi previsti dal Goods Vehicles (Licensing of Operators) Act 1995. Sono l'uso di un centro operativo non autorizzato, la violazione del limite di quattro veicoli, il mancato ricovero dei mezzi nella sede dichiarata, l'assenza di sistemi adeguati sui tempi di guida e sul cronotachigrafo e la perdita dell'onorabilità. L'onorabilità è venuta meno sia per la società sia per il direttore unico. Il Commissioner ha classificato il caso come "grave" e ha escluso misure più leggere come la sospensione o la riduzione della flotta. Secondo la decisione, il tempo già trascorso non lasciava prevedere cambiamenti sostanziali. Comunque, in attesa dell'esito dell'appello, la sua licenza di operatore resta valida.

    Antonio Illariuzzi

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