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  • La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    Il 28 ottobre 2026 Boluda Shipping ha firmato l'accordo per rilevare l'intero gruppo Samskip, a un valore non reso noto. La chiusura è prevista per il 1° gennaio 2027, dopo il via libera delle Autorità competenti. La rete unita conterà 32 navi su 18 rotte in 28 Paesi.

    Caro gasolio, l’autotrasporto chiede misure straordinarie urgenti

    L'aumento repentino del prezzo del gasolio, alimentato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ha riacceso l'allarme nel settore dell'autotrasporto merci. Dieci associazioni di categoria — tra cui Anita, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Unatras e Confcooperative Lavoro e Servizi — hanno presentato al Governo un documento congiunto con un pacchetto articolato di proposte straordinarie e temporanee, chiedendo interventi immediati a livello sia nazionale sia europeo per scongiurare una crisi diffusa del comparto.

    Il punto di partenza è un'analisi economica precisa. Considerando una percorrenza media annua di 120mila chilometri per veicolo e un consumo medio di 3,3 km per litro, ogni mezzo pesante utilizza circa 36mila litri di gasolio all'anno. Un incremento di 0,25 euro per litro — la variazione stimata nelle ultime settimane — si traduce in un aumento di circa 9mila euro per singolo veicolo. Per una flotta di dieci camion, il maggior costo sale a 90mila euro annui. Cifre difficilmente assorbibili in un settore dove la marginalità media è inferiore al 3% del fatturato.

    A rendere la situazione ancora più critica è la struttura dei costi operativi dell'autotrasporto: il carburante incide mediamente tra il 30% e il 35% dei costi totali, il costo del lavoro per un'analoga quota. I due principali fattori produttivi sommati superano il 65-70% dei costi complessivi, lasciando margini minimi per far fronte a oscillazioni improvvise. A ciò si aggiunge una tensione finanziaria strutturale: il carburante va pagato nell'immediato, mentre i corrispettivi dei servizi di trasporto vengono incassati mediamente dopo 60-90 giorni, aumentando il fabbisogno di liquidità delle imprese.

    Le associazioni articolano le loro proposte su tre assi distinti: riduzione dei costi, sostegno alla liquidità e tutela della regolarità del mercato. Ogni misura di carattere nazionale, precisano, dovrà essere attuata nell'ambito di un quadro europeo temporaneo sugli aiuti di Stato che ampli i limiti previsti dalla disciplina "de minimis", sul modello di quanto già autorizzato dalla Commissione Europea durante la crisi energetica seguita al conflitto in Ucraina.

    Sul fronte della riduzione dei costi, la proposta principale riguarda l'introduzione di un credito d'imposta temporaneo calcolato sull'incremento settimanale del prezzo del gasolio rilevato dal ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase). Il meccanismo prenderebbe come riferimento il prezzo medio della settimana del 9 marzo 2026 e consentirebbe alle imprese di recuperare, settimana per settimana, il differenziale rispetto alla quotazione via via rilevata. L'importo del credito si calcolerebbe moltiplicando i litri acquistati nel corso della settimana per la variazione di prezzo registrata. Nel perimetro del credito rientrerebbe anche l'Hvo, il carburante rinnovabile la cui quotazione è agganciata a quella del gasolio per autotrazione, a riconoscimento degli investimenti effettuati dalle imprese nella transizione verso combustibili a minore impatto ambientale. Il credito sarebbe utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

    La seconda misura sul lato dei costi prevede un esonero contributivo temporaneo sui contributi previdenziali a carico delle imprese iscritte all'Albo nazionale degli Autotrasportatori, applicabile sia ai contributi personali del titolare o socio d'impresa sia a quelli relativi al personale dipendente, anch'esso compensabile tramite F24.

    Sul fronte della liquidità, le associazioni chiedono l'utilizzo immediato del credito derivante dal rimborso trimestrale delle accise, oggi subordinato a un termine di silenzio-assenso di 60 giorni da parte dell'Agenzia delle dogane. La proposta è di ridurre questo termine a un massimo di dieci giorni dalla presentazione della domanda. In parallelo, viene richiesta la sospensione temporanea dei versamenti fiscali, contributivi e assicurativi, da intendere come misura ponte in attesa dell'autorizzazione europea all'esonero contributivo strutturale.

    Il terzo asse riguarda la regolarità del mercato. Le associazioni chiedono al ministero dei Trasporti un aggiornamento immediato della voce "carburante" nei valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio, strumenti che — per i contratti stipulati in forma non scritta — hanno carattere cogente. A questo si affianca la richiesta di ribadire l'obbligatorietà della clausola di adeguamento del costo del carburante, il cosiddetto "fuel surcharge", nei contratti scritti, ai sensi dell'articolo 6-bis del decreto legislativo 286/2005. La mancata previsione di tale clausola comporterebbe la riqualificazione del contratto come verbale, con l'applicazione delle condizioni più stringenti previste per questa tipologia.

    Il documento prende posizione anche sull'ipotesi di attivare il meccanismo della cosiddetta "accisa mobile", sostenuta in particolare dalle associazioni dei consumatori. Pur riconoscendo che tale strumento consentirebbe una riduzione generalizzata e temporanea delle accise alla pompa, le associazioni avvertono che per il settore dell'autotrasporto professionale gli effetti potrebbero risultare limitati o addirittura nulli, soprattutto per le imprese che hanno investito nel rinnovo del parco veicolare con mezzi moderni. La condizione posta è che qualsiasi intervento sulle accise lasci invariato l'attuale livello di rimborso riconosciuto al settore.

    P.R.

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