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  • Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 33mila litri di benzina di contrabbando, dichiarata come solvente nei documenti di trasporto, e l'autoarticolato utilizzato. Denunciato per contrabbando di prodotti petroliferi il conducente ungherese del mezzo, fermato al valico di Tarvisio.

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  • Dal Cipess 358 milioni per nove porti

    Dal Cipess 358 milioni per nove porti

    Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha dato parere favorevole a un fondo da 357,65 milioni di euro per quattordici interventi in nove porti italiani, tra opere nuove a Trieste, Messina e Venezia e il rifinanziamento di progetti già avviati in altri sei scali.

    DP World attiva corridoio stradale per container alternativo agli Emirati

    Foto: DP World

    Nel marzo 2026 DP World ha attivato un dispositivo emergenziale per garantire la continuità dei flussi verso il porto di Jebel Ali, dopo la forte limitazione del traffico nello Stretto di Hormuz causata dal conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele. Il provvedimento consente alle navi dirette a Dubai di scalare i porti di Khorfakkan e Fujairah, sulla costa orientale degli Emirati, evitando il passaggio nel Golfo Persico, per poi trasferire i container via terra fino a Jebel Ali. La decisione per rispondere a un calo delle toccate dirette e a un aumento dei costi assicurativi e dei rischi operativi lungo le rotte tradizionali.

    Il meccanismo si fonda su un corridoio terrestre sotto vincolo doganale che collega i porti orientali con l’hub di Dubai. DP World coordina il trasferimento dei container in regime di transito vincolato su gomma, mentre Dubai Customs, con il Customs Notice numero 03/2026, ha introdotto una facilitazione temporanea che consente di evitare lo sdoganamento nei porti di arrivo alternativi. Le merci vengono quindi trasferite direttamente a Jebel Ali o alle Free Zone e lì completano tutte le formalità doganali. Secondo l’autorità doganale di Dubai, l’obiettivo è mantenere fluido il traffico merci e ridurre il rischio di congestione nei terminal in una fase di forte pressione sulle catene di approvvigionamento.

    Dal punto di vista operativo, il cambiamento più rilevante riguarda la riconfigurazione della catena logistica marittimo-terrestre. Le compagnie di navigazione devono modificare le rotazioni e i manifesti di carico, indicando Khorfakkan o Fujairah come porti di sbarco per container originariamente destinati a Jebel Ali. Ciò implica un aggiornamento continuo dei sistemi documentali e una maggiore coordinazione con agenti e piattaforme digitali come Dubai Trade. Anche per spedizionieri e importatori aumenta la complessità operativa, con una gestione più articolata delle delivery order e dei flussi documentali.

    Per gli operatori del trasporto terrestre negli Emirati, il corridoio rappresenta un aumento immediato della domanda di servizi di autotrasporto. I container vengono trasferiti per alcune centinaia di chilometri su rete stradale interna, con DP World che coordina i flussi per garantire continuità e sicurezza. Questo comporta una pressione sulla capacità disponibile, soprattutto se i volumi deviati dal traffico marittimo dovessero crescere ulteriormente. Secondo analisi di settore citate da Whalesbook, il rischio è che nel medio periodo anche i porti alternativi e le infrastrutture terrestri possano avvicinarsi a livelli di saturazione.

    Un elemento centrale riguarda la gestione doganale. Il regime di “secure bonded movement” consente di mantenere i container sotto controllo senza anticipare l’importazione negli Emirati di arrivo, preservando i benefici fiscali delle Free Zone. Secondo note operative diffuse da Andersen e altri consulenti, questo aspetto è cruciale per evitare impatti su dazi e Iva, ma richiede un elevato livello di precisione documentale e coordinamento tra operatori, broker doganali e autorità. Eventuali errori nella gestione del transito potrebbero infatti generare contestazioni o ritardi nelle procedure di sdoganamento finale.

    Il trasporto su strada aumenta il numero di passaggi operativi, ma riduce il rischio di attese prolungate in mare o nei porti congestionati. Per le merci a elevata sensibilità temporale, come prodotti alimentari, farmaci o componentistica industriale, la deviazione via terra risulta spesso preferibile rispetto al blocco della spedizione. Secondo il Global Cold Chain Alliance, le catene del freddo sono tra le principali beneficiarie di questa soluzione, che limita i rischi di deterioramento legati a ritardi prolungati. L’introduzione del corridoio terrestre comporta però un aumento della spesa logistica complessiva. Al trasporto marittimo si aggiungono il trasferimento su gomma e i costi assicurativi legati al contesto geopolitico.

    In parallelo, DP World ha attivato corridoi terrestri anche in uscita da Jebel Ali verso destinazioni regionali come Dammam e Sohar, ampliando il ruolo del trasporto su strada nella gestione della crisi. L’impatto complessivo è una trasformazione temporanea ma profonda del modello operativo dell’hub di Dubai. Jebel Ali resta il punto centrale per lo sdoganamento e la distribuzione, ma perde parte della sua funzione di primo punto di ingresso marittimo, che viene trasferita ai porti della costa orientale. Questo ridisegna le sequenze operative, allunga la catena logistica e aumenta il peso della gestione intermodale.

    Mara Gambetta

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