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    Torneremo a navigare senza satelliti?

    Con una nota del primo ottobre, l'Agenzia britannica per la sicurezza marittima invita armatori, porti e fornitori di servizi a prepararsi alle interferenze sui segnali Gnss, in aumento nel Baltico, nel Mar Nero, nel Golfo e in Asia orientale.

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    Einride sperimenta l’IA per la guida autonoma dei camion

    Il costruttore svedese di camion Einride vuole sperimentare il modello di ragionamento dell’intelligenza artificiale Alpamayo di Nvidia nel proprio sistema di guida autonoma, inizialmente in modalità ombra e senza controllo del veicolo. La prova su strada è prevista nel secondo semestre del 2027.

    Il 2026 inizia con una ripresa del cargo aereo globale

    Nella seconda settimana del 2026, compresa tra il 5 e l’11 gennaio, il mercato globale del trasporto aereo merci ha registrato un deciso rimbalzo dei volumi dopo la consueta flessione di fine anno. Secondo i dati settimanali e l’analisi di WorldAcd Market Data, i tonnellaggi mondiali sono aumentati del 26% rispetto alla settimana precedente, segnando una ripresa simile a quella osservata all’inizio del 2025, ma con livelli di peso tassabile superiori di circa il 5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Questo rimbalzo segue due forti cali consecutivi registrati a fine 2025, pari a -22% e -19% su base settimanale. Nonostante la crescita della seconda settimana del 2026, i volumi globali restano ancora circa il 20% al di sotto dei livelli di metà dicembre. L’aumento dei tonnellaggi ha interessato tutte le principali aree di origine, con l’eccezione dell’Africa.

    Sul fronte della capacità, la riduzione dei servizi tutto cargo osservata alla fine dello scorso anno, dopo i picchi del quarto trimestre, è stata in parte riassorbita. Nella seconda settimana del 2026 la capacità degli aerei tuttomerci è cresciuta di oltre il 15% su base settimanale, anche se la capacità complessiva del cargo aereo rimane circa il 7% inferiore rispetto a metà dicembre, riflettendo un ritorno solo parziale dell’offerta.

    Le tariffe medie globali hanno invece mostrato una lieve flessione. Nella seconda settimana del 2026 il prezzo medio mondiale è sceso del 2% su base settimanale, attestandosi a 2,46 dollari al chilo. Il livello è circa il 10% inferiore rispetto alla media di metà dicembre, ma risulta comunque leggermente superiore, di circa l’1%, alla media di mercato di 2,43 dollari statunitensi al chilo registrata nello stesso periodo del 2025.

    La crescita su base annua dei volumi globali, pari al 5% nella seconda settimana del 2026, s’inserisce in un contesto che richiede cautela interpretativa. Secondo WorldAcd, il 2025 ebbe un avvio relativamente lento, con una crescita media annua dei tonnellaggi del 2% nei mesi di gennaio e febbraio, prima di chiudere l’anno con un aumento medio del 4% sull’intero periodo. Per questo motivo, i primi segnali di crescita del 2026 vanno letti tenendo conto di una base di confronto moderata.

    A livello geografico, l’aumento annuo dei tonnellaggi nella seconda settimana del 2026 è stato trainato in termini percentuali dalle origini Medio Oriente e Asia meridionale, indicate come Mesa, con un +16%, seguite dall’area Asia Pacifico con +8% e dal Nord America con +7%. In termini assoluti, l’incremento più rilevante resta quello dei flussi in partenza dall’Asia Pacifico. La crescita dell’8% su base annua da questa area è in linea con l’aumento medio annuo registrato nel corso del 2025 per le stesse origini.

    L’analisi dei principali mercati dall’Asia Pacifico mostra la prosecuzione di alcune tendenze già osservate lo scorso anno. Nella seconda settimana del 2026 i volumi dall’Asia Pacifico verso gli Stati Uniti sono cresciuti del 10% su base annua, sostenuti soprattutto dal traffico in partenza dal Sud est asiatico, mentre i flussi dalla Cina e da Hong Kong verso gli Stati Uniti sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente.

    Verso l’Europa, sempre nella seconda settimana del 2026, i tonnellaggi dall’Asia Pacifico sono aumentati del 15% su base annua. La crescita è stata trainata in particolare da Cina, Hong Kong, Taiwan e Thailandia. WorldAcd evidenzia però che questo tasso elevato è influenzato da un avvio debole registrato all’inizio del 2025 sulle stesse rotte. Nel gennaio dello scorso anno i volumi da Cina e Hong Kong verso l’Europa crebbero solo del 3% su base annua, mentre quelli dal Sud est asiatico diminuirono del 17%, determinando un lieve calo complessivo dei flussi Asia Pacifico–Europa nelle prime settimane del 2025.

    Particolarmente dinamico appare il mercato Mesa. Nel complesso del 2025 i volumi in partenza da quest’area sono risultati sostanzialmente in linea con quelli del 2024, ma negli ultimi due mesi dell’anno si sono registrati aumenti significativi, pari al 13% a novembre e all’11% a dicembre su base annua. La crescita del 16% osservata nella seconda settimana del 2026 è quindi coerente con questo andamento ed è stata sostenuta in modo rilevante dai flussi in partenza da Dubai. I volumi Mesa–Stati Uniti sono aumentati del 10% su base annua, grazie alla crescita del traffico da Dubai, India e Bangladesh, mentre i flussi Mesa–Europa hanno registrato un incremento del 16%, con le stesse origini come principali contributori.

    Nel contesto macro-logistico, WorldAcd segnala che alcune compagnie di navigazione container stanno gradualmente riprendendo i servizi attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez. Tra queste, Maersk ha annunciato in settimana una ripresa limitata delle operazioni. Tuttavia, i volumi marittimi su questa rotta restano inferiori di oltre la metà rispetto ai livelli precedenti all’inizio degli attacchi alle navi, avvenuti più di due anni fa. Il rientro, seppur parziale, della capacità marittima potrebbe avere effetti anche sul trasporto aereo, che negli ultimi due anni ha beneficiato di maggiori volumi provenienti dalla regione. Allo stesso tempo, le più recenti tensioni tra Stati Uniti e Iran evidenziano una persistente instabilità geopolitica, che secondo l’analisi di WorldAcd potrebbe limitare o rallentare un pieno ritorno ai modelli di catena di approvvigionamento precedenti al 2023.

    Per quanto riguarda il mercato spot, nella seconda settimana del 2026 le tariffe globali medie sono scese dell’1% su base settimanale, attestandosi a 2,62 dollari statunitensi al chilo. Il calo è avvenuto nonostante aumenti settimanali del 6% delle tariffe spot in partenza da Nord America e Africa. Le tariffe spot dall’Asia Pacifico hanno invece registrato una diminuzione del 5% su base settimanale. Nel confronto annuo, le tariffe spot globali risultano inferiori del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025, a causa soprattutto delle riduzioni dalle origini Mesa (-21%), Asia Pacifico (-6%) ed Europa (-4%), parzialmente compensate da un aumento del 12% delle tariffe spot in partenza dall’Africa.

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