La Galleria di base del Brennero entrerà in esercizio nel 2034, due anni dopo l'ultima scadenza prevista, e costerà 11,73 miliardi di euro a vita intera. Lo ha annunciato il 21 ottobre 2026 Bbt, la società italo-austriaca che realizza l'opera, dopo aver completato la progettazione dell'attrezzaggio ferroviario e aggiornato tempi e costi. Il progetto definitivo risale al 2008 e deve ora tenere conto dell'evoluzione tecnologica e delle nuove norme di sicurezza. L'esperienza del tunnel di base del Gottardo ha inoltre suggerito di trasformare il cunicolo esplorativo, la terza galleria dell'opera, in una galleria di servizio. Qui sarà trasferita gran parte degli impianti ferroviari, inizialmente previsti nelle due gallerie di linea. Secondo Bbt, la soluzione ridurrà l'esposizione degli impianti alla polvere e ad altri fattori di rischio, consentendo di eseguire gran parte della manutenzione preventiva senza interrompere la circolazione ferroviaria. Gli interventi potranno infatti essere effettuati con mezzi su gomma nella galleria di servizio.
Secondo le previsioni della Bbt i lavori finiranno nel 2033 e nel 2034 dovrebbero avvenire collaudi, pre-esercizio, autorizzazioni di Legge e opere accessorie non funzionali, fino alla messa in servizio di un sistema conforme alle norme UE e coordinato tra Italia e Austria. Tra le difficoltà emerse durante i lavori ci sono state anche le differenze tra la normativa italiana e quella austriaca, in particolare su segnalamento e procedure di appalto.
Il rinvio annunciato oggi si aggiunge a quelli degli anni precedenti. Le prime previsioni collocavano l'apertura tra il 2015 e il 2016 e nel 2005 la messa in servizio era ancora indicata per il 2015. Nel 2011, all'avvio della fase principale dei lavori, la Commissione Europea parlava di completamento entro la fine del 2025 e nel 2019 la messa in servizio era fissata al 2028. Nel maggio 2021 il Consiglio di sorveglianza di Bbt prese atto di un ritardo legato al fermo del cantiere del lotto Pfons-Brennero, dopo un contenzioso con il raggruppamento di imprese incaricato, stabilendo quindi la fine dei lavori nel 2031 e avvio dell'esercizio nel 2032 nella migliore delle ipotesi, nel 2034 in quella peggiore. Rispetto al 2028 indicato nel 2019, lo slittamento è quindi di sei anni.
Anche i costi sono progressivamente cresciuti, con stime che non sono direttamente confrontabili perché cambiano l'anno di riferimento dei prezzi e le voci comprese. Nel 2009 emerse una stima di 6 miliardi di euro a prezzi 2006 e nel 2011 la Commissione europea indicò un costo totale concordato di 8 miliardi, accantonamenti per i rischi inclusi. Nel 2019 Bbt valutò i costi base in 7,8 miliardi a prezzi 2017 e il totale in 8,384 miliardi, con rischi e valorizzazione anticipata fino al 2028. Nel 2023 il costo a vita intera venne aggiornato a 10,5 miliardi: 8,54 miliardi di costo base compreso l'attrezzaggio ferroviario, 1,092 miliardi per i rischi e 903 milioni di adeguamento monetario preventivo. Ad agosto il Cipess approvò il limite di spesa di circa 10,5 miliardi, di cui circa 5,3 miliardi di competenza italiana. Gli 11,73 miliardi di ottobre superano di circa 1,2 miliardi quel tetto. Il comunicato di Bbt attribuisce l'aumento a tre voci: l'adeguamento delle opere civili per la galleria di servizio e la proroga dei tempi, gli interventi di attrezzaggio ferroviario richiesti dalle nuove norme di sicurezza e l'inflazione.
Antonio Illariuzzi



































































