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    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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    Portuali arrestati a Gioia Tauro mentre esfiltravano coca

    La Guardia di Finanza ha bloccato nel porto di Gioia Tauro due lavoratori portuali sorpresi con 252 chilogrammi di cocaina appena estratti da un container arrivato dall'Australia via Panama. È il terzo sequestro nello scalo dal marzo scorso e riporta l'attenzione sulle complicità interne al terminal.

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    KargoBot presenta Space, il “robot da trasporto”

    La cinese KargoBot, spin-off della guida autonoma di DiDi, presenta la versione di serie del robot da trasporto Space: nessuna cabina, 32 sensori, chip Horizon Robotics e batteria intercambiabile Catl per un veicolo pensato per la logistica degli sfusi.

    Batterie al litio nei cargo aerei rischio sistemico in crescita

    Tra il 2021 e il 2025 il trasporto aereo di merci ha registrato 65 incidenti da fuga termica (thermal runaway) legati a batterie agli ioni di litio, con un aumento complessivo del 40% e un tasso di crescita medio annuo del 9%. È quanto emerge dal rapporto del programma Trip (Thermal Runaway Incident Program) elaborato da Ul Standards & Engagement, che fotografa una vulnerabilità strutturale del settore cargo: il numero di spedizioni contenenti batterie cresce più rapidamente della capacità del sistema di controllarne la sicurezza. I dati, peraltro, sono da considerarsi parziali, poiché le segnalazioni avvengono su base volontaria e spesso in condizioni di emergenza, il che suggerisce che il numero reale degli episodi sia più elevato.

    Il problema alla radice è industriale prima ancora che logistico. La domanda globale di dispositivi elettronici a basso costo ha spinto sul mercato un volume crescente di batterie non conformi, ovvero non testate secondo gli standard di sicurezza internazionali. Secondo il rapporto, il 60% degli adulti statunitensi non sa che i dispositivi di uso quotidiano sono alimentati da batterie agli ioni di litio, e il 50% dichiara di ignorare del tutto i rischi associati a questi componenti. Questa lacuna di consapevolezza si traduce in errori concreti nella fase di spedizione: imballaggi inadeguati, etichettature assenti o errate, omessa dichiarazione come merci pericolose (hazmat). Chi spedisce uno smartphone o un aspirapolvere non lo percepisce come un carico a rischio, eppure lo è.

    La struttura della filiera amplifica il problema invece di contenerlo. Prima di essere caricata su un aereo, una batteria passa attraverso produttori, grossisti, spedizionieri, reti postali e operatori di logistica di terza parte. Il sistema si regge quasi interamente sulla fiducia tra gli attori, ma la complessità delle normative multimodali — che variano tra trasporto aereo, marittimo e terrestre — genera ampi margini di sfruttamento. Le piattaforme del commercio elettronico e i piccoli operatori, spinti dalla necessità di abbattere i costi, sfruttano le zone d'ombra regolamentari, costruendo di fatto una struttura che garantisce una "negabilità plausibile": quando scoppia un incendio, la responsabilità si dissolve lungo la catena, e le compagnie aeree si trovano a gestire l'emergenza senza poter rivalersi su nessun soggetto specifico.

    È proprio sui vettori aerei che finisce per gravare il peso del controllo. In assenza di una vigilanza normativa più stringente a monte, l'onere d’individuare merci pericolose non dichiarate ricade quasi per intero sulle compagnie, che tuttavia non dispongono degli strumenti tecnici per ispezionare il contenuto dei singoli pacchi. Il risultato è un sistema in cui il rischio viene gestito a valle, cioè nel momento meno adatto: a bordo dell'aereo, quando un eventuale incendio non può più essere prevenuto ma solo contenuto.

    La geografia del rischio non è uniforme. Analizzando il 74% degli eventi per cui è noto l'aeroporto di origine, il rapporto rileva che il 42% delle spedizioni coinvolte proviene dall'Asia. Il dettaglio per scalo di partenza indica Hong Kong come punto di origine nel 27% dei casi, seguito da Cina (8%), Corea del Sud, Malesia e India (2% ciascuna). Questi dati vanno letti in parallelo con la struttura produttiva globale: la Cina detiene circa l'85% della capacità mondiale di produzione di celle per batterie, e l'area Asia-Pacifico rappresenta il 35,9% del mercato cargo aereo. La concentrazione degli incidenti in questa area geografica riflette non solo i volumi movimentati, ma anche le disparità nei controlli di qualità e nella supervisione normativa tra regioni.

    Il rischio non riguarda soltanto i voli cargo dedicati. Negli Stati Uniti, circa il 25% delle merci aeree viaggia in stiva su voli commerciali passeggeri. Tra i 65 incidenti registrati nel periodo analizzato, tre si sono verificati proprio su questo tipo di volo, con implicazioni evidenti per la sicurezza di chi è a bordo. Di fronte a questo quadro, le misure adottate dall'industria restano in larga misura reattive. L'adozione di container ignifughi e coperte termiche rappresenta una risposta alle emergenze, non una soluzione strutturale. Il rapporto di Ul Standards & Engagement individua tre direzioni prioritarie per un cambiamento effettivo.

    La prima riguarda la responsabilità: è necessario chiudere le lacune normative che consentono lo scaricabarile, obbligando le piattaforme del commercio elettronico e i produttori a garantire la conformità dei prodotti prima che entrino nella filiera logistica. La seconda riguarda la formazione: occorre sviluppare linee guida standardizzate e comprensibili per i piccoli venditori, eliminando l'ambiguità su come dichiarare e imballare correttamente i dispositivi contenenti batterie. La terza, più strutturale, riguarda il quadro regolatorio: regolatori e organismi internazionali devono imporre norme uniformi e cogenti, in modo che il rispetto degli standard di sicurezza diventi la scelta economicamente razionale per tutti gli attori della filiera, rendendo non conveniente — prima ancora che vietato — tagliare sui controlli per ridurre i costi.

    P.R

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