Nuova proposta per acquisizione di Zim
Hapag-Lloyd e Fimi hanno presentato al Governo israeliano una revisione dell’operazione per acquisire Zim, senza modificare le condizioni economiche già concordate. Il nuovo schema punta invece a rafforzare autonomia e capacità operative della futura compagnia marittima israeliana controllata da Fimi. La principale novità è l’inserimento di un collegamento settimanale con l’Estremo Oriente, che si aggiungerebbe ai servizi nel Mediterraneo e sull’Atlantico. Il progetto prevede inoltre una flotta dedicata e una maggiore disponibilità di capacità refrigerata per il trasporto di merci essenziali. La gestione tecnica e le competenze armatoriali dovrebbero rimanere in Israele, insieme con un sistema informatico autonomo e non accessibile ad Hapag-Lloyd. La revisione rafforza anche i poteri collegati alla quota speciale detenuta dallo Stato, tema centrale nelle valutazioni delle Autorità israeliane. Per l’occupazione sono previsti un accordo collettivo, una protezione decennale per i lavoratori e l’assenza di licenziamenti fino alla fine del 2027. L’obiettivo è evitare che la società israeliana resti una struttura marginale dopo l’integrazione delle attività internazionali di Zim nel gruppo Hapag-Lloyd. Restano tuttavia da definire il piano industriale completo, gli impegni operativi e la disciplina giuridica delle garanzie richieste dal governo.
Trieste amplia gli spazi logistici
Hhla Plt Italy amplia gli spazi operativi nel porto di Trieste con circa 37mila metri quadrati nell’area dell’ex Ferriera di Servola. I nuovi piazzali sono destinati inizialmente al parcheggio dei semirimorchi e aumentano la capacità di gestione dei flussi merci. L’ampliamento accompagna la crescita dei traffici ro-ro e l’arrivo di nuovi traghetti dell’armatore Grimaldi. L’attivazione degli spazi segna anche una prima integrazione nelle attività portuali di una parte dell’ex stabilimento siderurgico, dopo la chiusura dell’area a caldo nel 2020 e la demolizione delle ciminiere. Le aree bonificate costituiscono inoltre la base per lo sviluppo del futuro Molo VIII. La prima fase del progetto pubblico-privato prevede investimenti superiori a 315 milioni di euro e la realizzazione di un terminal intermodale. L’infrastruttura sarà destinata alla movimentazione di portacontainer di grandi dimensioni. Lo sviluppo comprende anche il potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali, con la nuova stazione di Servola e nuove rampe di accesso alla grande viabilità. L’obiettivo è rafforzare i collegamenti del porto con i mercati del Centro-Est Europa. Il progressivo riutilizzo dell’ex Ferriera punta infine a integrare stabilmente l’area nel sistema portuale e logistico di Trieste, con un obiettivo indicato di circa 300 occupati diretti.
DB Cargo aumenta la capacità siderurgica
DB Cargo ha applicato ai traffici siderurgici tra Linz e la Germania il sistema di trazione distribuita Dps, che consente di aumentare la massa trasportata da ogni convoglio grazie all’impiego di una locomotiva in testa e di una seconda in coda, comandata a distanza dal macchinista tramite collegamento radio-dati. La distribuzione della trazione e della frenatura lungo il treno riduce le sollecitazioni su ganci, carri e carico e permette di affrontare con masse maggiori soprattutto le linee in pendenza e gli itinerari alternativi utilizzati durante i cantieri. DB Cargo indica un aumento della capacità fino al 30%. Sulle deviazioni tedesche percorse dai treni di Voestalpine e Logserv, la massa trasportabile passa infatti da circa 2.400 a oltre 3.300 tonnellate. Il maggiore carico per convoglio permette così di movimentare lo stesso volume utilizzando meno tracce ferroviarie: secondo DB Cargo, tre treni dotati del sistema possono trasportare quanto quattro convogli tradizionali. Il Dps consente inoltre a entrambe le locomotive elettriche di contribuire alla frenatura rigenerativa, aumentando la capacità di recupero dell’energia. Autorizzato dall’Era nel maggio 2025 ed entrato in esercizio regolare nel giugno dello stesso anno, il sistema trova ora nei collegamenti tra Austria e Germania un’applicazione commerciale orientata a mantenere elevata la capacità di trasporto anche sui percorsi con maggiori vincoli altimetrici.
Porto di Prahovo accelera sull’intermodalità
La Serbia porta avanti l’ampliamento del porto fluviale di Prahovo, sul Danubio, con un investimento pubblico di 45,5 milioni di euro destinato a rafforzarne capacità e collegamenti terrestri. Il programma, formalizzato nel 2025 e in fase esecutiva nel 2026, prevede di aumentare la capacità nominale annua da circa 1,4 milioni a oltre 3,2 milioni di tonnellate. Tra le opere figura un ottavo accosto con banchina verticale, progettato per consentire l’ormeggio di navi superiori a 100 metri anche in condizioni di basso livello del fiume. È inoltre previsto il recupero del bacino di ricovero delle unità fluviali, rimasto inutilizzato per decenni. Il progetto comprende una nuova sede amministrativa e la concentrazione nello scalo delle funzioni di polizia di frontiera e dogana. Sul fronte terrestre, l’intervento punta alla riattivazione e all’adeguamento del raccordo ferroviario industriale connesso alla rete pubblica. Prahovo potrà così operare come nodo trimodale acqua-ferrovia-strada, a servizio soprattutto dei flussi industriali della Serbia orientale. Nel retroporto è presente il produttore di fertilizzanti Elixir Prahovo, ma non risultano contratti pubblici che garantiscano i futuri volumi di traffico. Il programma comprende anche un terminal per la raccolta e il trattamento di residui, oli di bordo e materiali pericolosi provenienti dalle navi. Nell’agosto 2026 risultavano in corso i lavori sull’ottavo accosto e sul fabbricato amministrativo, mentre il bacino di ricovero era vicino al completamento.
Keti Bunder resta preliminare
La proposta per un nuovo porto in acque profonde a Keti Bunder, nel Sindh, entra in una fase di approfondimento tecnico ma non corrisponde ancora a un investimento approvato. China Harbour Engineering Company, Chec, ha presentato il 24 agosto 2026 un piano concettuale che prevede, nella prima fase, un terminal multipurpose con 500 metri di banchina. Il costo preliminare di engineering è stimato in 522,34 milioni di dollari; la conversione in euro non è contenuta nelle fonti disponibili. Il progetto dovrebbe integrare terminal, magazzini, attività logistiche e possibili infrastrutture per pesca, catena del freddo, industria ed energia. Restano però da definire fattibilità tecnica, profondità dei fondali, dragaggi, accessi stradali e ferroviari, modello finanziario e ripartizione dei rischi. Il governo del Sindh sta inoltre valutando una più ampia impostazione di partenariato pubblico-privato per un corridoio marittimo, industriale ed energetico. Un precedente studio del 2021 aveva segnalato criticità per Keti Bunder legate ai fondali e alla carenza di collegamenti terrestri. Saranno quindi determinanti nuovi studi tecnici e ambientali, anche per verificare gli effetti sul delta dell’Indo, sulle mangrovie e sulle comunità di pescatori. Al momento non risultano finanziamenti cinesi formalizzati né un avvio dei lavori. Il passaggio decisivo sarà la definizione di fattibilità, autorizzazioni, sostenibilità ambientale e struttura finanziaria dell’intervento.















































































