Scania accelera sull’elettrico in Cina
Scania accelera i programmi di produzione di camion elettrici in Cina, dove l’aumento dei prezzi del gasolio sta favorendo una transizione più rapida del previsto verso i veicoli a batteria. Il costruttore svedese avvierà la produzione elettrica nello stabilimento di Rugao non appena ottenute le necessarie autorizzazioni. Secondo l’amministratore delegato Christian Levin, i camion elettrici potrebbero raggiungere il 50% del mercato cinese all’inizio del 2027. Nel primo semestre 2026 le vendite sono aumentate di quasi l’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e potrebbero rappresentare circa un terzo delle immatricolazioni annuali, contro l’8% di due anni fa. La crescita è sostenuta dagli incentivi alla sostituzione dei veicoli e dai rincari del gasolio, mentre il consumo cinese di questo carburante potrebbe diminuire di oltre il 10% nel 2026. Lo stabilimento di Rugao, inaugurato nel 2025 e destinato anche ai mercati asiatici, può produrre veicoli diesel ed elettrici.
Catl cresce nelle batterie per camion
Catl vuole rafforzare la propria presenza nel mercato cinese dei camion elettrici attraverso nuove batterie e l’ampliamento della rete di stazioni per la sostituzione degli accumulatori. Il produttore cinese ha presentato a Pechino nuove soluzioni destinate al trasporto merci, annunciando ordini per sistemi di sostituzione delle batterie relativi a 13mila veicoli, provenienti da operatori logistici tra cui Sf Holding e China Postal Express & Logistics. La società prevede di portare a 2.000 entro il 2027 le stazioni dedicate ai camion elettrici, più che raddoppiando la rete attuale, con l’obiettivo di raggiungere nel lungo periodo 10mila impianti. Il sistema consente di sostituire rapidamente le batterie scariche con accumulatori già carichi, riducendo i tempi di fermo rispetto alla ricarica tradizionale. Tra le novità figurano batterie posteriori più leggere e sottili, progettate per veicoli con vincoli di peso e spazio. Catl introdurrà inoltre formule flessibili di noleggio degli accumulatori, con durate adattabili alle esigenze operative delle flotte, per contenere i costi nei periodi di minore attività. L'iniziativa s’inserisce nella crescita del mercato cinese dei camion elettrici, che a settembre 2026 hanno rappresentato poco più della metà delle vendite complessive del segmento.
Aumentano le navi a doppia alimentazione
La flotta mondiale di portacontainer e navi per il trasporto di autoveicoli a doppia alimentazione ha superato le 500 unità, con investimenti complessivi superiori a 200 miliardi di dollari per quelle già consegnate e quelle ordinate. Secondo i dati del World Shipping Council, a settembre 2026 erano in servizio 503 unità, in crescita del 41% rispetto alle 358 dello stesso mese del 2025. A queste si aggiungono 849 navi in ordine, per un totale di 1.352 unità. Sono imbarcazioni progettate per utilizzare sia combustibili marini convenzionali sia carburanti alternativi, compresi quelli rinnovabili e a minori emissioni. La propulsione a doppia alimentazione rappresenta ormai la scelta prevalente nei nuovi ordinativi dei due segmenti. In termini di portata lorda, riguarda il 65% delle portacontainer ordinate e il 97% delle navi per il trasporto di autoveicoli, contro il 23% registrato nel resto della flotta mercantile mondiale. Parallelamente, l'espansione del portafoglio ordini ha comportato anche un aumento delle commesse per unità alimentate esclusivamente con combustibili tradizionali. Secondo il World Shipping Council, questa tendenza rientra in un quadro d’incertezza sulle future regole internazionali per la riduzione delle emissioni di gas serra, attualmente oggetto di confronto presso l'Imo. L'associazione sostiene l'introduzione di una disciplina globale coerente con la strategia climatica del 2023, capace di ridurre il divario economico tra combustibili convenzionali e carburanti rinnovabili o a emissioni prossime allo zero. La disponibilità di carburanti alternativi a prezzi competitivi resta infatti una condizione necessaria per sfruttare il potenziale ambientale delle nuove unità. Un quadro normativo uniforme dovrebbe inoltre favorire gli investimenti nella produzione e nelle infrastrutture di rifornimento, evitando la frammentazione delle disposizioni regionali e i conseguenti maggiori costi per il trasporto marittimo internazionale.
Maersk investe nella ferrovia vietnamita
Maersk e il gruppo vietnamita Hateco hanno siglato un accordo per sviluppare una rete di terminal ferroviari merci in Vietnam, con l’obiettivo di migliorare i collegamenti intermodali tra aree industriali, centri logistici e principali infrastrutture di trasporto. Il memorandum d’intesa è stato firmato a Copenaghen da Apm Terminals, società del gruppo Maersk specializzata nella gestione portuale, durante la visita ufficiale in Danimarca del presidente vietnamita To Lam. Il progetto prevede la realizzazione di un terminal ferroviario a Haiphong e di tre strutture per la movimentazione dei container nelle province settentrionali del Paese. Gli impianti saranno integrati con la rete ferroviaria e i porti marittimi, utilizzando tecnologie digitali per migliorare la movimentazione e lo stoccaggio delle merci. L’iniziativa vuole ridurre la congestione stradale e ad ampliare le possibilità di trasporto internazionale, anche attraverso i collegamenti transfrontalieri. Secondo Hateco, l’accordo porta tra 2,5 e 3,5 miliardi di dollari il valore complessivo stimato degli investimenti delle due società in progetti infrastrutturali per la catena logistica vietnamita. La collaborazione tra Maersk e Hateco comprende già un terminal container nel porto di Haiphong, realizzato con un investimento di 400 milioni di dollari. Il gruppo danese sta inoltre ampliando la propria partecipazione ad altri progetti portuali, tra cui il terminal container di Lien Chieu, a Danang. L’intesa fa parte del programma vietnamita di potenziamento delle infrastrutture di trasporto e logistica, che attribuisce un ruolo prioritario allo sviluppo ferroviario per sostenere la crescita economica e attrarre investimenti privati.
Tce sviluppa il cargo di Tui
Tce consolida la collaborazione con Tui Airline per valorizzare la capacità di trasporto merci disponibile sugli aerei impiegati nei collegamenti passeggeri verso le destinazioni turistiche. Avviata nel gennaio 2019, la collaborazione consente alla compagnia aerea di sviluppare l'attività cargo senza dover creare una struttura interna dedicata. Tce gestisce infatti lo sviluppo commerciale, i rapporti con i clienti, le prenotazioni, il coordinamento operativo e il controllo della qualità e della sicurezza. Il modello organizzativo integra le attività di vendita con la gestione della capacità disponibile e le procedure necessarie alla movimentazione delle merci. Tce rappresenta inoltre un punto di riferimento per spedizionieri e operatori di assistenza a terra, assicurando il coordinamento delle diverse fasi del servizio. Tra le responsabilità rientrano anche la gestione delle verifiche di qualità e il supporto alla conformità normativa, comprese, quando richieste, le procedure di validazione Acc3. La collaborazione prevede inoltre il monitoraggio dei volumi trasportati, dei ricavi, dell'utilizzo della capacità e della qualità del servizio, per individuare ulteriori opportunità commerciali. Tce continuerà ad affiancare Tui Airline nello sviluppo del trasporto merci sulla propria rete, con l'obiettivo di migliorare lo sfruttamento della capacità disponibile mantenendo gli standard operativi e di sicurezza.











































































