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  • La Corea del Sud ha completato la prova sulla rotta artica

    La Corea del Sud ha completato la prova sulla rotta artica

    La portacontainer sudcoreana Panstar Acro è rientrata a Busan l'11 ottobre 2026 dopo 50 giorni e due transiti senza rompighiaccio sulla rotta del Mare del Nord. All'andata aveva 737 teu pieni, al ritorno solo container vuoti. Seul punta al servizio regolare entro il 2030.

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  • Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Dal 28 ottobre 2026 le proteste degli autisti turchi contro le regole Schengen sui soggiorni interrompono a tratti i transiti dei camion verso Bulgaria e Grecia. A Kapıkule l'attesa superava già i quattro giorni. Ankara ha avviato contatti con Sofia e la Commissione Europea.

    Notizie sul trasporto e sulla logistica – 18 settembre 2026

    Dfds raddoppierà la Trieste Damietta

    Dfds annuncia l’aumento di una a due rotazioni settimanali il collegamento ro-ro tra Trieste e Damietta da ottobre 2026. L’avvio effettivo resta però subordinato alla disponibilità della seconda nave, mentre non risultano ancora pubblicati una data operativa definitiva e il nuovo orario del servizio. La linea, avviata a fine novembre 2024, collega lo scalo giuliano con quello egiziano con una traversata di circa 68 ore ed è destinata in particolare a semirimorchi e unità rotabili. Il traffico comprende le filiere agroalimentari e i prodotti deperibili egiziani diretti verso i mercati europei. Il raddoppio ridurrebbe l’intervallo tra le partenze e aumenterebbe la capacità disponibile, con effetti soprattutto sulla gestione dei traffici refrigerati. Il potenziamento era già previsto nel progetto originario del collegamento, che indicava il passaggio a due frequenze una volta raggiunti volumi adeguati.

    Jost potenzia la rete tedesca

    Jost Group ha acquisito il 100% di Ctj Janssen, operatore tedesco di trasporto e logistica con sede principale a Grevenbroich. L’operazione, notificata all’Antitrust tedesco il 3 agosto 2026, riguarda l’acquisizione di tutte le quote e del controllo esclusivo della società. Ctj genera circa 135 milioni di euro di fatturato annuo, mentre il prezzo dell’acquisizione non è stato divulgato. L’azienda conta circa 650 addetti, 400 camion e oltre 500 rimorchi e semirimorchi, con una capacità coordinata di circa 650 spedizioni al giorno. Le attività comprendono carichi completi e parziali, logistica e magazzinaggio, soprattutto nei comparti alimentare, bevande e beni di largo consumo. Con l’integrazione, Jost dovrebbe raggiungere circa 4.000 addetti, 2.100 camion e 4.500 rimorchi. L’acquisizione rafforza in particolare la presenza del gruppo nel Nord Reno-Westfalia e aggiunge una rete di trasporto nazionale tedesca alle attività internazionali già esistenti. Ctj dispone inoltre di una presenza a Landsberg, utile alla copertura della Germania centrale. L’operazione punta così a integrare maggiormente i collegamenti domestici tedeschi con i flussi transfrontalieri verso Belgio, Paesi Bassi e Francia settentrionale. È previsto il mantenimento della struttura organizzativa e dell’autonomia operativa di Ctj.

    Kirghizistan prepara hub a Sary Tash

    Il Kirghizistan ha avviato la preparazione di un centro internazionale di trasporto e logistica a Sary-Tash, nella regione meridionale di Osh, attraverso un memorandum firmato il 10 settembre 2026 dall’Agenzia nazionale per gli investimenti e dalla società Textile Trans. L’intesa vuole attrarre investimenti fino a 100 milioni di dollari, ma non rappresenta un finanziamento già stanziato, né una decisione finale di investimento. Il progetto prevede magazzini, strutture per il consolidamento e il trasbordo delle merci, pesatura, servizi doganali e di brokeraggio e sistemi digitali per il controllo dei flussi. Sary-Tash si trova lungo l’asse stradale Osh–Sary-Tash–Irkeshtam, a circa 70 chilometri dal valico di Irkeshtam con la Cina, in una posizione di collegamento verso Osh, la valle di Fergana, il Tagikistan e il Pamir. Il centro dovrebbe servire il corridoio Cina–Kirghizistan–Uzbekistan–Afghanistan, con un possibile prolungamento verso il Pakistan, organizzando consolidamento, sdoganamento, trasferimento e instradamento delle merci. Il progetto è prevalentemente legato al trasporto stradale e non risultano collegamenti diretti con terminal ferroviari o con la ferrovia Cina–Kirghizistan–Uzbekistan. L’obiettivo è rafforzare il ruolo del Kirghizistan nei traffici tra Cina, Asia centrale e Asia meridionale, sostenendo transito, commercio, produzione locale e occupazione. La direttrice verso Afghanistan e Pakistan comporta tuttavia aspetti operativi legati alla sicurezza, alle infrastrutture, ai transiti doganali, all’assicurabilità delle merci e alla prevedibilità dei tempi di resa. Non risultano pubblici un crono-programma dei lavori, finanziamenti vincolanti, capacità operative, procedure di gara o l’identità degli investitori. L’iniziativa si trova quindi nella fase di preparazione e ricerca dei capitali necessari alla realizzazione.

    Fase tecnica per ferrovia Tripoli-Homs

    Libano e Siria hanno avviato la preparazione tecnica per l’eventuale ripristino del collegamento ferroviario tra il porto di Tripoli e Homs, passando per Al-Abboudieh, al confine siriano. Il progetto è rivolto soprattutto al traffico merci e container e ha lo scopo di collegare lo scalo libanese alla rete ferroviaria siriana. Sul versante libanese il tracciato previsto misura circa 35 km, ai quali si aggiungerebbero circa 6 km necessari per l’aggancio alla rete siriana. A maggio 2026 il Libano aveva già avviato una procedura di gara relativa alla riabilitazione e progettazione della tratta Tripoli–Al-Abboudieh. A fine agosto Beirut e Damasco hanno concordato la costituzione di un gruppo tecnico congiunto, mentre a settembre il Libano ha affidato a una società di consulenza l’aggiornamento della progettazione e dello studio di fattibilità. L’incarico prevede sei mesi per esaminare requisiti tecnici, domanda di trasporto, costi, fasi di attuazione e documenti di gara. L’obiettivo logistico è rafforzare il ruolo del porto di Tripoli negli scambi con la Siria e, in prospettiva, nei collegamenti regionali. Il progetto resta tuttavia in fase di studio: non risultano un contratto di costruzione assegnato, finanziamenti definitivi o una data di apertura della linea. Tra i nodi ancora da risolvere figurano la copertura finanziaria, la disponibilità del sedime ferroviario in Libano e il ripristino delle infrastrutture necessarie sul territorio siriano. Un eventuale servizio passeggeri rimane secondario rispetto alla priorità attribuita al trasporto merci.

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