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Podcast K44

Cronaca

  • Camionista italiano in Austria con la carta cronotachigrafica del figlio

    Camionista italiano in Austria con la carta cronotachigrafica del figlio

    La Polizia austriaca ha fermato nel Tennengau, in provincia di Salisburgo, un camionista italiano di 73 anni alla guida di un autotreno immatricolato in Germania, trovando nel cronotachigrafo digitale la carta conducente intestata al figlio. L'analisi delle registrazioni ha fatto emergere 59 violazioni delle norme sui tempi di guida.

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Mare

  • Trieste capofila della cibersicurezza Shieldport

    Trieste capofila della cibersicurezza Shieldport

    Il progetto Shieldport, unico dedicato alla sicurezza informatica dei porti nel terzo bando del Programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027, dispone di 1,37 milioni di euro e riunisce sette autorità portuali italiane e croate. Allo scalo di Trieste sono assegnati 222mila euro, coperti integralmente da fondi europei e nazionali.

Autotrasporto

  • Nuove regole per stabilizzare il prezzo del gasolio

    Nuove regole per stabilizzare il prezzo del gasolio

    Marco Alberti, amministratore delegato di 360Pay, chiede meccanismi europei di stabilizzazione del costo del carburante per il trasporto professionale: non sussidi ma regole trasparenti che permettano alle imprese di pianificare investimenti e contratti senza subire le oscillazioni dei mercati energetici.

    Rfi progetta lo scavalco ferroviario di Treviglio

    Il quadruplicamento della ferrovia tra il nodo di Milano e Treviglio, tratta iniziale della direttrice fondamentale verso Venezia, è entrato in esercizio nel 2007. Ora a quasi vent’anni di distanza, Rfi ha avviato la procedura per realizzare quello che viene definito Scavalco Pm (posto di movimento) Bivio Adda. Quest’opera in teoria doveva essere realizzata contemporaneamente alla tratta a suo tempo quadruplicata, parte in affiancamento alla linea storica, parte in variante veloce a partire da Melzo verso Treviglio. Ma la progettazione è partita solo nel 2023 quando forse il gestore della rete si è reso definitivamente conto del collo di bottiglia che si era creato nell’interconnessione tra le due linee e soprattutto vista la rigidità dell’esercizio che tuttora non consente una suddivisione ottimale in base alle diverse tipologie di traffico, tra regionali, treni passeggeri a lunga percorrenza e merci.

    Così a fine luglio 2026 Rfi ha presentato al ministero dell’Ambiente la richiesta per l’avvio del procedimento di Valutazione di impatto ambientale del progetto di fattibilità tecnica ed economica (Pfte) dello Scavalco Pm Bivio Adda. Quest’opera, nella terminologia ferroviaria viene definita un “salto di montone”, vale a dire un raccordo a livelli sfalsati come si direbbe nelle costruzioni stradali. La rete ferroviaria italiana presenta invece numerosi bivi a raso, con tutti i limiti del caso, in quanto storicamente avara di intersezioni su più livelli. L’opera per la quale viene avviata ora la procedura autorizzativa, prevede la realizzazione di uno scavalco localizzato nei pressi del Pm Bivio Adda in modo da consentire ai treni in servizio tra Milano e Bergamo che percorrono la linea di interconnessione ad alta velocità Milano-Brescia di non interferire con i convogli impostati sulla linea storica Milano-Venezia, definita lenta.

    Rfi specifica che l’attuale configurazione infrastrutturale del complesso a quattro binari costituito dalla Linea lenta insieme alla Linea di interconnessione tra Pioltello e Treviglio non consente una separazione dei flussi dei treni per velocità di impostazione: la Linea lenta può essere percorsa solo dai treni suburbani, mentre sulla Linea di interconnessione devono confluire senza suddivisione ottimale i treni passeggeri AV, i regionali e anche i merci. Secondo Rfi, “ne risulta un forte squilibrio dei carichi e una spiccata eterotachia sulla Linea di interconnessione, con una velocità di percorrenza fino a 245 km/h per i treni AV, fino a 160 km/h per i regionali e fino a 100 km/h per i treni merci”. Nel linguaggio ferroviario, eterotachia indica la condizione di traffico in cui sulla stessa linea convivono treni con velocità diverse.

    Finora, seppur con non pochi limiti, le ferrovie sono riuscite a gestire i diversi flussi di traffico che però in caso di perturbazione, come ritardi o imprevisti tecnici, mettono a dura prova la rete con ripercussioni anche pesanti sull’esercizio. Questa situazione, già al limite, però rischia sicuramente di non essere più gestibile alla luce di due fattori: l’aumento del traffico passeggeri con la prossima conclusione dei lavori sulla rete AV che si spingerà fino a Padova, insieme alla maggiore domanda dei servizi merci con l’apertura del nuovo terminal intermodale a Brescia accanto a quello di Milano Smistamento, e questo nonostante il gruppo Msc abbia abbandonato il progetto dell’interporto di Cortenuova.


    In questo contesto si inserisce lo Scavalco Pm-Bivio Adda che consentirà di avere una ripartizione equilibrata tra le due linee ferroviarie affiancate, entrambe a questo punto con la capacità residua in grado di far fronte a eventuali nuovi sviluppi di traffico passeggeri e merci. A opera conclusa, la Linea lenta sarà specializzata per il trasporto suburbano e per quello merci, mentre la Linea di interconnessione sarà dedicata al servizio regionale veloce, a quello passeggeri a lunga percorrenza e ai treni AV. Una volta approvato il progetto, resta però da definire il reperimento dei fondi necessari, stimati nel 2023 in circa 250 milioni di euro, ma ormai molto più vicini ai 300 milioni di euro.

    Piermario Curti Sacchi

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