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  • La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    Il 28 ottobre 2026 Boluda Shipping ha firmato l'accordo per rilevare l'intero gruppo Samskip, a un valore non reso noto. La chiusura è prevista per il 1° gennaio 2027, dopo il via libera delle Autorità competenti. La rete unita conterà 32 navi su 18 rotte in 28 Paesi.

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  • Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Dal 28 ottobre 2026 le proteste degli autisti turchi contro le regole Schengen sui soggiorni interrompono a tratti i transiti dei camion verso Bulgaria e Grecia. A Kapıkule l'attesa superava già i quattro giorni. Ankara ha avviato contatti con Sofia e la Commissione Europea.

    Colossi della logistica interessati a Rail Logistics Europe

    Il gruppo ferroviario statale francese Sncf ha avviato un processo esplorativo per la cessione di una partecipazione di minoranza in Rail Logistics Europe (Rle), la divisione dedicata al trasporto merci su rotaia e ai servizi logistici integrati. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Lazard è stata incaricata come advisor finanziario per strutturare l'operazione e sondare l'interesse del mercato. La valorizzazione complessiva di Rle sarebbe nell'ordine di circa 800 milioni di euro, ma né la percentuale della quota da cedere, né il corrispettivo definitivo sono stati comunicati ufficialmente. Circolano già le indiscrezioni sui soggetti interessati, tra cui appaiono le compagnie marittime Cma Cgm e Maersk e il colosso della logistica Dsv, ma nessuno dei tre ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito, né Sncf ha confermato l'identità degli interessati.

    L'operazione rientra nella profonda riorganizzazione del comparto merci di Sncf, avviata come conseguenza di un'indagine approfondita della Commissione Europea sugli aiuti di Stato ricevuti da Fret Sncf tra il 2007 e il 2019, pari a 5,3 miliardi di euro. L'accordo raggiunto con Bruxelles prevede la liquidazione di Fret Sncf e la sua sostituzione con nuove entità, denominate Hexafret (trasporto merci) e Technis (manutenzione), con trasferimento di una parte delle attività a operatori concorrenti per garantire discontinuità economica e condizioni di mercato più equilibrate. Il piano implica la cessione di alcune linee, una riduzione del perimetro d'attività pari a circa il 30% del traffico e un calo del personale nell'ordine del 10%.

    Rail Logistics Europe è il contenitore delle attività merci del gruppo Sncf in questa fase di riorganizzazione, che comprende Fret Sncf e altre divisioni di logistica ferroviaria e intermodale del gruppo francese. L'ingresso di un socio privato nel capitale di Rle permetterebbe di reperire risorse esterne senza cedere il controllo e ancorare la divisione a flussi di traffico internazionali e strutturalmente stabili, riducendo la dipendenza dal solo mercato interno francese. Inoltre, un governo misto pubblico-privato potrebbe rafforzare la credibilità del percorso di ristrutturazione agli occhi della Commissione Europea, a condizione che la nuova struttura non replichi, sotto altra forma, i meccanismi di copertura delle perdite che hanno originato il procedimento sugli aiuti di Stato.

    Restano però aperte diverse questioni. La prima riguarda la quota da cedere e finora c’è solo l’ipotesi, non confermata, del 49%, percentuale che offrirebbe al socio privato una posizione di quasi parità senza conferirgli il controllo. Il secondo nodo da sciogliere riguarda il governo: anche con una quota di minoranza, l'architettura dei patti parasociali, l'attribuzione di diritti di veto e la composizione del Consiglio di amministrazione determineranno la reale capacità del nuovo socio di indirizzare la strategia di Rle. C’è infine l'impatto competitivo, perché l'ingresso di una grande compagnia marittima o logistica nel capitale di un operatore ferroviario nazionale potrebbe sollevare interrogativi sulla neutralità d'accesso alla rete e sulla posizione degli altri vettori ferroviari e intermodali attivi sui medesimi corridoi.

    Antonio Illariuzzi

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