Dal primo ottobre 2026 le imprese di trasporto merci su strada beneficeranno di tempi più brevi per il riconoscimento del credito d'accisa sul gasolio per autotrazione. La nuova procedura elaborata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riduce da 60 a 30 giorni il termine entro il quale le aziende potranno disporre del credito, con un meccanismo di silenzio-assenso più rapido e automatizzato rispetto a quello attuale. La finestra trimestrale di presentazione delle richieste rimane invariata: le domande relative ai consumi del primo trimestre, ad esempio, vanno presentate tra il 1° e il 30 aprile. Cambia la velocità con cui, a partire dalla data di presentazione, il credito viene formalmente riconosciuto e reso disponibile per la compensazione tramite modello F24 o per il rimborso in denaro.
L'accelerazione è resa possibile da un sistema di verifica formale e automatica dei dati - targhe, fatture elettroniche, quantità di carburante, periodo di riferimento e tipologia di prodotto - che transita attraverso il Servizio Telematico Doganale. Al centro della riforma c’è la concentrazione dei controlli documentali sostanziali sui casi definiti "anomali": consumi superiori a un litro per chilometro percorso, veicoli non ammessi al beneficio o errori di quadratura tra i dati dichiarati e quelli risultanti dalle fatture. Per le pratiche regolari, il sistema dovrebbe chiudersi rapidamente in via automatica, riducendo il numero di domande bloccate in attesa d’integrazione documentale.
I requisiti di accesso restano invariati rispetto al regime vigente per il biennio 2025-2026. Possono accedere al rimborso i veicoli con massa pari o superiore a 7,5 tonnellate e classe ambientale almeno Euro V. Ogni fattura elettronica deve riportare obbligatoriamente la targa del veicolo rifornito: in assenza di questo dato la domanda è esclusa dal beneficio in via automatica. Il limite massimo di consumo rimborsabile rimane fissato a un litro per chilometro percorso per ciascun veicolo e le quantità eccedenti non vengono riconosciute.
La procedura conferma l'utilizzo di quadri distinti a seconda del periodo di consumo e della tipologia di carburante - gasolio tradizionale o Hvo, quest'ultimo con condizioni di sostenibilità differenziate - con importi di rimborso per mille litri che variano in funzione di queste variabili. Per le flotte che utilizzano contemporaneamente diesel tradizionale e Hvo, resta indispensabile suddividere i consumi per tipologia in fase di compilazione dei quadri A-1, A-2 e A-3, ai fini della corretta determinazione degli importi spettanti.
Il principale vantaggio atteso è il miglioramento della liquidità aziendale: il credito d'accisa diventa disponibile in un arco temporale dimezzato, con effetti positivi sulla gestione del capitale circolante, soprattutto per le piccole e medie imprese d’autotrasporto che operano con margini ridotti. L'accelerazione dei tempi, tuttavia, rende ancora più stringente la necessità di una gestione amministrativa rigorosa. I controlli automatici del sistema Edi non lasciano margini di correzione a posteriori: una targa mancante in fattura, un errore nella codifica del tipo di carburante o una quadratura imprecisa tra i chilometri percorsi e i litri dichiarati possono bloccare la pratica e vanificare il beneficio della procedura accelerata.
P.R.































































