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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Petroliera diretta in Texas ha subito un attacco informatico

    Petroliera diretta in Texas ha subito un attacco informatico

    Secondo Bloomberg, gli investigatori di Fbi e Guardia Costiera statunitense avrebbero trovato prove di un accesso temporaneo al sistema di propulsione della superpetroliera VL Prosperity, ancora alla fonda davanti a Galveston. Le Autorità confermano un attacco di soggetti stranieri, ma nessun dato pubblico dimostra il controllo dei motori.

    Federtrasporti critica la distorsione del taglio delle accise

    L’intervento del Governo sull’aumento del prezzo del gasolio sta producendo effetti opposti rispetto agli obiettivi dichiarati. È la posizione espressa da Claudio Villa, presidente di Federtrasporti, che segnala come le misure adottate dal Governo negli ultimi mesi stiano penalizzando le imprese di autotrasporto. Al centro del problema ci sono il taglio delle accise e il mancato avvio del credito d’imposta annunciato, in un contesto in cui il prezzo del carburante resta elevato, con un incremento di circa il 27% dall’inizio del conflitto sul mercato extrarete.

    Secondo Villa, il nodo principale riguarda il funzionamento del rimborso sulle accise previsto per il gasolio professionale. La riduzione temporanea delle accise, introdotta come misura di contenimento dei prezzi, incide direttamente sull’importo rimborsato alle imprese. “Ciò che ci viene dato con una mano, ci viene tolto con l’altra”, afferma il presidente di Federtrasporti, sottolineando come il beneficio teorico è neutralizzato dal meccanismo fiscale. A ciò si aggiunge la dinamica del mercato. “Il mercato ha rapidamente assorbito il taglio delle accise, riducendo l’effetto sul prezzo finale. Il risultato è che noi perdiamo parte del rimborso senza beneficiare davvero di un calo strutturale del costo. È un danno netto. Anzi, una beffa”, sottolinea Villa. L’effetto complessivo, quindi, è una compressione dei margini operativi per le imprese, senza un reale alleggerimento dei costi energetici.

    Il quadro si complica ulteriormente per il ritardo nell’attuazione del credito d’imposta promesso dal Governo. La misura, pensata per sostenere il settore, non è ancora operativa e resta, secondo Federtrasporti, “una promessa sulla carta”. In assenza di strumenti compensativi concreti, le imprese si trovano a gestire l’aumento dei costi in autonomia, con un impatto diretto sulla sostenibilità economica delle attività.

    Parallelamente, emergono tensioni nei rapporti con la committenza. Diverse aziende di trasporto stanno ricevendo contestazioni sull’applicazione della clausola di adeguamento carburante. “Stiamo ricevendo - e non sono casi isolati - lettere in cui viene contestata l’applicazione della clausola di fuel surcharge”, segnala Villa. Il meccanismo contrattuale, che consente di adeguare le tariffe in presenza di variazioni superiori al 2% del prezzo del gasolio, viene in alcuni casi negato o applicato solo parzialmente. “Ci troviamo di fronte a due situazioni gravi: chi nega tout court l’adeguamento tariffario; chi lo riconosce solo parzialmente, escludendo la quota corrispondente al taglio delle accise”, aggiunge il presidente. Questo comportamento trasferisce integralmente sulle imprese di autotrasporto il rischio legato alla volatilità dei costi energetici, alterando l’equilibrio contrattuale.

    Il risultato è un aumento della tensione nel settore, già caratterizzato da margini ridotti e forte incertezza operativa. “Stiamo lavorando in condizioni d’incertezza totale, senza strumenti concreti di compensazione e con margini che si assottigliano ogni giorno”, osserva Villa, richiamando l’attenzione sulla tenuta complessiva del comparto. La preoccupazione si estende anche alla disponibilità futura del carburante. “Di questo passo non sarà più nemmeno una questione di quanto costa il gasolio, ma se sarà disponibile e a condizioni sostenibili”, avverte il presidente di Federtrasporti. Il rischio, secondo l’associazione, è quello di compromettere la continuità di una componente essenziale della filiera logistica del Paese.

    Federtrasporti chiede quindi l’attuazione immediata del credito d’imposta, una revisione del meccanismo delle accise e il rispetto delle clausole contrattuali di adeguamento carburante. “Non chiediamo privilegi, ma regole eque. Perché senza autotrasporto, semplicemente, il Paese si ferma”, conclude Villa.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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