Nella notte tra il 19 e il 20 aprile 2026, unità dei Marines americani hanno abbordato e sequestrato la portacontainer iraniana Touska nelle acque del Golfo dell'Oman, al largo dello Stretto di Hormuz. L'operazione, condotta con elicotteri decollati dalla nave d'assalto anfibia Uss Tripoli, rappresenta la prima intercettazione formale di un mercantile iraniano dall'avvio del blocco navale americano ai porti dell'Iran, imposto dopo lo scoppio del conflitto il 28 febbraio 2026.
Secondo le ricostruzioni diffuse dal Comando Centrale americano (Centcom), che ha pubblicato il video dell'abbordaggio, il cacciatorpediniere lanciamissili Uss Spruance ha intimato per circa sei ore alla Touska di fermarsi e sottoporsi a ispezione. Dopo il rifiuto prolungato dell'equipaggio, la nave è stata colpita in sala macchine per disabilitarne la propulsione. A quel punto i Marines si sono calati con le funi sul ponte della portacontainer e ne hanno assunto il controllo. L'equipaggio è stato posto in stato di fermo e sono state avviate le ispezioni su carico e documentazione. La Touska è una portacontainer battente bandiera iraniana, lunga quasi 295 metri, costruita nel 2008 e classificata con numero Imo 9328900. Risultava già inserita nella lista delle unità sanzionate dal Tesoro americano per presunte attività in violazione dell'embargo.
Il presidente Donald Trump ha rivendicato l'operazione con una serie di messaggi sui social, affermando che la nave aveva tentato di forzare il blocco navale e che gli Stati Uniti hanno "pieno controllo" dell'imbarcazione. Teheran ha definito l'abbordaggio un atto di "pirateria" e una violazione del cessate il fuoco in vigore nella regione. Il comando militare congiunto iraniano ha denunciato la rottura della tregua, mentre il Governo della Repubblica Islamica ha annunciato l'intenzione di rispondere "presto". La situazione alimenta i timori di un'ulteriore escalation in una regione già segnata da settimane di tensioni navali.







































































