- La Commissione Europea ha varato un quadro temporaneo di aiuti di Stato in risposta alla crisi in Medio Oriente avviata nel febbraio 2026. Il blocco dello stretto di Hormuz ha fatto impennare il prezzo del greggio di oltre il 50% e quello del gas naturale fino all'85%, mettendo sotto pressione l'intera catena logistica europea.
- Il piano consente ai Governi nazionali di rimborsare fino al 70% dei costi supplementari per il carburante a favore di autotrasportatori, operatori del trasporto marittimo a corto raggio, imprese agricole e flotte da pesca. Per le procedure semplificate è previsto un tetto forfettario di 50mila euro per impresa, con obbligo di trasparenza per gli aiuti superiori a 100mila euro.
- Il settore del trasporto aereo è escluso dai nuovi strumenti: la Commissione ritiene adeguate le coperture finanziarie già in uso presso le compagnie e gli strumenti esistenti per le rotte periferiche. Gli aiuti non possono inoltre coprire i costi legati al sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets), a tutela degli obiettivi di transizione ecologica.
La Commissione Europea ha adottato il 29 aprile 2026 un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in risposta all'escalation della crisi in Medio Oriente, avviata nel febbraio 2026 e culminata nella chiusura di fatto dello stretto di Hormuz. Il provvedimento autorizza i Governi degli Stati membri a erogare sostegno finanziario diretto alle imprese dei settori trasporti, agricoltura e pesca, con l'obiettivo di assorbire lo shock inflazionistico sui costi energetici e delle materie prime, e di prevenire interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Lo strumento giuridico alla base del piano è l'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (Tfue), che consente deroghe temporanee alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato in presenza di gravi perturbazioni economiche. Ma c’è un limite temporale: gli aiuti dovranno essere concessi entro il 31 dicembre 2026.
Il blocco dello stretto di Hormuz ha causato una forte volatilità sui mercati delle materie prime energetiche: secondo il dossier elaborato dalla Commissione, i prezzi del greggio hanno registrato picchi superiori al 50% rispetto ai livelli pre-crisi, mentre il gas naturale ha sfiorato un rincaro dell'85% prima di stabilizzarsi parzialmente. A pesare in modo duraturo sulla capacità di esportazione globale ha contribuito anche il danneggiamento del terminale di Ras Laffan, in Qatar, uno dei principali impianti al mondo per il gas naturale liquefatto. La Banca Centrale Europea ha confermato che la crisi ha peggiorato le prospettive di crescita dell'area euro, con rischi di inflazione al rialzo. A risentirne maggiormente sono le famiglie a basso reddito, per le quali il peso dei costi energetici è più che raddoppiato rispetto ai livelli precedenti al conflitto.
Per il trasporto terrestre - su strada, su rotaia e per vie navigabili interne - il provvedimento interviene su una struttura di costi che già in condizioni normali lascia margini molto ridotti. Il carburante rappresenta circa il 30% dei costi operativi dell’autotrasporto, dove i margini di redditività si attestano mediamente intorno al 2-3%. A marzo 2026 i prezzi del gasolio nell'UE hanno segnato un aumento del 21% su base annua. In questo contesto, gli Stati membri potranno rimborsare fino al 70% dei costi supplementari sostenuti per il carburante. Per le procedure semplificate è autorizzato un massimale forfettario di 50mila euro per impresa.
Analoga impostazione è prevista per il trasporto marittimo a corto raggio. Questi servizi svolgono una funzione duplice: alleggerire il traffico sulle reti stradali continentali e garantire la continuità dei collegamenti con i territori insulari e periferici. L'aumento improvviso dei costi del combustibile marittimo rischia di escludere dal mercato gli operatori più piccoli, con il conseguente rischio di una concentrazione del settore e dell'isolamento di alcune aree geografiche. Anche in questo caso, la Commissione ha previsto la copertura fino al 70% dei rincari del carburante.
L'aviazione segue una logica differente. Nonostante il carburante avio abbia subito rincari rilevanti in ragione della sua derivazione dal greggio, la Commissione non ha introdotto nuovi strumenti di sostegno specifici per le compagnie aeree. La ragione risiede nell'ampio ricorso alle coperture finanziarie sul prezzo del carburante, una pratica consolidata nel settore che attenua l'esposizione immediata alle fluttuazioni di mercato. Per le rotte periferiche a rischio, le istituzioni europee ritengono già adeguati gli strumenti esistenti, tra cui la possibilità di imporre obblighi di servizio pubblico e di riconoscere aiuti di natura sociale ai passeggeri residenti in aree remote, fino alla copertura totale del biglietto.
Il piano fissa condizioni precise per evitare distorsioni della concorrenza nel lungo periodo. Ogni aiuto superiore a 100mila euro, ridotto a 10mila euro per i settori agricolo e della pesca, dovrà essere pubblicato in un registro pubblico di trasparenza entro sei mesi dalla concessione. I fondi non possono essere utilizzati per coprire i costi di conformità legati al sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets), in modo da non compromettere gli obiettivi della transizione ecologica. Il quadro temporaneo s'inserisce nella più ampia strategia europea di gestione delle crisi energetiche, ma è concepito come strumento eccezionale e limitato nel tempo, non come modifica strutturale alle regole sugli aiuti di Stato.
Pietro Rossoni





































































