Array ( [0] => 14 )

Podcast K44

Cronaca

  • Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Un autotrasportatore italiano di 63 anni è stato bloccato dalla Polizia cantonale dei Grigioni sull'autostrada svizzera A13 dopo aver eluso ripetutamente il cronotachigrafo digitale, nascondendo settimane di violazioni sui tempi di guida e di riposo.

Transpotalk

Normativa

Mare

  • Portuali di Livorno scioperano per l’eccessivo caldo

    Portuali di Livorno scioperano per l’eccessivo caldo

    Il sindacato di base Usb ha proclamato un nuovo sciopero dal 2 al 9 agosto nel porto di Livorno, dopo l'astensione del 31 luglio di Asa e Giunti Carlo Alberto, per denunciare la mancanza di misure omogenee contro il rischio da calore nelle lavorazioni più esposte.

Autotrasporto

  • Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    In questo video di K44, Laura Broglio affronta la questione della dispersione del carico dei veicoli industriali, un problema che colpisce soprattutto il trasporto di materiali sfusi su cassone. Rischi per la sicurezza stradale, ma anche di pesanti sanzioni.

    Crisi di Hormuz mette i corridoi terrestri mediorientali sotto pressione

    Illustrazione: TrasportoEuropa IA

    La crisi delle rotte marittime mediorientali, causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dai rischi in quello di Bad El-Mandeb, sta trasferendo una quota crescente di traffico sui corridoi terrestri alternativi tra Oman, Arabia Saudita, Israele e altri scali regionali. Secondo The Loadstar, la domanda per questi assi è oggi quattro o cinque volte superiore alla capacità disponibile, causando una pressione immediata sui trasporti terrestri, con noli stradali in forte aumento e tempi di attraversamento meno prevedibili.

    Il fenomeno riguarda soprattutto i flussi di container che vogliono evitare i punti di strozzatura marittimi più esposti, a partire dallo Stretto di Hormuz e dai tratti critici del Mar Rosso. Il meccanismo è semplice solo in apparenza: la merce viene sbarcata in un porto considerato più sicuro, prosegue via strada o ferrovia attraverso uno o più Paesi e viene poi reimbarcata verso la destinazione finale. In condizioni ordinarie queste soluzioni restano complementari rispetto alla rotta marittima diretta. Nella fase attuale, invece, stanno assumendo il ruolo di canale di sfogo per catene logistiche che non possono attendere il ripristino della piena regolarità navale.

    La pressione maggiore si concentra sull’autotrasporto. La disponibilità di veicoli industriali non cresce con la stessa velocità della domanda e i tempi di attesa ai terminal, ai confini e nei punti di controllo riducono ulteriormente la capacità effettiva. Anche la ferrovia, dove disponibile, non dispone ovunque di tracce, terminal e materiale rotabile sufficienti per sostituire quote rilevanti di traffico marittimo. Ne deriva una congestione di secondo livello: non si blocca solo la rotta navale originaria, ma anche la deviazione terrestre che dovrebbe ridurre il rischio. Sempre The Loadstar segnala un forte aumento dei noli terrestri lungo questi corridoi, alimentato dalla domanda eccedente rispetto all’offerta. A questi aumenti si sommano i premi per il rischio geopolitico, i maggiori costi di carburante, l’allungamento dei tempi di guida, le soste forzate e la necessità di coordinare più operatori in Paesi diversi.

    Per i caricatori europei l’effetto principale è la perdita di prevedibilità. Un corridoio terra-mare può garantire continuità di servizio per merci urgenti o ad alto valore, ma il costo porta-a-porta può superare in modo netto quello di una catena interamente marittima in condizioni normali. L’aumento non dipende soltanto dalla tariffa del camion o del treno: pesa la gestione doganale, la sicurezza, l’assicurazione del carico, la pianificazione dei reimbarchi e il rischio di accumulare ritardi in più punti della catena. Le ricadute contrattuali sono già evidenti. Le imprese importatrici ed esportatrici devono valutare clausole di revisione prezzi, finestre di consegna più ampie e ripartizione dei sovraccosti tra fornitore, spedizioniere, vettore e cliente finale. In assenza di accordi chiari, la volatilità dei costi terrestri può trasformarsi in contenzioso commerciale, soprattutto nei settori con margini ridotti o con tempi di consegna vincolanti.

    Per i vettori marittimi i corridoi terrestri diventano indubbiamente uno strumento utile per mantenere continuità commerciale in aree esposte alla crisi, ma aumentano la complessità dell’intera filiera di trasporto, che non si esaurisce più nella gestione della nave e del porto di destinazione, ma richiede accordi con autotrasportatori, ferrovie, terminal interni, autorità doganali e operatori di sicurezza. Tutto ciò passaggio amplia il numero di soggetti coinvolti e rende più difficile garantire tempi certi. Anche i porti regionali coinvolti nei corridoi alternativi si trovano in una posizione delicata. Gli scali in grado di attrarre traffico deviato possono aumentare i volumi e consolidare il proprio ruolo nei collegamenti intermodali, ma devono gestire picchi non programmati, aree di sosta insufficienti, congestione ai varchi e difficoltà nel coordinamento con il trasporto interno. Per gli operatori di stoccaggio e spedizione, la capacità d’integrare prenotazioni, documentazione doganale e trasporto terrestre diventa un fattore operativo centrale.

    P.R.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
    Segnalazioni, informazioni, comunicati, nonché rettifiche o precisazioni sugli articoli pubblicati vanno inviate a: redazione@trasportoeuropa.it


      Puoi commentare questo articolo nella pagina Facebook di TrasportoEuropa

      bottone newsletter piccolo Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità sul trasporto e la logistica e non perderti neanche una notizia di TrasportoEuropa? Iscriviti alla nostra Newsletter con l'elenco ed i link di tutti gli articoli pubblicati nei giorni precedenti l'invio. Gratuita e NO SPAM!

     

     

    CONTENUTI SPONSORIZZATI

     

Videocast K44

Aereo

  • Il Medio Oriente rilancia il cargo aereo a giugno 2026

    Il Medio Oriente rilancia il cargo aereo a giugno 2026

    A giugno 2026 il traffico cargo aereo globale è cresciuto dell'8,5% su base annua secondo le rilevazioni della Iata, trainato dal Nord America e dal ritorno alla crescita dei vettori mediorientali, con il fattore di carico salito al 46,9%.

Ferrovia

Persone

  • La logistica genovese perde Ugo Serra

    La logistica genovese perde Ugo Serra

    Ugo Serra, erede della storica casa di spedizioni genovese fondata nel 1882, è morto a 91 anni. Unico italiano alla guida di Clecat tra il 1981 e il 1984, fu anche presidente dell'ospedale Gaslini.
Iveco Schouten svela nei Paesi Bassi il nuovo Strator

TECNICA

Iveco Schouten svela nei Paesi Bassi il nuovo Strator
previous arrow
next arrow
I-Dika potenzia lo hub logistico di Settimo Torinese

LOGISTICA

I-Dika potenzia lo hub logistico di Settimo Torinese
previous arrow
next arrow
Il vigore il Decreto sui carburanti di luglio 2026

ENERGIE

Il vigore il Decreto sui carburanti di luglio 2026
previous arrow
next arrow
Daimler Truck richiama oltre 131mila camion nel mondo

SERVIZI

Daimler Truck richiama oltre 131mila camion nel mondo
previous arrow
next arrow