Array ( [0] => 14 )

Podcast K44

Cronaca

  • Multa di 6.000 euro per una bisarca polacca a Monfalcone

    Multa di 6.000 euro per una bisarca polacca a Monfalcone

    A Monfalcone la Polizia Locale ha multato con oltre seimila euro l’autista di una bisarca immatricolata in Polonia dopo un'analisi retrospettiva dei dati tachigrafici su 56 giorni, in cui ha rilevato diverse violazioni dei tempi di guida e riposo.

Transpotalk

Normativa

Mare

  • Byd verso diciotto navi navi car carrier proprie

    Byd verso diciotto navi navi car carrier proprie

    Il produttore automobilistico cinese Byd avrebbe ordinato altre dieci Navi car carrier da 9.200 ceu a China Merchants Shipbuilding Industry. La flotta propria salirebbe così a diciotto unità dedicate al trasporto di veicoli.

Autotrasporto

  • Byd svela la strategia per il camion europeo

    Byd svela la strategia per il camion europeo

    Il costruttore cinese Byd ha confermato allo Iaa 2026 l’intenzione di entrare nel mercato europeo dei veicoli industriali nel 2027, spiegando la strategia e mostrando al suo stand della fiera tedesca una gamma completa con cui intende attuarla. Spicca l’ammiraglia Ett 44, trattore elettrico 4x2.

    Crisi di Hormuz mette i corridoi terrestri mediorientali sotto pressione

    Illustrazione: TrasportoEuropa IA

    La crisi delle rotte marittime mediorientali, causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dai rischi in quello di Bad El-Mandeb, sta trasferendo una quota crescente di traffico sui corridoi terrestri alternativi tra Oman, Arabia Saudita, Israele e altri scali regionali. Secondo The Loadstar, la domanda per questi assi è oggi quattro o cinque volte superiore alla capacità disponibile, causando una pressione immediata sui trasporti terrestri, con noli stradali in forte aumento e tempi di attraversamento meno prevedibili.

    Il fenomeno riguarda soprattutto i flussi di container che vogliono evitare i punti di strozzatura marittimi più esposti, a partire dallo Stretto di Hormuz e dai tratti critici del Mar Rosso. Il meccanismo è semplice solo in apparenza: la merce viene sbarcata in un porto considerato più sicuro, prosegue via strada o ferrovia attraverso uno o più Paesi e viene poi reimbarcata verso la destinazione finale. In condizioni ordinarie queste soluzioni restano complementari rispetto alla rotta marittima diretta. Nella fase attuale, invece, stanno assumendo il ruolo di canale di sfogo per catene logistiche che non possono attendere il ripristino della piena regolarità navale.

    La pressione maggiore si concentra sull’autotrasporto. La disponibilità di veicoli industriali non cresce con la stessa velocità della domanda e i tempi di attesa ai terminal, ai confini e nei punti di controllo riducono ulteriormente la capacità effettiva. Anche la ferrovia, dove disponibile, non dispone ovunque di tracce, terminal e materiale rotabile sufficienti per sostituire quote rilevanti di traffico marittimo. Ne deriva una congestione di secondo livello: non si blocca solo la rotta navale originaria, ma anche la deviazione terrestre che dovrebbe ridurre il rischio. Sempre The Loadstar segnala un forte aumento dei noli terrestri lungo questi corridoi, alimentato dalla domanda eccedente rispetto all’offerta. A questi aumenti si sommano i premi per il rischio geopolitico, i maggiori costi di carburante, l’allungamento dei tempi di guida, le soste forzate e la necessità di coordinare più operatori in Paesi diversi.

    Per i caricatori europei l’effetto principale è la perdita di prevedibilità. Un corridoio terra-mare può garantire continuità di servizio per merci urgenti o ad alto valore, ma il costo porta-a-porta può superare in modo netto quello di una catena interamente marittima in condizioni normali. L’aumento non dipende soltanto dalla tariffa del camion o del treno: pesa la gestione doganale, la sicurezza, l’assicurazione del carico, la pianificazione dei reimbarchi e il rischio di accumulare ritardi in più punti della catena. Le ricadute contrattuali sono già evidenti. Le imprese importatrici ed esportatrici devono valutare clausole di revisione prezzi, finestre di consegna più ampie e ripartizione dei sovraccosti tra fornitore, spedizioniere, vettore e cliente finale. In assenza di accordi chiari, la volatilità dei costi terrestri può trasformarsi in contenzioso commerciale, soprattutto nei settori con margini ridotti o con tempi di consegna vincolanti.

    Per i vettori marittimi i corridoi terrestri diventano indubbiamente uno strumento utile per mantenere continuità commerciale in aree esposte alla crisi, ma aumentano la complessità dell’intera filiera di trasporto, che non si esaurisce più nella gestione della nave e del porto di destinazione, ma richiede accordi con autotrasportatori, ferrovie, terminal interni, autorità doganali e operatori di sicurezza. Tutto ciò passaggio amplia il numero di soggetti coinvolti e rende più difficile garantire tempi certi. Anche i porti regionali coinvolti nei corridoi alternativi si trovano in una posizione delicata. Gli scali in grado di attrarre traffico deviato possono aumentare i volumi e consolidare il proprio ruolo nei collegamenti intermodali, ma devono gestire picchi non programmati, aree di sosta insufficienti, congestione ai varchi e difficoltà nel coordinamento con il trasporto interno. Per gli operatori di stoccaggio e spedizione, la capacità d’integrare prenotazioni, documentazione doganale e trasporto terrestre diventa un fattore operativo centrale.

    P.R.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
    Segnalazioni, informazioni, comunicati, nonché rettifiche o precisazioni sugli articoli pubblicati vanno inviate a: redazione@trasportoeuropa.it


      Puoi commentare questo articolo nella pagina Facebook di TrasportoEuropa

      bottone newsletter piccolo Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità sul trasporto e la logistica e non perderti neanche una notizia di TrasportoEuropa? Iscriviti alla nostra Newsletter con l'elenco ed i link di tutti gli articoli pubblicati nei giorni precedenti l'invio. Gratuita e NO SPAM!

     

     

    CONTENUTI SPONSORIZZATI

     

Videocast K44

Aereo

  • Lufthansa Cargo cresce in aeroporto con Lug Aircargo Handling

    Lufthansa Cargo cresce in aeroporto con Lug Aircargo Handling

    Lufthansa Cargo ha annunciato a settembre 2026 un accordo per rilevare l’intero capitale di di Lug Aircargo Handling, società di movimentazione aeroportuale tedesca del gruppo Dettmer, ampliando la capacità nelle merci a supporto del piano di crescita del programma Lccevo.

Ferrovia

Persone

Byd svela la strategia per il camion europeo

TECNICA

Byd svela la strategia per il camion europeo
previous arrow
next arrow
Acea chiede il rinvio degli obiettivi CO2 dei camion

LOGISTICA

Acea chiede il rinvio degli obiettivi CO2 dei camion
previous arrow
next arrow
Il greggio corre ma il gasolio lo supera

ENERGIE

Il greggio corre ma il gasolio lo supera
previous arrow
next arrow
Nuove soluzioni Webfleet per flotte di camion

SERVIZI

Nuove soluzioni Webfleet per flotte di camion
previous arrow
next arrow