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Cronaca

  • Multa di 6.000 euro per una bisarca polacca a Monfalcone

    Multa di 6.000 euro per una bisarca polacca a Monfalcone

    A Monfalcone la Polizia Locale ha multato con oltre seimila euro l’autista di una bisarca immatricolata in Polonia dopo un'analisi retrospettiva dei dati tachigrafici su 56 giorni, in cui ha rilevato diverse violazioni dei tempi di guida e riposo.

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    Il camion italiano stretto tra ripresa e sfida energetica

    Il mercato italiano dei veicoli industriali sopra le 3,5 tonnellate apre il 2026 con un andamento moderatamente positivo. A febbraio sono state immatricolate 2.329 unità, in aumento del 2,3% rispetto alle 2.276 registrate nello stesso mese del 2025. I dati diffusi da Unrae indicano una crescita sostenuta soprattutto dal segmento dei veicoli pesanti, mentre prosegue la debolezza della fascia intermedia.

    Nel dettaglio, i veicoli con massa pari o superiore a 16 tonnellate mostrano una crescita del 5,8% su base annua nel mese di febbraio. All’interno di questo comparto spicca la dinamica dei trattori stradali, che registrano un incremento del 20,3%, compensando la flessione dei carri, in calo del 12,9%. Si tratta di un segnale che riflette la centralità del trasporto a lungo raggio e delle attività legate alla logistica nazionale e internazionale.

    Andamento positivo anche per il segmento dei veicoli leggeri fino a 6 tonnellate, che registra un aumento del 20,8%. Questa fascia, spesso utilizzata per distribuzione urbana e servizi logistici di corto raggio, conferma una domanda vivace, sostenuta anche dalla crescita delle attività legate al commercio elettronico e alla distribuzione dell’ultimo chilometro.

    Il quadro cambia nel segmento intermedio, tra 6,01 e 15,99 tonnellate, che evidenzia una contrazione del 29%. La flessione in questa fascia prosegue una tendenza già osservata negli ultimi mesi e segnala una fase di riorganizzazione della domanda, con una polarizzazione crescente tra mezzi leggeri destinati alla distribuzione urbana e veicoli pesanti impiegati sulle tratte di medio e lungo raggio.

    Nel complesso, i primi due mesi dell’anno mostrano un incremento contenuto ma stabile. Tra gennaio e febbraio 2026 sono stati immatricolati 5.000 veicoli industriali, in aumento del 3% rispetto ai 4.854 registrati nello stesso periodo del 2025. Secondo Giovanni Dattoli, presidente della Sezione Veicoli Industriali di Unrae, l’avvio dell’anno rispecchia le attese del settore: “L’anno si è aperto con un andamento moderatamente positivo, in coerenza con le previsioni che indicano, per il 2026, una sostanziale stabilità del mercato. L’auspicio è quello di mantenere livelli almeno in linea con il 2025 e, possibilmente, di replicare le prestazioni registrate nel biennio 2023-2024”.

    In questa prospettiva, il tema del rinnovo del parco circolante resta centrale per l’intero comparto del trasporto merci. In Italia circolano circa 765mila veicoli industriali sopra le 3,5 tonnellate, con un’età media di 14,5 anni e oltre il 43% dei mezzi ancora antecedenti allo standard Euro IV. Si tratta di un elemento che incide sia sull’efficienza del trasporto sia sugli obiettivi ambientali, rendendo strategiche politiche di incentivo più stabili nel tempo. “Valutiamo positivamente la possibilità di poter contare su strumenti di sostegno pluriennali, da tempo richiesti da Unrae, che consentano alle imprese di pianificare con maggiore certezza gli investimenti necessari al rinnovo di un parco circolante ancora particolarmente anziano”, sottolinea Dattoli.

    Il tema si intreccia con quello della transizione energetica del trasporto pesante. Secondo l’associazione dei costruttori, il sistema italiano continua a presentare un divario rilevante rispetto ad altri grandi mercati europei, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità di infrastrutture dedicate ai mezzi industriali. Tra le priorità individuate c’è lo sviluppo di punti di ricarica ad alta potenza per veicoli pesanti, con capacità superiore a 350 kilowatt, considerati indispensabili per sostenere la diffusione dei camion elettrici sulle lunghe distanze. A questo si aggiungono il tema del costo dell’energia e la necessità di misure che incentivino l’utilizzo di veicoli a basse e zero emissioni.

    In questo contesto Unrae indica anche la revisione del sistema dei pedaggi autostradali come possibile leva per favorire il rinnovo tecnologico delle flotte. L’introduzione di criteri coerenti con la direttiva europea Eurovignette, che collega i pedaggi alle emissioni dei veicoli, potrebbe contribuire a rendere più competitivo l’impiego di mezzi a minore impatto ambientale. Parallelamente, l’associazione sottolinea la necessità di adottare un approccio basato sulla pluralità tecnologica. Accanto ai veicoli elettrici, il percorso di decarbonizzazione del trasporto pesante potrebbe infatti includere l’impiego di biocarburanti avanzati, Hvo e bioGnl, soluzioni che consentono di ridurre le emissioni utilizzando tecnologie e infrastrutture già esistenti.

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