A maggio 2026 il mercato italiano dei veicoli industriali ha immatricolato 2.386 unità, segnando un calo dell'1,04% rispetto allo stesso mese del 2025, secondo i dati elaborati da Federauto (associazione dei concessionari). È il secondo mese consecutivo in territorio negativo, dopo il -3,28% di aprile, anche se il saldo cumulato da gennaio resta positivo: +2,56%, pari a 11.959 unità complessive. Il rallentamento è reale, ma per capirne la portata occorre scendere nei singoli segmenti, perché le medie nascondono dinamiche molto distanti tra loro.
Il dato più rilevante è la divergenza strutturale tra le due grandi categorie. I trattori stradali totalizzano 1.336 unità a maggio (+16,28%) e 6.616 nel periodo gennaio-maggio (+17,26%), confermandosi il traino di un mercato che si va polarizzando sul trasporto su lunga percorrenza. Le motrici vanno nella direzione opposta: 1.050 unità nel mese, con una contrazione del 16,80% che investe tutte le fasce di peso. Il calo è più acuto nella fascia leggera da 3,51 a 7,49 tonnellate (-27,15%) e più contenuto nella fascia intermedia da 7,5 a 16 tonnellate (-3,78%). La dicotomia emerge con ancora maggiore evidenza nel dato del noleggio: per le motrici le immatricolazioni in questa modalità cedono il -59,38% nel mese, mentre per i trattori salgono del 25%, con un cumulato annuo che tocca il +109,52%.
Analizzando gli allestimenti delle motrici, il cassone si conferma la configurazione prevalente con il 46,10% di quota, ma registra una flessione volumetrica del 9,87%. Calano in modo più deciso il furgone (-31,37%), il pianale (-54,10%) e l'isotermico (-32,17%). Segnali di crescita emergono solo in alcune tipologie specializzate: l'attrezzato sale del +25,58%, la betoniera del +12,07% e la cisterna dell'+8,70%, voci di nicchia che non compensano comunque la contrazione complessiva del segmento.
Sul fronte delle alimentazioni, il gasolio resta saldamente al primo posto: a maggio 2026 i diesel immatricolati sono stati 2.346, pari al 98,32% del totale - in crescita di quota rispetto al 97,88% di maggio 2025 - mentre l'elettrico si ferma a 18 unità, con una flessione del 37,93% su base annua e una quota dello 0,75%. La soglia dell'1% non viene raggiunta nemmeno in questo mese, a conferma di un mercato che, almeno nel breve periodo, non sta traducendo le spinte normative in scelte d'acquisto. Questo orientamento si inserisce in un contesto regolatorio ancora aperto: il relatore del Parlamento Europeo, Massimiliano Salini, ha presentato un testo che propone l'inclusione dei carburanti rinnovabili fino al 10% (nella nuova classificazione Veef) per i veicoli leggeri, con possibili effetti analoghi sulle regole per quelli pesanti. Quindi, gli operatori sembrano attendere sviluppi su questo fronte prima di modificare le proprie strategie di acquisto.
Per fascia di peso, i veicoli con massa totale a terra superiore alle 16 tonnellate immatricolano 2.047 unità a maggio (l'85,79% del totale), segnando un lieve aumento dell’1,24% su base annua. Sono l'unica fascia in crescita, mentre le due categorie inferiori cedono rispettivamente il -27,15% e il -3,78%. La concentrazione sulla fascia pesante rispecchia la struttura della domanda: acquisti orientati al trasporto su lunga percorrenza, con scelte che privilegiano i grandi trattori diesel.
Nell'analisi per marca emergono le tensioni competitive più importanti del mese. Iveco mantiene la prima posizione con 565 immatricolazioni, ma registra la contrazione più severa dell'intero mercato: -23,96% rispetto a maggio 2025, con la quota mensile scesa dal 30,82% al 23,68%, una perdita netta di oltre sette punti percentuali. Il dato cumulato da gennaio a maggio 2026 conferma questa tendenza: -14,22%, con una quota del 25,97%. A pesare in modo particolare è il comparto dei trattori stradali, dove il marchio cede il -38,02% nel solo mese di maggio, sempre secondo le rilevazioni di Federauto.
La quota persa da Iveco si distribuisce tra i principali sfidanti europei. Volvo Trucks consolida la seconda posizione con 351 unità (+19,80%) e una quota mensile del 14,71%, a fronte del 12,15% di maggio 2025; il dato cumulato è ancora più solido: +28,88%, con una quota del 15,08% rispetto al 12% dello stesso periodo dell'anno precedente. Scania segue a distanza ravvicinata con 338 immatricolazioni (+14,58%) e una quota del 14,17%; pur con un cumulato in sostanziale pareggio (-0,46% nei volumi), a maggio il marchio ha conquistato il vertice mensile nel segmento dei trattori stradali con 254 unità e il 19,01% di quota in quella categoria specifica. Mercedes-Benz Trucks si attesta a 293 unità nel mese (perdendo il 7,28%, con quota 12,28%), ma nel cumulato gennaio-maggio cresce del 22,10%, raggiungendo il 12,33% di quota complessiva.
Man è tra i marchi più dinamici di maggio: 279 immatricolazioni (+29,17%), quota all'11,69% con un guadagno di 2,7 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2025, confermato da un +28,71% nel cumulato annuo (quota 11,02%). Daf immatricola 248 unità (–1,20%) a una quota del 10,39%, sostanzialmente invariata rispetto al 10,41% di maggio 2025, ma nel cumulato da gennaio segnala un rallentamento del 6,85% (quota 10,00%). Renault Trucks realizza la migliore variazione mensile tra i grandi marchi europei: 181 unità (+32,12%), con la quota salita dal 5,68% al 7,59%, mentre il cumulato è più contenuto: +4,05%, quota 6,87%.
Tra gli altri marchi con modelli sopra le 3,5 tonnellate, Isuzu conta 53 unità a maggio (-17,19%, quota 2,22%), ma nel cumulato da gennaio cresce del 77,02%, passando da 161 a 285 unità (quota 2,38%). Ford Trucks prosegue una contrazione prolungata: 25 unità nel mese (-35,90%, quota 1,05%) e -30,17% nel periodo gennaio-maggio (quota 1,35%). Astra Veicoli Industriali, specializzato in mezzi pesanti da cantiere, registra la variazione percentuale più elevata dell'intero mercato: 23 unità a maggio contro le 7 di un anno prima, per un aumento del 228,57% (quota 0,96%) e un cumulato di +259,26%, per un totale di 97 unità. Mitsubishi Fuso si ferma a 9 unità nel mese (-43,75%, quota 0,38%), mentre nel cumulato annuo si mantiene in linea con il 2025: 59 unità totali, quota 0,49%. Chiude il quadro Fiat, con la flessione strutturale più acuta del comparto: sole 4 unità a maggio (-80,95%, quota 0,17%) e -86,35% nel cumulato, con un crollo da 271 a 37 unità nei primi cinque mesi dell'anno, riflesso diretto della debolezza dei segmenti più leggeri, in cui il marchio opera.











































































