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    Iveco contesta a Nikola un brevetto di assale elettrico

    Il 13 gennaio 2026 Iveco Group e la controllata FPT Industrial hanno depositato un’obiezione formale presso la Unite States Bankruptcy Court for the District of Delaware, nell’ambito del Chapter 11 di Nikola, contestando che l’accordo di vendita degli assetti residui della società statunitense includa anche brevetti relativi agli assi elettrici sviluppati insieme durante la collaborazione tra i due gruppi. L’atto vuole impedire che tali diritti siano trasferiti a Hyroad Energy, soggetto che nell’agosto 2025 si è aggiudicato una parte del perimetro industriale e digitale rimanente di Nikola per 3,85 milioni di dollari statunitensi (circa 3,6 milioni di euro), secondo quanto ricostruito dalla testata online Clean Trucking sulla base dei documenti depositati in tribunale.

    Il perno della contestazione è un brevetto indicato negli atti come “Improved Drive System for an Electric Vehicle”, riferito a un sistema di trazione integrato per veicoli elettrici pesanti e associato, sul piano industriale, all’assale elettrico eAxle commercializzato da Fpt Industrial come eAX840-R. La proprietà intellettuale risulta presentata in più giurisdizioni, con una domanda italiana depositata il 25 novembre 2020 e ulteriori depositi successivi in ambito statunitense ed europeo nel 2022. Secondo la documentazione processuale, le domande avrebbero ricevuto indicazioni di concessione dagli uffici competenti, elemento che attribuisce valore prospettico all’asset, pur in assenza del completamento formale dell’iter.

    Nell’obiezione Iveco e Fpt articolano una linea argomentativa su più livelli. Il primo riguarda la titolarità originaria e il contenuto dell’accordo di separazione del maggio 2023, con cui le parti hanno sciolto la joint-venture europea. In quell’occasione, Nikola avrebbe ottenuto una forma di “joint ownership” sulla proprietà intellettuale relativa agli eAxle di prima generazione, mentre Iveco avrebbe assunto il pieno controllo dell’impianto di Ulm. Secondo Iveco, tale clausola non avrebbe comunque consentito a Nikola di disporre unilateralmente dei brevetti senza il consenso di Fpt Industrial, soprattutto in caso di cessione a terzi.

    Il secondo livello riguarda i costi necessari a mantenere in vita le domande brevettuali. Fpt Industrial afferma di aver sostenuto integralmente, dal 2022, gli oneri necessari per evitare la decadenza delle domande in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Questo elemento viene presentato come decisivo per dimostrare una titolarità sostanziale o, quantomeno, l’assenza di un reale interesse di Nikola nel preservare il valore dell’assetto. Pur con le differenze terminologiche tra i vari sistemi brevettuali, l’argomento centrale è che senza tali pagamenti la protezione sarebbe venuta meno.

    Il terzo livello è procedurale. Iveco contesta che i brevetti eAxle siano stati inclusi nel perimetro della vendita a Hyroad solo dopo la chiusura dell’asta e dopo l’ordine di vendita approvato dal tribunale il 6 agosto 2025. Secondo la posizione del gruppo italiano, l’integrazione successiva sarebbe impropria e non opponibile a un soggetto che rivendica una co-titolarità non dichiarata. Da qui la richiesta principale di chiarire che l’ordine di vendita originario non autorizzava il trasferimento dei brevetti e, in subordine, di imporre a Hyroad l’assunzione delle obbligazioni economiche connesse al mantenimento della proprietà intellettuale.

    La posta in gioco è rilevante perché la tecnologia oggetto di contestazione è legata a un componente centrale della catena cinematica dei camion Nikola Tre Fuel Cell inclusi nella vendita. Per Hyroad, che ha acquisito 113 veicoli e intende garantirne la continuità operativa, la disponibilità di diritti e documentazione tecnica incide direttamente sulla gestione dei ricambi, sulla manutenzione e sulla possibilità di intervenire lungo il ciclo di vita dei camion.

    La controversia s’innesta su un rapporto industriale complesso tra Iveco e Nikola, avviato nel marzo 2019 quando Cnh Industrial, attraverso Iveco e Fpt Industrial, annunciò una collaborazione strategica con la società statunitense per lo sviluppo di camion pesanti a zero emissioni. L’accordo prevedeva un investimento iniziale di 250 milioni di dollari e la creazione di una joint venture europea con base a Ulm, in Germania, destinata alla produzione dei veicoli.

    Un passaggio chiave fu il Technical Agreement firmato il 30 luglio 2020 tra Nikola e Fpt Industrial, che avviò lo sviluppo congiunto della tecnologia eAxle. Pochi mesi dopo, il 25 novembre 2020, venne depositata in Italia la domanda di brevetto oggi al centro della disputa, segnale di una fase di progettazione già avanzata. Nel settembre 2021 fu inaugurato l’impianto di Ulm e, al Ces 2022 di Las Vegas, Nikola e Fpt presentarono pubblicamente l’asse elettrico integrato da 840 kW per applicazioni di trasporto pesante.

    Dal 1° gennaio 2022, con la nascita di Iveco Group a seguito della separazione da Cnh Industrial, il quadro societario cambiò ulteriormente. La collaborazione proseguì fino al maggio 2023, quando le parti annunciarono la riorganizzazione della joint-venture. Iveco acquisì la piena proprietà dell’impianto di Ulm, mentre Nikola concentrò le proprie attività sul mercato nordamericano e sui veicoli a celle a combustibile, mantenendo una forma di comproprietà sulla proprietà intellettuale degli eAxle di prima generazione.

    Dopo la separazione, il deterioramento finanziario di Nikola accelerò fino alla presentazione dell’istanza di Chapter 11 nel febbraio 2025. La vendita degli assetti ad Hyroad nell’agosto successivo ha chiuso la fase industriale della società, ma ha riaperto il tema dei diritti sugli intangibili sviluppati durante la collaborazione. È su questo nodo che ora si concentra il procedimento davanti al giudice, con ricadute che riguardano non solo le parti coinvolte ma anche la continuità operativa delle flotte già in esercizio.

    Pietro Rossoni

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