L’indiana tata Motors vuole raggiungere ricavi nel veicolo industriale di 35-40 miliardi di dollari entro cinque anni, grazie all’acquisizione d’Iveco. Lo ha dichiarato nell’assemblea annuale del 30 giugno 2026 il presidente del gruppo indiano, Natarajan Chandrasekaran, ha aggiunto che con l’integrazione del costruttore italiano Tata Motors diventerà uno dei primi quattro produttori globali di veicoli industriali. La struttura dell'operazione prevede due passaggi: prima l'acquisto del 27,1% di Iveco detenuto dalla famiglia Agnelli tramite Exor, che controlla il 43,1% dei diritti di voto e si è impegnata a conferire per intero le proprie azioni; poi un'offerta pubblica di acquisto volontaria rivolta a tutti gli altri azionisti, a 14,1 euro per azione. Il veicolo societario dell'operazione sarà Tml Cv Holdings Pte Ltd, con sede a Singapore, oppure una nuova entità costituita nei Paesi Bassi.
Ora l'operazione resta soggetta alle autorizzazioni regolatorie nelle diverse giurisdizioni coinvolte. Chandrasekaran ha dichiarato che la maggior parte di queste autorizzazioni è già stata ottenuta e che le restanti sono in fase di completamento, con il closing confermato entro il secondo trimestre dell'esercizio fiscale 2026-27, quindi tra luglio e settembre. Il finanziamento avverrà tramite un mix di debito e liquidità interna, senza diluizione azionaria, con il debito da rimborsare attraverso i flussi di cassa generati dalla stessa Iveco.
Sul fronte finanziario, Tata Motors sta sindacando un bridge loan da 4,5 miliardi di dollari, garantito da una lettera di supporto di Tata Sons, con Morgan Stanley e Mufg come underwriter; a marzo la controllata indiana ha inoltre fornito garanzie corporate per 2,2 miliardi di dollari a nome della holding di Singapore, un passaggio che non richiede approvazione del Governo indiano. Advisor dell'operazione sono Morgan Stanley per Tata Motors e Goldman Sachs per gli Agnelli, con Clifford Chance come consulente legale.
La newsletter indiana Chai and Charts Chronicles individua quattro fattori alla base dell'operazione: l'espansione geografica, dato che Iveco apre a Tata l'accesso immediato a Europa e America Latina; il trasferimento tecnologico su powertrain elettrico, a idrogeno e a gas naturale e sui motori Euro VI/VII; la scala, con un'entità combinata capace di vendere tra 540 e 600mila unità l'anno; il sostegno pieno del board Iveco e di Exor, che ha valutato l'operazione a un multiplo di circa due volte l'Ebitda, giudicato favorevole dagli analisti. La stessa analisi segnala tuttavia due rischi di esecuzione: l'approccio "hands-off" storicamente adottato da Tata nelle acquisizioni internazionali, che in casi come Daewoo e Corus non ha sempre garantito la piena realizzazione della logica industriale dichiarata, e un vuoto di governo legato al trasferimento di P B Balaji, finora unico dirigente globale del gruppo, alla guida di Jlr. Tata Motors si è comunque impegnata contrattualmente a mantenere per almeno due anni l'identità corporate, il marchio e l'occupazione di Iveco in Europa, senza chiusure di stabilimenti o ristrutturazioni materiali.
Mentre procede il percorso di vendita, Iveco ha presentato all'evento Iveco Experience 2026 la gamma di quest’anno e un'offerta di servizi rinnovata, sotto il claim Spirito in Movimento. "La nuova gamma Model Year 2026 nasce dall'ascolto attento di autisti e gestori di flotte: non alziamo l'asticella solo sul veicolo, ma sull'intera esperienza", ha dichiarato Luca Sra, presidente della divisione Truck d’Iveco Group.
Iveco afferma che l’aggiornamento del modello pesante S-Way promette fino all'11% di risparmio di carburante rispetto alla generazione precedente, grazie al motore xCursor 13, a una catena cinematica migliorata e a funzioni di guida predittiva. È anche conforme all'ultimo regolamento generale sulla sicurezza con il sistema Addw di monitoraggio dell'affaticamento del conducente. Il portale Iveco On offre una visione unificata dello stato di salute della flotta e dei consumi e il sistema di Uptime Monitoring ha già dimostrato una riduzione del 24% dei fermi non programmati. Tra i nuovi strumenti finanziari, Iveco Capital semplifica l'accesso al credito per i grandi clienti, mentre Rentive, il noleggio a lungo termine per i mezzi diesel e a gas, è al momento disponibile in Italia, con Francia e Spagna tra i prossimi mercati.
Pietro Rossoni










































































