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Cardi e Viberti al Transpotec 2019


Fa specie essere al Transpotec di Verona e festeggiare i cento anni della Cardi, che insieme all'Adige è stata un emblema del trainato veneto e tricolore. Ciò porta a riflettere che il marchio del Leone è passato al gruppo polacco Wielton, insieme con quello piemontese della Viberti e che la progettazione e produzione è fatta a Wielun in Polonia a quasi tre ore di auto da Varsavia. Ora al posto dello stabilimento dell'Adige, non distante dalla fiera veronese, c'è un centro commerciale, chiamato Adigeo e al posto della Cardi, al Chievo, borgo un tempo autonomo e oramai inglobato come quartiere cittadino, sorge uno stabilimento deserto che cade a pezzi e il cui logo all'interno del piazzale perde lettere e colore. Ma il tempo passa e della Merker e della Cir, la Compagnia Italiana Rimorchi, che anni fa avevano già, grazie alla famiglia Margaritelli (Listone Giordano e armamento ferroviario), rilevato la proprietà dei marchi, non ci si rammenterà più a breve.
Con i festeggiamenti dei cento anni, Cardi punterà ad allargare il bacino di clienti, pur restando specializzata in ribaltabili, telai per allestimenti cisterna e isotermici e telai non standard. Il marchio veronese ha esposto al Transpotec 2019 il ribaltabile posteriore con cassa in alluminio, che subirà un importante rivisitazione nel 2019 per celebrare il secolo con a alcuni moderni accorgimenti che conferiranno al prodotto stabilità ed affidabilità nel lavoro. In fiera era esposto il modello SL6 con telaio in acciaio e cassa in lega da 40 a 55 m3 di volume. È lungo, secondo la portata, da 10.942 mm a 11.160, mentre la lunghezza interna utile non supera i 10 metri.
Il 2019 sarà un anno importante anche per Viberti, che ha chiuso il 2018 con circa 900 immatricolazioni. Il marchio torinese ha portato al Transpotec il semirimorchio 38 S20PR Fast con collo 120 e una tara di 6.200 chili. È quasi la preserie del nuovo centinato Multilevel, un nuovo veicolo, versatile, concepito per rispondere alle svariate necessità di una flotta esigente, che vuole agganciare un semirimorchio multimodale, in grado di operare con diversi trattori e con le diverse necessità di lavoro. Viberti ha anche annunciato la nascita di Viberti Finance operata da Societe Generale. "Finalmente una finanziaria di Casa dedicata ai beni strumentali -spiega Gianluca Ferriglio - con cui il Gruppo già lavora ma che da adesso sarà anche dedicata ai clienti italiani e ai nostri concessionari per sviluppare leasing e attività di vendita mirate".
In conferenza stampa a Verona, i vertici italiani della Viberti-Cardi, il direttore commerciale Italia Filippo Pellegrino e quello polacco Andrzej Mowczan hanno fatto il punto delle potenzialità della Wielton, che per Mowczan: "ha intenzione di essere presente in tutta Europa attraverso brand locali con una produzione mirata e specifica per ogni Paese e non con un listino di trailer uniforme e standardizzato". In questa ottica i polacchi hanno da pochi mesi rilevato il terzo marchio britannico di trailer, Lawrence David, che si aggiunge al tedesco Langendorf e al francese Freuhauf e agli italiani Viberti e Cardi. Lawrence David sarà un sito produttivo specializzato in allestimenti per l'ultimo miglio.
In totale la Wielton può produrre dodici tipologie di mezzi in 800 configurazioni possibili (21mila trailer in totale nel 2018) in quattro siti industriali (Auxerre, Peterborough, Wielun e Waltrop) e in altrettanti centri di assemblaggio (Tocco da Casauria, ossia l'ex stabilimento Merker), Kiew, Minsk e Abidjan in Africa), producendo un fatturato di 500 milioni di euro. "A breve nascerà una nuova fabbrica in Polonia - aggiunge Pellegrino - dedicata alla realizzazione di pannelli isotermici, importante settore in cui vogliamo entrare, come in quello dei piani mobili".

Massimiliano Barberis

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