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    Patente ritirata a camionista Adr per estintori scaduti

    La Polizia Locale di Monfalcone ha fermato un autoarticolato immatricolato in Croazia che trasportava resina liquida soggetta all'Adr che aveva gli estintori scaduti da tempo. Sanzioni per oltre 400 euro, mentre Prefettura e Motorizzazione stabiliranno da due a sei mesi di sospensione della patente.

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    Accordo nell’autotrasporto in Sicilia ma con riserva

    Il Comitato dei trasportatori siciliani ha raggiunto un'intesa con la Regione sul caro gasolio, ma mantiene lo stato di agitazione. Il fermo, ipotizzato dal 15 al 20 ottobre 2026, resta subordinato agli sviluppi sul Decreto regionale e al confronto con il ministero sul Sea Modal Shift.

    Serve una transizione tecnologica per la navigazione commerciale

    Illustrazione: TrasportoEuropa - IA

    La recente collisione tra le petroliere Front Eagle e Adalynn nello Stretto di Hormuz va ben oltre il singolo evento: è il campanello d’allarme di un sistema di navigazione marittima sempre più esposto a minacce invisibili ma concrete. Le due navi operavano infatti in un’area soggetta, nei giorni precedenti la collisione, a forti interferenze satellitari e manipolazioni dei sistemi di identificazione automatica (Ais). Un contesto in cui l’orientamento preciso delle navi non è più scontato, anche a causa dei crescenti conflitti.

    Secondo Yarden Gross, amministratore delegato e cofondatore della società tecnologica marittima Orca AI, è giunto il momento di ripensare radicalmente la resilienza dei sistemi di navigazione, perché quando il segnale Gps viene disturbato e le trasmissioni Ais risultano falsate o assenti, come accade sempre più frequentemente nei punti caldi geopolitici, le navi viaggiano in una vera e propria nebbia digitale.

    Il caso della Adalynn, che secondo alcuni analisti farebbe parte della flotta ombra russa (e che quindi avrebbe navigato con il transponder Ais spento per eludere sanzioni e nascondere i propri movimenti), dimostra la portata del problema. A ciò si è aggiunto il fatto che i dati di tracciamento indicavano che la Front Eagle risultava inspiegabilmente “a terra” in Iran due giorni prima dell’incidente, segno evidente di un’interferenza Gps.

    In queste condizioni, gli equipaggi sono chiamati a operare con informazioni falsate, quando non del tutto assenti. Navi che non compaiono sui monitor, segnali contraffatti, secondi preziosi persi nel dubbio: tutto ciò mette a dura prova anche i migliori ufficiali di guardia, lasciando le decisioni critiche in balia di una strumentazione compromessa. “Non possiamo continuare a chiedere all’equipaggio di affrontare da solo questo carico”, afferma Gross.

    Egli aggiunge che la soluzione sta in una transizione tecnologica: affiancare alla vigilanza umana e ai radar tradizionali sistemi di consapevolezza situazionale basati su intelligenza artificiale e visione artificiale. Si tratta di tecnologie capaci di rilevare, classificare e seguire in tempo reale navi e ostacoli, anche in assenza di Ais o con Gps inattendibile. Questi sistemi non intendono sostituire il radar, che resta lo strumento anti-collisione principale, ma lo completano. Mentre il radar può faticare in acque trafficate o perdere piccoli bersagli nel rumore di fondo, la visione artificiale – se ben addestrata – identifica con precisione ciò che è realmente presente nell’ambiente circostante e non ciò che i dati compromessi suggeriscono.

    Gross porta l’esempio proprio dell’incidente avvenuto nello Stretto di Hormuz, spiegando che pochi istanti prima della collisione, la Front Eagle ha effettuato una virata a dritta improvvisa. In uno scenario dove una nave non identificata compare improvvisamente a breve distanza, la presenza di un sistema indipendente di percezione – che conferma con l’immagine ciò che gli strumenti digitali non mostrano – può fare la differenza tra un’azione efficace e un disastro.

    Ecco perché, sottolinea Gross, l’adozione di tali strumenti non è un vezzo tecnologico ma un’esigenza operativa. Tanto più in aree dove proliferano disturbi intenzionali dei segnali, operazioni clandestine e flotte invisibili. L’intelligenza artificiale può così diventare una garanzia di sicurezza supplementare: per vedere l’invisibile, confermare ciò che è incerto e restituire ai comandanti la piena consapevolezza dello scenario marittimo.

    Gross conclude affermando che la cultura marittima ha da sempre adottato il principio della ridondanza per i sistemi meccanici: doppi motori, pompe ausiliarie, procedure d’emergenza. È tempo di applicare la stessa logica anche alla percezione della realtà esterna. Perché quando la carta elettronica diventa inaffidabile e i riferimenti digitali si offuscano, la nave continua comunque a navigare. Ed è in quel momento che serve uno “sguardo intelligente”, capace di interpretare con chiarezza la situazione e guidare l’azione umana con maggiore sicurezza. In un mare dove le minacce sono sempre più digitali, il futuro della navigazione sicura passa anche dall’occhio artificiale.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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