L'indice composito Drewry sui noli medi spot del trasporto marittimo di container torna a crescere del 3% nella prima settimana di maggio 2026, interrompendo tre settimane di flessione consecutiva. A trascinare il rialzo sono le rotte verso gli Stati Uniti, dove i nuovi supplementi tariffari hanno prodotto effetti immediati, mentre le tratte Asia-Europa restano frenate da un eccesso di stiva e da una domanda strutturalmente debole. Il rimbalzo dell'indice è causato soprattutto dall'applicazione, a partire dal primo maggio, di nuovi supplementi tariffari sulle rotte transpacifiche. Le principali compagnie di navigazione hanno introdotto gli Emergency Fuel Surcharges (Efs) e i Peak Season Surcharges (Pss), strumenti pensati per recuperare margini operativi e anticipare le dinamiche tipiche dell'alta stagione estiva. L'effetto sulle quotazioni spot è stato immediato.
La rotta Shanghai-New York ha registrato l’aumento più marcato, con un rialzo del 7% che porta il nolo a 3.721 dollari per feu, e quella Shanghai-Los Angeles segna a sua volta un +5%, attestandosi a 3.062 dollari. Secondo le valutazioni degli analisti di settore, questa tendenza al rialzo non si esaurirà nel breve periodo: le nuove tariffe sono destinate ad assestarsi nelle prossime settimane, con ulteriori incrementi attesi man mano che i supplementi entreranno pienamente a regime.
Il quadro si presenta invece assai diverso per le rotte che collegano l'Asia all'Europa. Qui la reazione del mercato spot agli annunci tariffari dei vettori è rimasta contenuta, rivelando uno scarto evidente tra le intenzioni commerciali delle compagnie e la capacità reale della domanda di assorbirle. Cma Cgm, Hapag-Lloyd e Msc hanno comunicato l'introduzione di nuove tariffe Fak a decorrere dal 15 maggio, con obiettivi compresi tra i 3.500 e i 4.500 dollari per il Nord Europa e fino a 4.600 dollari per il Mediterraneo. Il mercato ha risposto con cautela: la rotta Shanghai-Rotterdam ha segnato un +2%, portando il nolo a 2.170 dollari, mentre la Shanghai-Genova si è fermata a un +1%, con un nolo di 3.075 dollari.
Le ragioni di questa divergenza sono strutturali. La domanda europea non riesce ad assorbire l'offerta di stiva attualmente disponibile, in un contesto in cui la crescita economica del continente resta sotto pressione. Per contenere il deterioramento dei prezzi, i vettori hanno intensificato il ricorso ai blank sailings, ovvero la cancellazione programmata di singole partenze: nel mese di maggio, la capacità effettiva verso il Nord Europa sarà ridotta del 3%, mentre quella verso il Mediterraneo subirà un taglio del 10%. Si tratta di una manovra difensiva che, secondo gli esperti di settore, permetterà al massimo di stabilizzare i noli nel breve termine, rendendo poco probabile la piena applicazione delle tariffe Fak annunciate.
A fare da sfondo a queste dinamiche tariffarie restano le tensioni geopolitiche internazionali. Gli operatori continuano a tenere sotto stretta osservazione la situazione nello Stretto di Hormuz, con possibili ripercussioni sulle rotte e sui costi operativi delle flotte impegnate nell'area. È anche in questo contesto d'incertezza che va letta la corsa ai supplementi tariffari: per i vettori, gli Efs e i Pss rappresentano uno strumento per blindare i margini in uno scenario in cui i rischi operativi rimangono elevati e difficilmente prevedibili.
M.G.








































































