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Il porto di Ravenna potenzia lo scalo ferroviario

Il porto di Ravenna punta sulla ferrovia e lo fa con un pacchetto di investimenti che messi insieme sfiorano i 74 milioni di euro. Entro fine del 2020 saranno conclusi i lavori già in corso come prima fase che da soli valgono 25,9 milioni di euro. A questi si aggiungono quelli annunciati a maggio 2020 da Rfi che intende spendere nel nodo ravennate altri 48 milioni. In sintesi, si prevede di potenziare lo scalo ferroviario merci, dalla stazione centrale fino ai terminal portuali insieme alle due linee ferroviarie a sinistra e a destra del canale Candiano. L’ultimo tassello di questo vasto programma di potenziamento è rappresentato dalla necessità di abbattere e ricostruire lo storico ponte stradale Teodorico caratterizzato dalle sue cinque arcate. Lo scavalco ferroviario attuale non consente il transito dei treni intermodali a grande sagoma, da qui l’esigenza di realizzare un nuovo manufatto caratterizzato da un’unica campata con una luce di 56 metri, per un costo complessivo, considerando anche la viabilità ciclopedonale, di nove milioni di euro sostenuti da Rfi. Il nuovo manufatto dovrebbe essere transitabile a dicembre 2020.

In dettaglio, gli interventi sul lato destro del canale Candiano comportano un investimento di 26,7 milioni, mentre quelli sul lato sinistro valgono 21 milioni. Sarà realizzata una nuova stazione in destra Candiano con il completo adeguamento dei fasci binari esistenti, elettrificazione e centralizzazione delle manovre con la stazione di Ravenna. Lo scalo sul lato sinistro sarà costituito da dodici binari, tutti elettrificati e centralizzati. Nel 2021 inizieranno anche i lavori per la soppressione del passaggio a livello di via Canale Molinetto, quindi sarà avviata la progettazione del prolungamento della dorsale destra ferroviaria nella Penisola Trattaroli all’interno dell’area portuale.

Il porto di Ravenna si caratterizza per una interessante movimentazione delle merci su ferro e precisamente 3,5 milioni di tonnellate su un totale di 26,5 milioni, il che si traduce nella formazione di oltre 7mila treni. Da qui l’esigenza di sviluppare la modalità ferroviaria per accrescere la vocazione dello scalo romagnolo quale cerniera tra il Mediterraneo e l’Europa del centro nord. Contestualmente agli investimenti su Ravenna, quasi come fossero componenti di uno stesso mosaico, si avviano alla fase esecutiva anche gli interventi previsti sul nodo ferroviario di Ferrara e in particolare la bretella che consente un collegamento diretto tra la linea ferroviaria proveniente dal porto adriatico e la tratta che attraverso Poggio Rusco si connette con la linea del Brennero.

Piermario Curti Sacchi

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