Le assemblee dei soci di Interporto Padova Spa e Padova Hall Spa hanno approvato in via definitiva, il 25 giugno 2026, il progetto di fusione per incorporazione che dà vita a Interporto Padova Hall Spa. La nuova società riunisce sotto un'unica direzione il polo logistico intermodale e il quartiere fieristico-congressuale della città veneta, con un patrimonio immobiliare stimato in circa 430 milioni di euro correnti. L'operazione si è tradotta nell'incorporazione di Padova Hall in Interporto Padova, con adozione della nuova ragione sociale. Il rapporto di cambio, definito sulla base della valutazione affidata allo studio Bzm, prevede una nuova azione di Interporto Padova, dal valore nominale di 5 euro, ogni 69,7735 azioni di Padova Hall, il cui valore nominale è di 1 euro. Il capitale sociale della società risultante sale dagli attuali 44.929.355 euro a 52,7 milioni, un dato coerente con la forbice tra 51,6 e 53,6 milioni indicata nelle fasi preliminari della procedura.
I consigli di amministrazione delle due società avevano approvato il progetto il 15 aprile, chiedendo contestualmente al tribunale la nomina dell'esperto. Il 31 marzo, in parallelo, Interporto aveva già approvato un bilancio con utile record, mentre il dibattito sulla fusione si intrecciava con le polemiche politiche locali, superate solo con la ratifica finale del 25 giugno. Trattandosi di un'operazione tra due società partecipate dagli stessi soci pubblici, il percorso non ha richiesto approvazioni antitrust: il via libera è passato attraverso l'approvazione dei due Consigli di amministrazione, la nomina di un esperto del tribunale per la determinazione ufficiale del rapporto di cambio, e infine la ratifica dei soci pubblici e delle assemblee.
Entrambe le società sono partecipate dagli stessi soci pubblici locali - Camera di Commercio, Comune e Provincia di Padova - la cui composizione azionaria cambia per effetto della fusione: la Camera di Commercio sale al 36,40% dal 34,18%, il Comune di Padova al 25,20% dal 21,04%, mentre la quota della Provincia scende al 15,83% dal 18,29%. Nel capitale della nuova società, il peso di Interporto Padova è stimato tra l'82,9% e l'86,3%, contro il 13,7-17,1% di Padova Hall. La chiusura della fusione è attesa entro un paio di mesi dalla ratifica delle assemblee del 25 giugno.
Rafforzare il gruppo sul piano industriale, patrimoniale e finanziario è l'obiettivo dichiarato dell'operazione, attraverso un soggetto in grado di valorizzare gli assetti delle due società con nuove sinergie operative. Per Padova Hall, che nel 2025 ha registrato un disavanzo stimato in circa 3 milioni di euro, l'integrazione con un operatore di maggiori dimensioni è stata presentata come condizione necessaria per il rilancio economico del quartiere fieristico, di cui viene comunque mantenuta la vocazione congressuale. Per Interporto Padova, guidato dal presidente Luciano Greco, la fusione rappresenta il terzo passaggio di una strategia di accorpamento territoriale avviata negli anni scorsi, dopo l'incorporazione dei Magazzini Generali e, successivamente, del Consorzio Zona Industriale di Padova.





































































