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    Torneremo a navigare senza satelliti?

    Con una nota del primo ottobre, l'Agenzia britannica per la sicurezza marittima invita armatori, porti e fornitori di servizi a prepararsi alle interferenze sui segnali Gnss, in aumento nel Baltico, nel Mar Nero, nel Golfo e in Asia orientale.

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    Einride sperimenta l’IA per la guida autonoma dei camion

    Il costruttore svedese di camion Einride vuole sperimentare il modello di ragionamento dell’intelligenza artificiale Alpamayo di Nvidia nel proprio sistema di guida autonoma, inizialmente in modalità ombra e senza controllo del veicolo. La prova su strada è prevista nel secondo semestre del 2027.

    Conseguenze della Brexit per logistica britannica


    La procedura dell'uscita della Gran Bretagna dall'UE è ancora in fase iniziale, anzi deve ancora formalmente iniziaare, perché il Governo britannico non ha ancora comunicato l'intenzione di lasciare alle istituzioni comunitarie. Quando ciò avverrà, ci vorranno almeno un paio d'anni, e forse ancora di più, per rendere operativa tale decisione. Ma le imprese di logistica stanno già chiedendosi quali conseguenze ciò porterà al settore e all'intera supply chain. Una prima risposta viene dall'associazione degli spedizionieri Freight Transport Association, che il 1° luglio 2016 ha pubblicato una piccola guida alla Brexit, individuando i primi nove problemi.
    L'associazione britannica li riporta in una lista in ordine alfabetico, usando la lettere iniziali in inglese. Eccola:

    • A di Access (accesso) – Con la Brexit, la Gran Bretagna non avrà più il libero accesso all'Unione Europea, un mercato unico che vale quasi 400 miliardi di euro. La FTA si chiede quale tipo di trattato sarà siglato, uno più simile a quelli di Norvegia e Canada o di Turchia e Albania? Questo sarà proprio il primo punto che il primo ministro britannico dovrà trattare con Bruxelles.
    • B di Border Controls (controlli alle frontiere) – Che cosa succederà con i migranti che vorranno entrare in Gran Bretagna dalla Francia? Resteranno a Calais dove, nonostante i problemi, esiste un sistema di sicurezza congiunto tra Francia e Gran Bretagna, oppure la Francia li lascerà imbarcare sui traghetti per Dover, secondo il principio che la Gran Bretagna dovrà provvedere da sola alle proprie frontiere? Per ora, il presidente francese ha smentito questa possibilità.
    • C di Custom (dogana) – Quali saranno i nuovi accordi doganali tra Londra e Bruxelles, una volta abrogata la libera circolazione? Quali tariffe, garanzie e procedure di sdoganamento dovranno seguire importatori ed esportatori? Questo elemento stabilirà anche come funzionerà il commercio dal punto di vista dei logistici e degli spedizionieri.
    • D di Domestic legislation (legislazione nazionale) – Il Governo britannico dovrà smontare l'intera legislazione sul trasporto che risponde alle direttive e ai regolamenti comunitari. O almeno, dovrà scegliere che cosa tenere e che cosa abrogare. Gli autotrasportatori internazionali dovranno imparare e seguire due normative, una per quando viaggeranno in Patria e una per quando viaggeranno nell'UE.
    • E di Enforcement (esecuzione del traffico trans-frontaliero) – Potranno sorgere colonne di camion per svolgere i nuovi controlli doganali per l'autotrasporto in uscita o in ingresso. Un incubo per la regione del Kent, che ha già vissuto qualcosa del genere con l'operazione Stack relativa ai migranti. Sarà cruciale stabilire quali saranno i documenti di viaggio necessari per autisti, veicoli e carichi.
    • F di Fuel (carburante) – Il cancelliere britannico ha già anticipato che nel prossimo autunno ci saranno aumenti delle tasse per sostenere i conti nazionali causati dalla Brexit. Potrebbero esserci anche aumenti delle accise sul gasolio, mentre una loro riduzione è importante per stimolare la logistica e l'economia.
    • G di Global Markets (mercati globali) – La Brexit potrebbe allontanare le grandi portacontainer dai porti britannici, perché si allungherebbero le procedure e i tempi per il trasferimento dei contenitori diretti all'Europa continentale.
    • H di Heathrow (aeroporto di Londra) – Con la Gran Bretagna fuori dall'UE, dovrà nascere uno hub aeroportuale in grado di connettersi direttamente con i mercati globali. Per farlo, la FTA chiede al Governo di potenziare lo scalo londinese.
    • I d'Ireland (Irlanda) – L'Irlanda è l'unico Paese comunitario che ha una frontiera terrestre con la Gran Bretagna (quella tra Eire e Ulster). Oggi, Ulster e Gran Bretagna sono un corridoio attraverso cui transitano molte spedizioni dell'Eire dirette agli altri Paesi dell'UE. Con la Brexit, bisognerà definire nuove procedure per agevolare tale passaggio.

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