Il 1° giugno 2026 Ziegler Belgium ha depositato istanza di fallimento presso il Tribunale Commerciale di Bruxelles, segnando la fine di 118 anni di storia per uno dei gruppi logistici più radicati nel cuore dell'Europa continentale. La liquidazione riguarda quattro entità giuridiche del gruppo in Belgio: Ziegler Sa, Intertrans, Dornach e Universal Express.
Il collasso belga giunge a pochi mesi di distanza da quello della filiale francese, entrata in redressement judiciaire il 2 marzo 2026 con retrodatazione dello stato d'insolvenza all'autunno 2024. Il 31 marzo il tribunale di Lille Métropole ordinò la liquidazione giudiziale senza prosecuzione dell'attività per Ziegler France e la controllata Satra, chiudendo circa 50 filiali e impattando circa 1.500 lavoratori. I conti 2025 di Ziegler France hanno mostrato una perdita operativa di oltre sei milioni di euro su un fatturato di 445 milioni, a fronte di un utile operativo di dieci milioni nell'esercizio precedente: un deterioramento marcato in un solo anno. La sequenza Francia-Belgio smantella di fatto i due pilastri principali del gruppo nel trasporto terrestre europeo, indebolendo in modo sostanziale una realtà che contava oltre 3.200 dipendenti in 16 Paesi.
A rilevare la maggior parte delle attività belghe è Transuniverse Forwarding, operatore con sede a Gand, che acquisisce sette siti: Aalst, Anversa, Brussels Expo, Kontich, Rekkem/Lar, Welkenraedt e Zeebrugge. L'operazione comprende trasporto, distribuzione, logistica, dogana e spedizioni marittime. Il fatturato di Transuniverse è stimato in crescita da circa 100 a 135 milioni di euro. Il presidente Frank Adins ha indicato il sito di Welkenraedt come potenziale piattaforma di trasbordo per clienti di Limburgo e Vallonia con flussi verso Germania ed Europa centro-orientale, presentandola come alternativa al corridoio congestionato di Anversa. Una parte consistente della forza lavoro di Ziegler Belgium dovrebbe essere assorbita da Transuniverse, anche se il numero definitivo non è ancora stato reso noto.
Le attività di spedizione aerea passano invece a Van Moer Logistics con effetto immediato. La divisione rilevata opera come spedizioniere aereo certificato Iata a Brussels Airport e serve un portafoglio diversificato di clienti cargo. Per Van Moer si tratta dell'ultimo tassello mancante in un'offerta già articolata su strada, idrovie, stoccaggio, logistica portuale e terminal, deposito container e spedizioni: con questa acquisizione il gruppo aggiunge anche il trasporto aereo come servizio interno. Dopo l'operazione, Van Moer dichiara oltre 2.200 dipendenti, 500 camion, 15 navi fluviali, 850mila metri quadrati di magazzini e più di 40 sedi in Belgio.
Il fallimento di Ziegler rientra in un quadro di forte tensione nel trasporto merci belga. Nel 2025 le bancarotte nel settore stradale hanno raggiunto quota 413, massimo storico e un incremento di circa il 35% rispetto al 2024. Secondo i dati di Transport & Logistics Flanders, la crisi ha carattere strutturale più che congiunturale: i margini sono compressi da costi crescenti su carburante, salari e pedaggi, in un contesto di pressione costante sui noli. La maggior parte dei fallimenti riguarda micro-aziende con uno o cinque veicoli, ma l'ondata d'insolvenze comincia ora a colpire anche operatori di medie e grandi dimensioni, come dimostra il caso Ziegler. Un dato ulteriore evidenzia la fragilità delle strutture locali: quasi un terzo delle insolvenze nel trasporto è concentrato nella regione di Bruxelles, che ospita meno del 10% dei vettori attivi nel Paese.
P.R.
























































