Confindustria ha presentato a giugno 2026 il manifesto "Welfare on the Road - Per una nuova mobilità della merce", un'iniziativa promossa dal Gruppo Tecnico Trasporti e Logistica per spingere le imprese manifatturiere italiane ad adottare misure concrete di benessere nei confronti degli autisti di veicoli industriali. Il progetto nasce in risposta a una crisi strutturale del settore che, secondo le stime della Commissione UE, si traduce già nel 2025 in un deficit di circa 444mila conducenti a livello europeo, un numero destinato a salire fino a 745mila entro il 2028 in assenza di interventi mirati. In Italia la carenza supera già le 25mila unità e il quadro demografico lascia presagire un rapido peggioramento: una quota importante dei conducenti attivi si avvicina all'età pensionabile, senza che il mercato del lavoro stia generando un ricambio adeguato.
Il punto di partenza del manifesto è il riconoscimento esplicito del ruolo strategico che autotrasporto e logistica svolgono per un'economia fortemente orientata all'export come quella italiana. Confindustria sottolinea come il legame tra industria manifatturiera e filiera dei trasporti non sia mai stato meramente accessorio: la pandemia da Covid-19 ha reso evidente in modo definitivo quanto la continuità degli approvvigionamenti dipenda dalla disponibilità e dalle condizioni di lavoro dei conducenti. Eppure, nonostante l'alto livello di responsabilità richiesto dalla professione - che implica competenze tecniche, gestione dello stress e capacità di adattamento - l'autotrasporto fatica da anni ad attrarre nuovi lavoratori.
Il manifesto propone l'adesione volontaria da parte delle aziende manifatturiere attraverso le proprie associazioni di categoria, lasciando a ciascuna impresa piena autonomia nell'applicazione delle misure in base alla propria struttura organizzativa. Le azioni previste si articolano su tre livelli. Sul piano infrastrutturale, le imprese aderenti si impegnano a garantire agli autisti l'accesso ai servizi igienici, alle eventuali docce e alle mense o aree ristoro aziendali, con i costi del servizio a carico del vettore.
Sul piano organizzativo, l'iniziativa punta a ridurre i tempi di attesa nelle operazioni di carico e scarico attraverso l'estensione delle fasce orarie di apertura degli stabilimenti e il rafforzamento delle misure di sicurezza durante la permanenza in loco. Sul piano tecnologico e culturale, il manifesto promuove l'adozione di applicazioni dedicate alla gestione degli slot logistici, programmi di formazione e sensibilizzazione per il personale aziendale a contatto con i conducenti, iniziative per valorizzare la figura professionale dell'autista e la nomina di un referente interno incaricato del governo e del controllo dell'attuazione del progetto.
La logica sottostante al manifesto è un cambio di paradigma nelle relazioni tra committenza e vettori: l'autista non è un fornitore esterno da gestire nell'arco di una singola operazione di consegna, ma un attore di una cooperazione strategica di cui vanno curate le condizioni di lavoro e la qualità dell'esperienza quotidiana. Confindustria individua in questa trasformazione culturale, oltre che operativa, uno strumento essenziale per rendere la professione più attraente, ridurre il turnover e mitigare il rischio che la carenza crescente di conducenti si traduca in un collo di bottiglia per l'intera industria manifatturiera nazionale.









































































