Le prime nubi sul futuro della nuova ferrovia Torino-Lione si erano levate a fine agosto 2026, quando il Conseil d’orientation des infrastructures, l’organismo consultivo del Governo francese sulle infrastrutture di trasporto, aveva parlato di una “forte incertezza sulla data di entrata in servizio” per la nuova direttrice transfrontaliera ad alta capacità. La previsione sulla conclusione dei lavori, già indicata precedentemente per la fine del 2033, secondo il Conseil dovrebbe essere rivista e aggiornata al 2035.
Questa valutazione è stata fatta sulla base dei presunti ritardi accumulati nello scavo di una delle tratte in territorio francese e precisamente quella nel cantiere di Saint-Martin-de-la-Porte. Secca la replica da parte di Telt, il promotore binazionale italo-francese che sovrintende alla realizzazione e alla futura gestione della ferrovia transfrontaliera. Il direttore generale Maurizio Bufalini e il presidente della Commissione intergovernativa Paolo Foietta hanno smentito i ritardi parlando di una normale evoluzione nelle fasi di lavorazione in galleria con tempi già prudenzialmente previsti e calcolati nelle tabelle di marcia. E quindi Telt confermerebbe la conclusione dei lavori per il 2033.
Ma dopo questo botta e risposta, quando ogni ulteriore controversia sembrava rientrata, ora si apre un nuovo fronte di discussione e questa volta riguarda il cantiere a Chiomonte che si occupa dello scavo del segmento italiano del nuovo tunnel di base del Moncenisio. La notizia è apparsa quasi sotto silenzio, perché la fonte che mette un po’ tutto in discussione non è un annuncio pubblico ma una burocratica scheda redatta da Cinea, l’Agenzia esecutiva europea per il clima, l’ambiente e le infrastrutture, che però non è passata inosservata alla Commissione tecnica dell’Unione montana Valle Susa. In questo documento, con l’ultimo aggiornamento di settembre 2026, il termine precedentemente ipotizzato del 30 giugno 2026 viene spostato avanti di un anno e precisamente al 30 giugno 2027.
Facciamo un passo indietro per comprendere che significato hanno queste scadenze. L’ultimo finanziamento comunitario di 700 milioni di euro ottenuto da Telt nell’ambito del programma Connecting Europe Facility Transport fu concesso con l’indicazione che i lavori da eseguire potevano essere rendicontati dal primo gennaio 2024 e da completare entro il 30 giugno 2026. Tra queste attività figurava anche la partenza dello scavo del tunnel di base su lato italiano, ma la scadenza del 30 giugno 2026 è ormai trascorsa senza un colpo di piccone. Cinea si è quindi vista costretta a rivedere i termini con un rinvio di un anno, proroga che non è stata decisa d’ufficio dall’agenzia stessa, ma con ogni probabilità in seguito a una richiesta da parte di Telt o delle autorità italiane che quindi sono state fin da subito consapevoli dei ritardi accumulati. Del resto nell’ultima delibera del Cipess del 29 aprile 2026, con la quale è stato approvato il nuovo limite di spesa di 14,7 miliardi di euro, è specificato che l’apertura all’esercizio commerciale della tratta transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione sarebbe prevista entro il 31 dicembre 2033. Ma alla luce dei continui slittamenti dei tempi, a questo punto tutto può tornare in discussione.
Piermario Curti Sacchi





































































