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La guerra dell’A1 tra Piacenza e Lodi

L'ombra del campanile si allunga sull'autostrada, al confine tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 2019 si è compiuto il colpo di mano: Autostrade per l'Italia ha sostituito i cartelli che segnalavano l'uscita Piacenza Nord con quello che la indicano come Basso Lodigiano, raddoppiando così le uscite che fanno capo a Lodi e dimezzando quelle piacentine. Da un punto di vista strettamente amministrativo, la decisione formalmente può essere corretta perché il territorio dove sorge lo svincolo è ancora in provincia di Lodi, seppure al confine con quella di Piacenza. Ma la decisione non è piaciuta ai piacentini, che fin dal primo momento la hanno contestata.
La battaglia toponomastica tra Lodi e Piacenza dura da anni, scatenata nel 2011 da un agguerrito manipolo di Comuni lodigiani che rivendicano il possesso dello svincolo. Secondo la stampa piacentina, il colpo di grazia a Piacenza Sud sarebbe arrivato con la nomina a sottosegretario alla Presidenza dei ministri (del passato Governo Cinquestelle-Lega) del leghista Guido Guidesi, nato nel Comune lodigiano di San Rocco al Porto (anche se, sottolinea la stampa piacentina, ha studiato a Piacenza). La giustificazione del cambio è, ovviamente, tipicamente leghista: lo svincolo è in Lombardia!
Ma dopo il cambio di nome è partita la controffensiva piacentina, guidata dal deputato di Fratelli d'Italia Tommaso Foti (ovviamente piacentino), che ha definito il ribattesimo "una pagliacciata". Il giorno dopo il cambio di cartello il deputato ha spiegato che "lungo l'A1 c'è molta confusione, perché alcuni cartelli li hanno tolti e altri no. La gente non leggendo più Piacenza Nord uscirà tutta al casello di Piacenza Sud, che è già l'uscita di tutti i camion che non possono passare sul ponte del Po. Così si vuole fare esplodere Le Mose di traffico", ha dichiarato al giornale Il Piacenza lo scorso febbraio.
Ora entra in lizza direttamente il Comune di Piacenza, che ha votato all'unanimità il mandato al sindaco di chiedere alla commissione toponomastica di Autostrade per l'Italia di ripristinare la precedente denominazione, aprendo però a un compromesso: lasciare entrambi i nomi. La società autostradale sancirà la pace dello svincolo?

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