La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio nell'ambito della procedura per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. L'ufficio giudiziario ha delegato i carabinieri del Ros all'esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre soggetti: un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, in pensione dal febbraio 2026, un avvocato già consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa e un imprenditore. Le perquisizioni si sono svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone.
Secondo la nota diffusa dalla Procura il 9 giugno 2026, le indagini hanno documentato condotte tese a condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo dell'opera. Secondo l'accusa, l'avvocato e l'imprenditore indagati "al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell'esigenza citata". Sempre secondo l'impianto accusatorio, i due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo e rivelato a soggetti terzi notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice contabile coinvolto nell'indagine.
Quest'ultimo, secondo quanto contestato dagli inquirenti, avrebbe offerto la propria disponibilità fornendo costanti aggiornamenti sull'andamento della procedura in corso presso la Corte dei Conti, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa camera di consiglio in adunanza plenaria. L'accusa ipotizza inoltre che il magistrato contabile abbia esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025 - con cui la Corte dei Conti aveva negato il visto di legittimità a una delibera Cipess sul Ponte - impegnandosi a predisporre, nell'interesse della Stretto di Messina Spa, una memoria da consegnare al commercialista della società. In cambio, secondo la Procura, avrebbe manifestato l'interesse a ricoprire la presidenza dell'Antitrust o di una società partecipata.
L'indagine attuale si configura come uno sviluppo di un fascicolo già aperto nel 2024, quando la Procura di Roma iscrisse un primo procedimento cosiddetto "modello 45" (senza indagati né ipotesi di reato) in seguito a un esposto presentato da rappresentanti dell'opposizione parlamentare in relazione alla trasparenza delle procedure e ai rischi economici dell'opera. La fase attuale segna il passaggio a indagini con iscrizione di indagati specifici e adozione di misure di perquisizione.
Il contesto in cui si inserisce l'inchiesta è un percorso istituzionale del Ponte segnato da più passaggi controversi. La Corte dei Conti chiese integrazioni alla Presidenza del Consiglio e al Cipess sul via libera al progetto, per poi negare il visto di legittimità alla delibera Cipess numero 41/2025, con motivazioni sviluppate in una deliberazione formale. Il Governo ha successivamente adottato il Decreto legge dell'11 marzo 2026, cosiddetto "decreto Commissari", per sbloccare l'iter, nominando un commissario straordinario per le opere ferroviarie di accesso e rivendicando il carattere strategico dell'opera a livello nazionale e internazionale.
L'amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, subito dopo la diffusione della notizia ha dichiarato di averla appresa con sorpresa, precisando che "la società è totalmente estranea" ai fatti contestati. Ciucci ha confermato "la massima disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti" e ha annunciato che la società adotterà "tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto". L'amministratore delegato ha inoltre ribadito l'impegno della società a realizzare il Ponte "con massima trasparenza", conformandosi "a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei Conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal decreto Commissari dell'11 marzo 2026".

































































