Array ( [0] => 12 )

Primo piano

Podcast K44

Normativa

Intesa Sanpaolo uscirà da Brebemi entro il 2017


Intesa Sanpaolo sta cercando un nuovo socio che assuma il controllo della società autostradale, anche se non potrà slegarsi completamente dal destino dell'A35, essendo anche il principale finanziatore privato della sua costruzione e, quindi, un suo creditore. Ma non sarà facile trovare un acquirente, perché anche nel 2015 la Brebemi Spa (di cui Autostrade Lombarde possiede il 78,98% del capitale) ha registrato una perdita d'esercizio di 68,9 milioni di euro, causando una riduzione del capitale sociale di un terzo.
L'uscita d'Intesa Sanpaolo, che dovrebbe avvenire entro la fine del prossimo anno, non è una buona notizia per l'autostrada A35, che è stata propagandata come il primo caso di finanziamento completamente privato di un'infrastruttura autostradale, ma che che mostrando una realtà diversa, a causa dell'incremento dei costi di costruzione - passati da un preventivo di 700 milioni a un consuntivo di 1,6 miliardi - e dello scarso traffico, che anche dopo la connessione alla Teem è un terzo di quello preventivato, ossia circa 20mila veicoli al giorno a fronte di 60mila.
Così, per mantenere in vita la Brebemi i soci hanno cominciato a chieder quattrini alla cassa pubblica, che ha prontamente risposto: la Regione Lombardia ha stanziato 60 milioni (20 milioni l'anno dal 2015 al 2017) e la Legge di Stabilità altri 260 milioni (20 milioni l'anno dal 2017 al 2031). Inoltre, la società chiede 500 milioni di defiscalizzazione. Ma questo non è nulla in confronto a quanto lo Stato dovrebbe pagare se la società autostradale fallisse: infatti, nella convenzione firmata dal ministero dei Trasporti lo Stato copre un eventuale buco con una fideiussione.
Che cosa potrebbe attrarre un nuovo socio? Forse la speranza che nei prossimi trent'anni il traffico aumenti (grazie anche alle speculazioni edilizie che potrebbero sorgere lungo l'asse autostradale) e magari anche la prospettiva d'incassare al termine della concessione (nel frattempo prolungata fino gennaio 2040) una parte consistente del miliardo e duecento milioni che lo Stato dovrà pagare, sempre secondo la concessione, ai soci come indennizzo per le opere non ammortizzate.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata
Segnalazioni, informazioni, comunicati, nonché rettifiche o precisazioni sugli articoli pubblicati vanno inviate a: redazione@trasportoeuropa.it

 


  Puoi commentare questo articolo nella pagina Facebook di TrasportoEuropa

 bottone newsletter piccoloVuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità sul trasporto e la logistica e non perderti neanche una notizia di TrasportoEuropa? Iscriviti alla nostra Newsletter con l'elenco ed i link di tutti gli articoli pubblicati nei giorni precedenti l'invio. Gratuita e NO SPAM!

Sponsorizzato

Videocast K44

Autotrasporto

  • Spagna sospende divieti circolazione camion

    Spagna sospende divieti circolazione camion

    Per affrontare l’emergenza della pandemia Covid-19, il Governo spagnolo ha sospeso fino al 9 novembre 2020 i divieti di circolazione festivi per i veicoli industriali. Le associazioni italiane chiedono un provvedimento analogo.

Logistica

  • Commissione Europea vuole lo Sportello unico per le merci

    Commissione Europea vuole lo Sportello unico per le merci

    La Commissione Europea propone uno Sportello unico per sdoganare le merci in ingresso nell’Unione e scambiare le informazioni in modo digitale. Fa parte di un programma decennale per riformare i controlli alle frontiere comunitarie.

Mare

  • Il Decreto Semplificazioni cambia le regole nei porti

    Il Decreto Semplificazioni cambia le regole nei porti

    Il Decreto Semplificazioni interviene anche nel governo dei porti e secondo Francesco Munari, avvocato e docente universitario, è uno strumento ancora più importante del cosiddetto "modello Genova”. Ecco perché.