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Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • Contship investe in nuove gru per La Spezia

    Contship investe in nuove gru per La Spezia

    La Spezia Container Terminal - del Gruppo Contship - ha firmato i contratti per quattro gru di banchina e diciotto gru di piazzale, per un investimento di 90 milioni di euro, in vista dell'avvio dei lavori sul nuovo terminal Ravano.

    Il fermo dell’autotrasporto rallenta i porti siciliani

    Il 14 aprile 2026 è iniziato in Sicilia il fermo di cinque giorni dell’autotrasporto merci proclamato dal Comitato Trasportatori Siciliani, che ha l’obiettivo di bloccare la movimentazione delle merci nei principali porti dell’isola. La protesta, attiva dalla mezzanotte e prevista fino a sabato 18 aprile, registra già nel primo giorno un’adesione che fonti di stampa locali stimano intorno al 90%. L’iniziativa nasce dalla mancata risposta del Governo alle richieste di confronto su caro carburante, aumento dei costi marittimi e sostenibilità economica delle imprese.

    Il soggetto promotore è il Comitato Trasportatori Siciliani, affiancato da realtà come Aitras e altri coordinamenti regionali. La mobilitazione riguarda in particolare le imprese attive nei collegamenti ro-ro, soprattutto per il trasporto marittimo di semirimorchi. Il fermo è osservato con attenzione anche a livello nazionale, anche perché segna una discontinuità rispetto alle mobilitazioni precedenti dell’autotrasporto: non sono previsti blocchi stradali né presidi su autostrade o snodi strategici della viabilità, ma il fermo si concentra invece sulle attività portuali, con la sospensione delle operazioni d’imbarco e sbarco delle unità di carico. Nei porti di Catania, Palermo, Messina e Termini Imerese i veicoli sono fermi nei piazzali o in banchina, impedendo la continuità dei flussi tra mare e strada.

    L’impatto del primo giorno si è quindi concentrato nei porti, dove le cronache locali parlano di piazzali saturi di semirimorchi e di cicli operativi rallentati o incompleti. Le navi continuano a operare ma senza riuscire a garantire il normale scambio delle unità di carico, con l’effetto di congestionare le aree portuali piuttosto che la rete viaria esterna. La mobilità ordinaria prosegue quindi senza disagi rilevanti, mentre la filiera delle merci risulta penalizzata. Non ci sono ancora conseguenze per i consumatori, che potranno però arrivare nel breve periodo, se la protesta proseguirà con la stessa intensità. Il Comitato Trasportatori Siciliani indica esplicitamente tra gli obiettivi quello di rendere percepibile l’impatto del fermo sui supermercati, utilizzando la leva delle scorte per rafforzare la pressione sulle istituzioni.

    Le filiere agroalimentari, in particolare l’ortofrutta, risultano tra le più esposte. La dipendenza dai collegamenti rapidi verso il Centro-Nord rende il sistema vulnerabile a interruzioni anche di pochi giorni, soprattutto per i prodotti deperibili legati alla catena del freddo. Nel primo giorno prevale un effetto anticipatorio: i magazzini attingono alle scorte disponibili, ma le previsioni indicano possibili tensioni entro 48-72 ore in caso di prosecuzione del fermo con gli stessi livelli di adesione.

    L’aumento del prezzo del gasolio è la causa scatenante della protesta, ma vi sono anche altri fattori locali, già posti in evidenza dalle associazioni di categoria, tra cui l’aumento delle tariffe d’imbarco per i veicoli e i semirimorchi sui collegamenti marittimi. Nel dibattito rientra anche il tema degli oneri ambientali, tra cui il sistema Ets, considerati ulteriori costi che incidono sulla competitività. Le associazioni parlano di assenza di dialogo con il Governo locale e nazionale e chiedono impegni formali su misure di sostegno, tra cui interventi sulle accise e compensazioni per i costi marittimi.

    Il 15 aprile, l’Aitras, uno dei promotori del fermo, ha diffuso il seguente comunicato: “Finita la conferenza stampa del Comitato Trasportatori Siciliani oggi al porto di Catania. Abbiamo voluto evidenziare che il fermo non è contro le Gdo né contro l’ortofrutta, semplicemente non possiamo lavorare in perdita. Abbiamo ufficialmente ringraziato la Regione Siciliana per il contributo che ci ha offerto, circa 25 milioni, da dividere con agricoltori e pescatori, ma non risolve il nostro problema. Ê necessario l’intervento del ministro Salvini convocandoci e facendo propria la nostra richiesta di utilizzare gli introiti Ets - circa 500 milioni di euro - per abbattere il costo delle tariffe di imbarco. Abbiamo ribadito che non ci saranno blocchi stradali o presidi e che il trasporto di beni essenziali continua senza problemi. Rimarremo fermi nei nostri piazzali e non movimenteremo i nostri semirimorchi in entrata e in uscita dai porti fino a quando non saremo ricevuti dal Governo e non ci avranno dato precise garanzie”.

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