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Podcast K44

Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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  • Felixstowe ha cento trattori portuali a guida autonoma

    Felixstowe ha cento trattori portuali a guida autonoma

    Hutchison Ports ha ricevuto il terzo lotto di trattori portuali elettrici a guida autonoma Q-Truck che operano nel terminal container di Felixstowe, completando le consegne dell’ordine del giugno 2023 per cento unità destinate alla movimentazione dei container tra banchina e piazzale.

    Germania e Polonia trainano i noli autotrasporto alle fine del 2025

    • Nel quarto trimestre 2025 le tratte internazionali in uscita dalla Polonia e dalla Germania verso i porti del Nord registrano gli aumenti più consistenti d’Europa. La Varsavia-Rotterdam cresce nei contratti di 17,6 punti su base trimestrale e di 33,7 punti su quella annuale, con pressioni sulla capacità legate all’esportazione.
    • La ripresa di alcuni comparti industriali tedeschi sostiene le rotte verso Belgio e Francia, mentre la direttrice Madrid-Parigi mostra un arretramento dello spot per effetto del calo degli ordini esteri. Il mercato europeo evidenzia così un andamento divergente tra corridoi export e flussi iberici.
    • Nei mercati domestici prevale la frammentazione. La Francia mantiene tariffe stabili, la Spagna vede crollare lo spot nel trimestre ma difende i contratti, la Germania registra la flessione più ampia su base annua. L’Italia resta su livelli stagnanti, con variazioni limitate.

     

    Nell’ultimo trimestre del 2025 i noli dell’autotrasporto europeo evidenziano una netta divergenza tra corridoi internazionali e mercati nazionali, secondo il rapporto diffuso a febbraio 2026 da Upply. Le tratte in uscita dalla Polonia verso i porti nordeuropei sono quelle che registrano gli aumenti più marcati. La Varsavia-Rotterdam raggiunge 185,2 punti indice nei contratti, pari a 1,87 euro per chilometro, con un aumento di 17,6 punti sul trimestre e di 33,7 punti su base annua. Anche lo spot sale a 163,2 punti, con un aumento su base trimestrale di 9,6 punti. Questo andamento è coerente con esportazioni polacche, cresciute a 32,4 miliardi di euro, grazie soprattutto a beni di consumo, abbigliamento e chimica, che hanno generato la maggiore pressione sulla capacità disponibile. La dinamica interessa anche la direttrice Varsavia-Duisburg, dove i contratti toccano 163,1 punti indice, 1,37 euro per chilometro, in crescita di 7,8 punti su base trimestrale. Il rafforzamento dei flussi verso i nodi logistici tedeschi conferma il ruolo della Polonia come piattaforma produttiva orientata all’esportazione e amplifica la domanda di collegamenti verso i porti del Nord Europa.

    L’area industriale tedesca mostra segnali di recupero in alcuni comparti ad alta intensità logistica. La produzione legata all’alta tecnologia cresce del 4,4% su base trimestrale, il farmaceutico del 6,3% e i veicoli a motore del 6%. La tratta Duisburg-Anversa registra contratti a 170,3 punti indice, 3,09 euro per chilometro, con +13,4 punti sul trimestre e +26,8 punti su base annua. Lo spot raggiunge 153,9 punti, 3,23 euro per chilometro, in aumento di 15,5 punti sul trimestre e 9,9 punti sull’anno. Anche sulla Duisburg-Lille lo spot cresce di 4,7 punti sul trimestre, mentre i contratti flettono leggermente sul trimestre ma restano in territorio positivo su base annua (+3,2 punti).

    La direttrice iberica presenta invece un quadro opposto. Il Pmi manifatturiero spagnolo scende a 49,6, segnalando contrazione, in un contesto di calo degli ordini per l’esportazione e maggiore competizione sui prezzi. La direttrice Madrid-Parigi nello spot arretra a 136,2 punti indice, 1,30 euro per chilometro, con -2,3 punti sul trimestre. I contratti si attestano a 131,5 punti, 1,23 euro per chilometro, con una variazione marginale di -0,1 punti sul trimestre. Il ridimensionamento interessa prima il mercato a pronti, mentre la componente contrattuale mostra una maggiore inerzia.

    Nei mercati domestici l’andamento resta eterogeneo e strettamente legato alla domanda interna. In Spagna, nonostante una crescita del Pil stimata al 2,9% nel 2025, il finale d’anno registra un calo della fiducia dei consumatori e una flessione nella produzione di beni strumentali e di consumo. Le tariffe spot domestiche scendono di 16,5 punti sul trimestre, mentre i contratti crescono di 1,1 punti sul trimestre e di 5,5 punti su base annua. La differenza tra spot e contratti segnala comunque aspettative di recupero nel medio periodo.

    In Italia la crescita economica si ferma allo 0,1% nel terzo trimestre del 2025, con un calo marcato nella produzione automobilistica e chimica. Le tariffe spot perdono 6,2 punti su base mensile a dicembre, risultando quasi invariate sul trimestre (+0,3 punti) e sull’anno (+0,1 punti). Il mercato dei contratti mostra una tenuta relativa, con un incremento di circa 5 punti sia trimestrale sia annuale, pur con un arretramento nell’ultima parte dell’anno.

    La Francia si distingue per una maggiore stabilità. Con un Pmi manifatturiero a 50,7, ai massimi da 42 mesi, le tariffe di contratto domestiche crescono di 3,1 punti su base annua, con variazioni trimestrali contenute (+0,61 punti). Lo spot sale di 3,2 punti su base mensile a dicembre e rimane quasi invariato rispetto al trimestre precedente (un punto in meno). Il quadro suggerisce una domanda interna più regolare e una minore volatilità dei flussi.

    La Germania rappresenta il mercato domestico più debole tra quelli analizzati. Il Pmi manifatturiero tocca i minimi da dieci mesi a dicembre 2025, con nuovi ordini in calo. Le tariffe spot nazionali scendono a 118,7 punti indice, con -17,2 punti su base annua e -6,3 punti nel solo mese di dicembre. Anche i contratti arretrano, con -3,5 punti sul trimestre e -3,2 punti sull’anno. Il ridimensionamento conferma una riduzione dei volumi interni e una pressione competitiva più intensa sul breve periodo.

    Nel complesso emerge un’Europa a due velocità. I corridoi legati all’export verso i porti del Nord concentrano gli aumenti più pronunciati, sostenuti da flussi reali di merci e da una domanda di capacità stabile. Nei mercati domestici prevalgono invece dinamiche più deboli o stagnanti, con lo spot che assorbe per primo le oscillazioni della domanda. Per operatori del trasporto e della logistica questo implica una gestione più selettiva delle tratte, con attenzione agli squilibri tra flussi in uscita e rientri e alla diversa velocità di adeguamento tra mercato a pronti e contratti.

    Antonio Illariuzzi

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