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Nuovi impegni del ministero sull’autotrasporto

Nel pomeriggio del 4 giugno 2020 si è svolta la seconda parte dell’incontro tra le associazioni dell’autotrasporto e i rappresentanti del ministero dei Trasporti sulle diverse richieste degli autotrasportatori . Anche da questa seconda teleconferenza non sono usciti provvedimenti concreti, bensì impegni da parte della ministra dei Trasporti a inserire alcune misure in futuri Decreti Legge. La prima richiesta della lista presentata alla ministra da Unatras riguarda i tempi di pagamento. La ministra ha dichiarato che intende potenziare nel Decreto Semplificazioni la normativa già in vigore, definendo l’ente che erogherà le sanzioni ai committenti nel caso di ritardati pagamenti. Questo ente sarà l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che agirà su segnalazione dell’Albo degli Autotrasportatori attivando la Guardia di Finanza. Questa soluzione non piace però a tutte le sigle dell’autotrasporto. La più battagliera è la Fiap, che da tempo chiede penalizzazioni automatiche, come l’indeducibilità delle fatture non liquidate o il versamento delle imposte e tributi allo Stato solo al pagamento effettivo della fattura emessa. In quest’ultimo caso, lo Stato stesso solleciterebbe il pagamento della fattura per ottenere quanto gli spetta

Il secondo punto riguarda la pubblicazione dei costi minimi dell’autotrasporto, provvedimento che da anni vede su fronti contrapposti autotrasportatori e committenti. Il ministero afferma che per compilare il modello con le voci dei costi “manca ancora qualche dato”, che dovrebbe riguardare le informazioni provenienti dai costruttori dei veicoli e le assicurazioni. La Fiap ha chiesto un approfondimento per quanto riguarda il prezzo del gasolio, che mostra forti oscillazioni. L’associazione sottolinea che la committenza chiede una riduzione della tariffa quando il prezzo del gasolio scende, senza poi aumentarla se sale. Comunque il ministero dichiara che entro trenta giorni pubblicherà i costi.

Altro nodo importante è il ritardo nelle revisioni dei veicoli industriali, che già esisteva prima dell’emergenza Covid-19 ma che quest’ultima ha accentuato a causa dell’interruzione delle verifiche. Ora gli autotrasportatori temono un ingolfamento subito dopo la scadenza della proroga. Una soluzione prospettata dalle associazioni è l’affidamento della revisione alle officine private. Su questo tema, la ministra ha dichiarato che nel Decreto Semplificazioni si concederà la revisione ai privati anche dei rimorchi e dei semirimorchi. In realtà la revisione dei privati ai veicoli è ancora sulla carta, perché mancano i Decreti attuativi, per i quali si starebbe già lavorando al ministero.

Il Decreto Semplificazioni dovrebbe chiarire anche che le imprese dell’autotrasporto merci sono esentate dal pagamento del contributo all’Autorità di regolazione del Trasporto. Le associazioni hanno messo sul Tavolo anche l’erogazione di contributi e incentivi già stanziati. Per lo sconto sui pedaggi, il ministero ha confermato il supplemento di venti milioni per quest’anno, che sarà pagato entro la fine di giugno 2020. Le nuove risorse per il combinato strada-mare (30 milioni) e strada-rotaia (20 milioni) saranno erogate con gli attuali sistemi, che sono già approvati dall’Unione Europea. Però le associazioni chiedono un’erogazione diretta alle imprese di autotrasporto (invece che a quelle ferroviarie e marittime) e su questo punto la ministra si è impegnata a trattare con la Commissione Europea per applicarlo il prossimo anno.

Le associazioni artigiane hanno chiesto il mantenimento della somma di 48 euro al giorno per le deduzioni forfettarie delle spese non documentate e la ministra ha annunciato di avere trovato le risorse, che saranno stanziate in conversione del Decreto Rilancio. Le associazioni hanno chiesto di rinviare l’esclusione dal rimborso delle accise per i camion Euro 3 ed Euro IV e la ministra ha risposto che per farlo bisogna prima trovare la copertura finanziaria in Parlamento. Infine, per la formazione, la ministra ha annunciato l’estensione agli enti professionali privati della possibilità di riattivare i corsi in presenza sugli aspetti professionalizzanti, come la Cqc, l’accesso alla professione e l’Adr.

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