Il 26 giugno 2026, ultimo dei quattro giorni del Prime Day, diventa per Filt Cgil Milano e Lombardia l'Amazon Strike Day: una giornata di sciopero regionale che interessa gli autisti delle società che effettuano le consegne per Amazon Italia Transport. La scelta della data non è casuale: il Prime Day 2026, anticipato a giugno e in programma dal 23 al 26 con offerte riservate agli abbonati Prime in 26 Paesi, rappresenta il momento di massimo carico di ordini sulla rete di distribuzione, e dunque il punto in cui la pressione organizzativa su corrieri e stazioni di consegna raggiunge il picco.
Lo sciopero coinvolge l'intera rete regionale dell'ultimo chilometro: gli impianti di Milano (MXP5 e DLO1), Peschiera Borromeo (DMI8), Buccinasco (DMI2), Burago di Molgora (DLO3), Origgio (DMI1) e Castegnato (DLO2), oltre ad altri depositi di smistamento nell'hinterland. La protesta prevede presìdi dalle 6.00 del mattino davanti ai principali impianti, con il presidio centrale alla DLO1 di via Vincenzo Toffetti a Milano. La mobilitazione riguarda l'anello della consegna e non i dipendenti diretti degli hub Amazon.
Le rivendicazioni sindacali toccano diversi nodi dell'organizzazione del lavoro. Filt Cgil denuncia criticità nella gestione delle rotte e l'assenza di una trattativa che coinvolga l'intera filiera della logistica Amazon, non solo le singole società in appalto. Tra i punti contestati, le rotte giudicate sature, con carichi di consegne che renderebbero difficoltoso il rispetto dei tempi e delle condizioni di guida in sicurezza, e l'uso dell'estensione oraria prevista per la variabilità delle condizioni di guida, percepito dal sindacato come strumento per allungare di fatto la giornata lavorativa standard.
Il sindacato chiede anche il riconoscimento di differenze retributive dovute, tra arretrati e indennità, e un perimetro di trattativa collettiva che superi la frammentazione tra i diversi appaltatori. Segnala pure carichi di lavoro elevati, contestazioni disciplinari ritenute illegittime e addebiti per presunti danni ai mezzi in violazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, con riflessi diretti sul reddito dei driver. Tra le richieste ci sono anche il rispetto di accordi di secondo livello già sottoscritti e la definizione delle pendenze su trattamento di fine rapporto e ultime spettanze nei casi di cambio appalto.
La mobilitazione non si esaurisce nella giornata del 26 giugno. Lo sciopero proseguirà sabato 27 per il personale che ha il turno di riposo il giorno precedente, in modo da coprire anche chi lavora su rotazioni diverse. Filt Cgil ha inoltre dichiarato uno stato di agitazione permanente, con blocco di straordinari, lavoro supplementare, sesto giorno lavorativo e flessibilità nel fine settimana, e ha annunciato un pacchetto di scioperi a singhiozzo nelle settimane successive, da articolare azienda per azienda in base alla risposta della committenza e dei vettori coinvolti.
Nella stessa giornata, all’impianto di Burago di Molgora avverrà anche una mobilitazione distinta promossa da Usb Monza Brianza, che da giorni mantiene un presidio permanente contro la gestione di Dea, l'azienda in appalto che opera nel sito. Il sindacato di base accusa l'azienda di un'escalation repressiva fatta di licenziamenti e procedimenti disciplinari mirati agli autisti più attivi nella protesta, e attribuisce ad Amazon una responsabilità come committente lungo la filiera. Usb ha chiesto l'apertura di un tavolo urgente in Prefettura a Monza con la partecipazione diretta di Amazon, dichiarando una mobilitazione "a oltranza" finché non arriveranno risposte concrete, sul modello di un precedente sciopero condotto a inizio giugno nello stesso sito.










































































