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Il coronavirus coinvolge anche l’autotrasporto europeo

La presenza diffusa di veicoli industriali stranieri sulle strade italiane può essere veicolo del contagio della Covid-19 in altri Paesi europei, tenendo conto che i controlli sembrano concentrati sugli aerei e sugli autobus. Basti pensare che l’area di Codogno, considerata il primo focolaio d’infezione italiano e chiuso dal 21 febbraio, ospita numerose imprese produttive e di logistica, che muovono ogni giorno decine di camion, parte dei quali esteri. Nessuno sa quanti autisti stranieri sono passati o si sono fermati in quella zona prima della sua chiusura e in quali Paesi sono stati dopo.

Ma ora cominciano a emergere sporadici casi di camionisti messi in quarantena dopo che è emerso che hanno viaggiato in Italia. I giornali ungheresi riportano due casi, con un conducente isolato in un ospedale di Budapest e un altro in Lombardia, senza però precisare quale sia il loro stato (se isolati per semplice precauzione o se positivi al test). Dopo queste notizie, il colosso dell’autotrasporto Waberer’s International a dichiarato al giornale ungherese Világgazdasággal che dal 24 febbraio i suoi veicoli non viaggiano nelle aree del focolaio e che non ricevere ordini da e per zone (che sono comunque chiuse al traffico pesante con l’eccezione dei veicoli che devono rifornirle di beni essenziali) per due settimane.

In Romania, il sito d’informazione Observator riferisce che gli autisti rumeni che hanno viaggiato in Veneto e Lombardia sono messi in quarantena. Un fenomeno che starebbe interessando anche le imprese italiane che hanno come dipendenti rumeni, perché questi autisti possono essere posti in quarantena quando rientrano nel loro Paese, anche per motivi personali. In Germania, alcune imprese hanno dotato gli autisti di disinfettanti e mascherine. Più in generale, la Germania è preoccupata dei rifornimenti di materiali dall’Italia, che è un importante sub-fornitore di alcuni settori, come quello automobilistico. Un esempio è la MTA che ha uno stabilimento a Codogno e che serve diverse fabbriche automobilistiche europee.

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