A gennaio 2026 la situazione dell’autostrada A14 nel tratto abruzzese resta critica per le imprese di autotrasporto. I lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza, avviati da oltre un decennio, continuano a generare rallentamenti, riduzioni di corsia, deviazioni e chiusure notturne che incidono in modo diretto sull’organizzazione dei trasporti di merci. Secondo quanto confermato dal ministero dei Trasporti nel question time del 21 gennaio 2026, i cantieri proseguiranno per tutto l’anno in corso, con un investimento complessivo dichiarato di 441 milioni di euro sul tratto abruzzese.
La tratta interessata attraversa l’intera regione lungo l’asse adriatico, per circa 118 chilometri, dal confine con le Marche fino al Molise. I cantieri più impattanti riguardano gallerie, viadotti e pavimentazioni, con interventi di adeguamento alle normative di sicurezza europee, sostituzione delle barriere e consolidamento delle opere d’arte. La presenza di cantieri mobili e di restringimenti di carreggiata continua a determinare code frequenti e tempi di percorrenza imprevedibili, con effetti che si riflettono in modo strutturale sulle attività delle imprese di trasporto.
In questo contesto, Cna Fita Abruzzo ha portato all’attenzione delle istituzioni la situazione delle imprese associate, evidenziando come i disagi non siano più episodici ma sistemici. Secondo l’indagine condotta nel novembre 2025 dall’associazione degli autotrasportatori insieme con Usarci su oltre 300 utenti professionali, l’86% degli autotrasportatori valuta negativamente l’impatto dei cantieri sulla gestione dei trasporti di merci. Il 79% degli intervistati dichiara di subire almeno sei episodi di blocco al mese, mentre il 42% supera gli undici episodi mensili. I ritardi superano l’ora per il 21,5% dei mezzi e si collocano tra 30 e 60 minuti per il 45,9%, con ricadute dirette sulla pianificazione dei viaggi e sul rispetto dei tempi di consegna.
Le conseguenze operative per le imprese di autotrasporto sono rilevanti. L’84% degli operatori segnala un effetto forte o molto forte sui tempi di guida, sulle pause obbligatorie e sui tempi di riposo, con difficoltà crescenti nel rispetto della normativa sui turni. Il 61% indica un impatto significativo sulla gestione aziendale, legato soprattutto all’aumento dei consumi di carburante, alla perdita di produttività dei mezzi e alla compressione dei margini contrattuali. A questi elementi si aggiunge un incremento diffuso dello stress alla guida e della percezione di rischio, segnalato da quasi il 90% degli intervistati.
Alla luce di questo quadro, Cna Fita Abruzzo chiede l’introduzione di ristori automatici per le imprese di autotrasporto che operano lungo l’A14 abruzzese. La proposta prevede uno sconto diretto sui pedaggi autostradali, applicato in modo automatico e senza procedure burocratiche, come forma di compensazione per i disservizi subiti quotidianamente. Secondo l’associazione, il principio è collegare il pagamento del pedaggio a un livello minimo di servizio effettivamente garantito, riconoscendo che la presenza continuativa di cantieri riduce la qualità e l’affidabilità dell’infrastruttura.
Il tema dei ristori s’inserisce in un contesto aggravato dall’aumento dei pedaggi entrato in vigore dal 1° gennaio 2026, pari a un incremento medio dell’1,5%. Per le imprese di autotrasporto, già alle prese con rincari dei costi energetici e con margini operativi ridotti, l’aumento dei pedaggi su un’arteria caratterizzata da cantieri permanenti rappresenta un fattore di squilibrio economico. Cna Fita Abruzzo ha definito l’incremento tariffario una criticità aggiuntiva per un’infrastruttura che, nelle condizioni attuali, non consente di garantire tempi certi di percorrenza.
Sul piano temporale, il crono-programma dei lavori prevede che i cantieri proseguano per tutto il 2026, con sospensioni limitate nei periodi di maggiore traffico, come le festività pasquali, i ponti primaverili e i mesi estivi. Le finestre operative per i lavori coprono circa il 58% dell’anno, pari a poco più di 200 giorni, lasciando comunque aperta la questione dell’impatto continuo sull’autotrasporto. Alcuni tratti, come quello tra Pedaso e Grottammare, dovrebbero essere completati entro febbraio 2026, ma il quadro complessivo resta frammentato e privo di una data certa di conclusione per l’intero asse abruzzese.
Pietro Rossoni



























































