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Viadotto Cerrano spostato di 7 cm


L'agenzia Ansa ha pubblicato il 13 gennaio 2020 alcuni estratti del provvedimento con cui il Gip di Avellino ha imposto il divieto di transito sul viadotto Cerrano ai veicoli pesanti sopra le 3,5 tonnellate, imponendo loro la deviazione sulla Statale adriatica tra Pineto e Pescara Nord. Secondo il magistrato, "le stampelle con cui è stato costruito il viadotto hanno subito spostamenti tali da rendere le superfici contrapposte, in corrispondenza della mezzeria, schiacciate una sull'altra" e "corrispondenza delle pile...sono presenti spostamenti in profondità dell'ordine di 7 centimetri". L'Ansa cita anche una nota inviata dall'Ufficio Ispettivo Territoriale del ministero dei Trasporti alla Direzione VII Tronco di Autostrade che segnala "la presenza di un fenomeno di gravitazione che interessa i pendii in cui è ubicato il viadotto che sta creando all'interno di strutture e fondazioni uno stato di coazione per il quale sono state prodotte adeguate e circostanziate verifiche globali che dimostrino la capacità del sistema strutturale di resistere". Quindi s'impone il limite di transito per veicoli pesanti in entrambe le carreggiate "fino a quando non sarà dimostrata l'ottemperanza al raggiungimento degli standard normativi".
In una nota diffusa dopo la pubblicazione della notizia, Autostrade per l'Italia scrive che "lo spostamento di sette centimetri non si riferisce alle pile, ma allo spostamento massimo del terreno nei pressi della Pila 1 registrato dalla strumentazione nell'arco di 3 anni (2016-2018). Tale valore non si riferisce dunque alle pile del viadotto, che non hanno mai raggiunto movimenti attenzionabili nel periodo considerato". La società assicura che il ponte e l'area sottostante sono costantemente tenuti sotto controllo dal punto di vista geotecnico e strutturale, grazie a sensori che "anche nell'ultimo anno, non hanno mai rilevato alcun tipo di movimento significativo". La sicurezza della struttura, secondo Autostrade, è confermata anche da analisi svolte da esperti dell'università La Sapienza e dall'Istituto Italiano della Saldatura e inviate al ministero dei Trasporti l'11 dicembre 2019.
Questa è una situazione che rende difficile prevedere quando il viadotto potrà essere riaperto al traffico pesante, che intanto sta creando enormi disagi alla Statale 16 e ai paesi attraversati. Si stima che Silvi Marina sia attraversata ogni giorno da almeno duemila veicoli industriali, con punte di quattromila, in un tratto dove la Statale 16 attraversa centri abitati. Un problema sia per gli abitanti, sia per gli autotrasportatori, che trascorrono ore incolonnati, con conseguenti ritardi per la consegna delle merci.

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