Fino a 20 milioni di euro l'anno di costi aggiuntivi sulla rotta Genova-Palermo, oltre 11 milioni sulla Napoli-Palermo e, in assenza del rinnovo della deroga in vigore per le isole minori, più di un milione sulla Porto Empedocle-Lampedusa: sono le stime dell'impatto economico del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets) sui collegamenti marittimi della Sicilia, contenute in uno studio commissionato dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale.
Realizzato dalla società TiM10 con la supervisione scientifica di Giovanni Satta - professore associato di Economia e gestione delle imprese al Dipartimento di Economia (Diec) dell'Università degli Studi di Genova e membro del consiglio del Cieli - lo studio è stato presentato dalla presidente dell'Asp, Annalisa Tardino, a pochi giorni dalla proposta di revisione della direttiva europea sull'Ets, attesa per il 17 luglio 2026. Il rapporto, intitolato "L'Eu Ets e il costo dell'insularità: gli effetti sui collegamenti marittimi tra i porti del Mare di Sicilia occidentale, la terraferma e il potenziale impatto sulle isole minori", va oltre la stima dei maggiori oneri per le compagnie di navigazione.
L'analisi mette infatti in evidenza un fenomeno più ampio, quello dell'aggravio del costo dell'insularità, con ricadute sulla continuità territoriale e sulla competitività del trasporto marittimo verso la Sicilia e le isole minori. Per i territori più periferici, ricorda lo studio, il collegamento via mare resta l'unica alternativa praticabile al trasporto aereo, e l'aumento del costo del biglietto rischia d’incidere sulla percezione della distanza economica riducendo l'accessibilità effettiva ai collegamenti di mercato.
Il dato più rilevante riguarda la capacità d’investimento delle compagnie di navigazione: gli oneri Ets possono assorbire, a seconda della tratta, fino all'11% del valore di una nuova nave a basse emissioni. Ne deriva una minore possibilità di rinnovare le flotte in chiave di transizione energetica, con un effetto che rischia di rallentare proprio il percorso che il sistema europeo intende favorire. Il ricorso al Gnl riduce l'impatto del meccanismo, ma non ne elimina le principali conseguenze economiche, precisa il rapporto.
Sulla base di questi risultati, l'Asp rilancia una proposta che porterà all'attenzione delle istituzioni europee nell'ambito della revisione della direttiva: esentare dall'applicazione dell'Ets i collegamenti con le isole maggiori e prorogare fino al 2032 la deroga già in vigore per quelli con le isole minori. Nella dichiarazione che accompagna lo studio, la presidente Tardino ricostruisce il percorso istituzionale che ha portato l'ente a intervenire sul tema in sede europea, dalla partecipazione alle consultazioni della Commissione europea sulla Strategia per le isole al confronto diretto con le istituzioni dell'Unione.
"Lo studio presentato oggi conferma con dati oggettivi quanto avevo rappresentato nelle sedi istituzionali già durante il mio mandato da parlamentare europea", ha dichiarato Tardino, sottolineando che l'attuale applicazione dell'Ets determina un aggravio dei costi che rischia di ricadere su cittadini, famiglie e imprese, penalizzando soprattutto i residenti e gli spostamenti legati al lavoro, allo studio e alla salute, e sottraendo al contempo risorse agli armatori per gli investimenti in nuove tecnologie a basse emissioni”. Lo studio, ha aggiunto la presidente, viene messo a disposizione del Governo, del ministro dei Trasporti e delle istituzioni europee, come contributo scientifico al processo decisionale sulla revisione della direttiva.







































































