Due amministratori di un'impresa di autotrasporto dell'Aia sono stati arrestati con l'accusa di aver proseguito l'attività dell'impresa durante una sospensione obbligatoria dell'attività di due mesi. Lo ha comunicato il 26 ottobre 2026 la Nederlandse Arbeidsinspectie, l'Ispettorato del Lavoro dei Paesi Bassi. I due sono stati citati a comparire direttamente davanti al giudice penale, che potrà comminare loro, se giudicati colpevoli, una pena massima di sei anni di reclusione.
A luglio 2026 l'Ispettorato aveva disposto la sospensione per due mesi dell'attività dell’impresa, di cui non ha rivelato il nome, per ripetute violazioni della Wet Minimumloon en Minimumvakantiebijslag (Wml), la Legge sul salario minimo e sull'indennità minima per le ferie. Per dieci lavoratori mancavano prospetti paga, prove dei pagamenti e riepiloghi delle ore lavorate, e senza questi documenti gli ispettori non potevano verificare il rispetto dei minimi retributivi. Le irregolarità erano emerse da due accertamenti. Il più recente, svolto nel 2025 aveva rivelato le carenze relative ai dieci lavoratori e in precedenza un'altra indagine non aveva consentito di verificare il salario minimo per nove dipendenti e si era chiusa con una multa da 73mila euro. A luglio l'Ispettorato aveva inoltre annunciato una nuova multa da 315mila euro, per un totale di 388mila euro.
Durante i controlli sul rispetto della sospensione, riferisce l'Ispettorato, gli ispettori hanno constatato che l'impresa continuava a svolgere le normali attività presso più clienti. Il servizio investigativo dell'Ispettorato, l'Opsporingsdienst, ha quindi aperto un'indagine penale che ha portato all'arresto dei due amministratori. Gli investigatori hanno sequestrato diversi supporti di memoria e un veicolo aziendale che, sempre secondo l'Ispettorato, sarebbe servito a proseguire l'attività vietata.






































































