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Podcast K44

Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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  • Felixstowe ha cento trattori portuali a guida autonoma

    Felixstowe ha cento trattori portuali a guida autonoma

    Hutchison Ports ha ricevuto il terzo lotto di trattori portuali elettrici a guida autonoma Q-Truck che operano nel terminal container di Felixstowe, completando le consegne dell’ordine del giugno 2023 per cento unità destinate alla movimentazione dei container tra banchina e piazzale.

    Autotrasportatore olandese sospeso per due mesi sul lavoro degli autisti

    Un’azienda di autotrasporto con sede nella regione di Haaglanden (di cui non è stato fornito il nome), nell’area metropolitana dell’Aia, è stata fermata per due mesi dalla Nederlandse Arbeidsinspectie (l’ispettorato olandese del lavoro) per gravi e ripetute violazioni delle regole su salario minimo e impiego di lavoratori stranieri. Il provvedimento, operativo dal 14 gennaio 2026, non si limita alle attività direttamente svolte dall’impresa, ma si applica anche ai trasporti effettuati per suo conto da altre aziende, estendendo l’effetto del blocco lungo la catena di fornitura.

    Secondo la ricostruzione della Nederlandse Arbeidsinspectie, il caso nasce da una recidiva già documentata nel 2022, quando un primo controllo aveva individuato sette lavoratori impiegati senza contratto di lavoro scritto e una gestione amministrativa non idonea a dimostrare il rispetto degli obblighi retributivi. In quella fase vennero contestate carenze nelle buste paga, nelle prove di pagamento e nei registri delle ore lavorate, elementi che nei Paesi Bassi sono centrali per verificare l’applicazione della normativa su salario minimo e indennità ferie. Per quelle violazioni furono erogate sanzioni per 42mila euro e, per profili legati all’impiego di lavoratori stranieri, ulteriori 21mila euro, accompagnati da un avvertimento formale sulla possibilità di una futura sospensione delle attività in caso di ulteriori infrazioni.

    La nuova ispezione del 2025 ha riaperto il fascicolo con esiti sostanzialmente sovrapponibili. Per dieci lavoratori l’azienda non ha fornito dati salariali o contrattuali, né informazioni attendibili sulle ore lavorate, rendendo impossibile agli ispettori accertare se fosse stato corrisposto almeno il minimo legale. Nella stessa fase sono emersi casi di personale senza contratto scritto e pagamenti in contanti, modalità che, oltre a compromettere la tracciabilità delle retribuzioni, ostacola la verifica dei diritti connessi a ferie e maggiorazioni previste dalla disciplina sul minimo legale.

    La contestazione non riguarda soltanto l’eventuale assenza di permessi, ma anche un passaggio preliminare essenziale: l’azienda non avrebbe fornito, su richiesta degli ispettori, i documenti d’identità di alcuni lavoratori. L’impossibilità d’identificare correttamente una parte del personale ha impedito di stabilire se tali addetti avessero titolo a lavorare nei Paesi Bassi, configurando la violazione della normativa sugli stranieri.

    Per l’insieme delle violazioni accertate nel controllo più recente, l’ispettorato ha disposto nuove multe per 202.500 euro, di cui 90mila euro per le violazioni della normativa su salario minimo e indennità ferie e 112.500 euro per le violazioni della normativa sull’impiego di stranieri. Sommati alle sanzioni del 2022, l’ammontare complessivo richiamato dalle fonti raggiunge 265.500 euro. L’elemento distintivo del caso non è però solo la dimensione delle multe, quanto il ricorso al fermo come sanzione aggiuntiva, adottata dopo che multe e avvertimenti non hanno prodotto un adeguamento dei comportamenti.

    La Nederlandse Arbeidsinspectie collega la sospensione alla necessità di prevenire ulteriori violazioni e di tutelare condizioni di lavoro e concorrenza leale nel trasporto. Il punto operativo evidenziato è l’amministrazione incompleta: senza contratti, dati di paga, registri delle ore e documenti identificativi, la vigilanza non può verificare il rispetto del salario minimo né ricostruire con precisione eventuali differenze retributive, e questo rende insufficiente l’effetto deterrente della sola sanzione economica.

    La scelta di estendere il blocco anche alle attività svolte da terzi per conto dell’impresa introduce un impatto che va oltre il perimetro societario, perché coinvolge eventuali subappaltatori o vettori che operano nella stessa filiera. Le fonti non indicano quali segmenti di traffico fossero serviti dall’azienda - né se si trattasse di distribuzione regionale, nazionale o internazionale - ma la misura, applicata a prescindere dalla modalità esecutiva del servizio, suggerisce un obiettivo preciso: impedire che l’operatività prosegua tramite esternalizzazioni, mantenendo di fatto in funzione la capacità di trasporto nonostante la sospensione formale.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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