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  • Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Un autotrasportatore italiano di 63 anni è stato bloccato dalla Polizia cantonale dei Grigioni sull'autostrada svizzera A13 dopo aver eluso ripetutamente il cronotachigrafo digitale, nascondendo settimane di violazioni sui tempi di guida e di riposo.

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    Portuali di Livorno scioperano per l’eccessivo caldo

    Il sindacato di base Usb ha proclamato un nuovo sciopero dal 2 al 9 agosto nel porto di Livorno, dopo l'astensione del 31 luglio di Asa e Giunti Carlo Alberto, per denunciare la mancanza di misure omogenee contro il rischio da calore nelle lavorazioni più esposte.

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  • Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    In questo video di K44, Laura Broglio affronta la questione della dispersione del carico dei veicoli industriali, un problema che colpisce soprattutto il trasporto di materiali sfusi su cassone. Rischi per la sicurezza stradale, ma anche di pesanti sanzioni.

    Aeroporti del Golfo Persico in parziale riapertura

    Il conflitto che coinvolge Iran, Israele e Stati Uniti ha colpito duramente il sistema aeroportuale del Golfo Persico, causando chiusure totali o parziali degli scali e delle porzioni di spazio aereo della regione per oltre una settimana. Alla mattina del 10 marzo 2026, gli aeroporti non sono più completamente chiusi, ma operano in modalità ridotta: quelli degli Emirati Arabi Uniti risultano parzialmente operativi, il Qatar gestisce corridori di emergenza e voli di rimpatrio, l'Arabia Saudita è formalmente aperta ma con forte perturbazione, mentre Bahrain e Kuwait restano tra i più colpiti. Il quadro, definito dagli analisti come "dinamico", resta soggetto a possibili nuove chiusure improvvise e continui aggiustamenti degli orari.

    Gli scali degli Emirati Arabi Uniti — Dubai International (Dxb), Al Maktoum (Dwc), Sharjah (Shj), Ras Al Khaimah (Rkt) e Fujairah (Fjr) — appaiono parzialmente operativi con voli limitati e orari ristretti. Dubai è in ripresa rispetto ai giorni peggiori della crisi, con più voli in partenza e arrivo, ma ancora lontano da un regime normale. Emirates sta progressivamente ricostruendo la propria rete, dichiarando l'obiettivo di tornare alla piena capacità nei giorni successivi, ma invita i passeggeri a non recarsi in aeroporto senza prenotazione confermata e verifica aggiornata. Abu Dhabi opera con un numero ridotto di voli di linea e con la presenza di voli non programmati per l'evacuazione e il rientro di passeggeri bloccati.

    Lo spazio aereo del Qatar è soggetto a operazioni ristrette con corridori di emergenza, con la piena riapertura commerciale ancora non ripristinata. Qatar Airways concentra l'attenzione sui voli di rimpatrio e sui servizi speciali: per il 10 marzo sono segnalate partenze da Doha verso destinazioni come Il Cairo, Londra Heathrow, Jeddah, Manila, Kochi, Muscat, Istanbul, Mumbai, Delhi, Nairobi, Islamabad, Madrid, Francoforte, Colombo e Milano Malpensa, in un quadro però ancora lontano dalla normale programmazione.

    La rete saudita è descritta come operativa ma fortemente perturbata, con gli aeroporti principali di Riyadh, Jeddah e Dammam aperti ma soggetti a numerose cancellazioni e ritardi dovuti a rotte che aggirano le aree di rischio. Saudia ha ripreso in parte i voli da e per Dubai con un numero limitato di servizi dal 7 marzo, mentre mantiene la sospensione dei voli da e per Amman, Kuwait, Abu Dhabi, Doha e Bahrain almeno fino alle 23.59 Gmt del 10 marzo.

    In Bahrain lo spazio aereo ha subito chiusure e sospensioni prolungate: Gulf Air ha annunciato la temporanea sospensione dei voli a causa delle restrizioni ancora in vigore, e al 9-10 marzo le operazioni risultano solo gradualmente in riapertura. In Kuwait le analisi segnalano danni alle infrastrutture aeroportuali nelle fasi acute della crisi, con una ripresa lenta e parziale dei voli internazionali.

    L'Oman è un caso particolare: Muscat International è operativo, ma il traffico non programmato — in particolare i jet privati — è soggetto a restrizioni per gestire la congestione e dare priorità ai voli commerciali e governativi. Oman Air ha cancellato numerosi collegamenti verso Amman, Dubai, Bahrain, Doha, Dammam, Kuwait e altre destinazioni tra il 9 e il 15 marzo, potenziando nel contempo la rotta Muscat–Fujairah per offrire un'alternativa di accesso alla regione.

    Anche i principali vettori europei e asiatici hanno modificato pesantemente le operazioni. Il gruppo Lufthansa ha sospeso i voli per Dubai, Abu Dhabi e Dammam almeno fino al 10 marzo, mantenendo la sospensione su altre destinazioni dell'area — tra cui Amman, Tel Aviv, Beirut e Teheran — per periodi più lunghi. Air France ha cancellato i collegamenti con Dubai e Riyadh fino al 10 marzo, con le rotte per Tel Aviv e Beirut sospese fino all'11 marzo e la ripresa subordinata alla valutazione della sicurezza. Virgin Atlantic opera servizi regolari tra Londra Heathrow e Dubai, mentre British Airways non è ancora in grado di operare voli da Dubai, Abu Dhabi, Amman, Bahrain, Doha e Tel Aviv, avendo programmato voli aggiuntivi Muscat–Londra nelle giornate tra il 9 e il 12 marzo per passeggeri con prenotazioni esistenti, secondo quanto riportato da The National. Air India e Air India Express hanno pianificato 32 voli aggiuntivi il 10 marzo per riportare a casa passeggeri da Dubai, Abu Dhabi, Ras Al Khaimah e Sharjah, mentre le normali operazioni verso altre destinazioni mediorientali restano sospese fino al 13 marzo.

    La crisi ha colpito in maniera particolarmente rilevante il trasporto aereo merci, dato il ruolo di hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi nelle catene logistiche globali. Qatar Airways Cargo, Emirates SkyCargo ed Etihad rappresentano congiuntamente circa il 13% della capacità globale di trasporto aereo merci e gestiscono una quota stimata intorno a un quarto della capacità sulla direttrice Cina–Europa. La contrazione delle loro operazioni ha determinato un calo sostanziale della capacità disponibile su rotte strategiche per il commercio internazionale. Carichi che vanno dai prodotti freschi alle parti di aeromobili sono rimasti in attesa negli scali mediorientali o instradati su rotte più lunghe e costose, con aumenti marcati dei noli e ritardi nelle consegne.

    La chiusura o la riduzione del traffico nel Golfo si somma a problemi nel trasporto marittimo — attacchi a petroliere nello Stretto di Hormuz e sospensioni di prenotazioni da parte di grandi vettori navali — con un effetto cumulativo su catene di fornitura già sotto pressione per costi assicurativi crescenti e sovrapprezzi di "war risk". La convergenza tra perturbazioni aeree e marittime rende la situazione particolarmente critica per le merci a elevato valore aggiunto e per i prodotti a scadenza breve che normalmente transitano per gli hub del Golfo.

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