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  • Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Dal 28 ottobre 2026 le proteste degli autisti turchi contro le regole Schengen sui soggiorni interrompono a tratti i transiti dei camion verso Bulgaria e Grecia. A Kapıkule l'attesa superava già i quattro giorni. Ankara ha avviato contatti con Sofia e la Commissione Europea.

    Nei noli container le rotte asiatiche a due velocità

    Illustrazione: TrasportoEuropa IA

    Il trasporto marittimo dei container sulle rotte Est-Ovest procede a due velocità. Nella rilevazione World Container Index diffusa giovedì 17 settembre 2026 da Drewry, l’indice medio spot composito è salito a 4.500 dollari per container da 40 piedi, con un aumento settimanale dell'1%. Hanno spinto l'indice i noli sul Transpacifico, mentre quelli tra Asia ed Europa hanno continuato a scendere. Rispetto allo stesso periodo del 2025, l'indice composito resta più alto del 135%.

    Il movimento più ampio riguarda la rotta Shanghai-New York, che in sette giorni è salita del 7%, superando la soglia dei diecimila dollari (10.394 dollari) per feu, il valore più alto fra quelle del Wci, con un aumento del 191% su base annua. Verso la costa occidentale, la Shanghai-Los Angeles ha guadagnato il 5% toccando i 7.712 dollari. Su questa rotta il rincaro annuo è del 201%. In due solo settimane questa tariffa è cresciuta di oltre 500 dollari: il 3 settembre era a 7.185. Drewry collega il rialzo alla gestione della capacità da parte dei vettori prima della Golden Week, le festività nazionali cinesi di inizio ottobre. Il Container Capacity Insight della società britannica conta nove partenze cancellate per la prossima settimana, contro le otto di quella in corso. Per questo gli analisti prevedono un nuovo lieve aumento delle tariffe.

    Lo spedizioniere statunitense J.M. Rodgers fornisce una lettura più ampia del fenomeno: stima che i vettori abbiano ritirato circa il venti percento della capacità transpacifica con le cancellazioni. Secondo la stessa fonte, le compagnie razionano gli spazi in vista della festa nazionale cinese, dando priorità ai clienti con contratto e alle prenotazioni premium. Pesa anche il quadro commerciale nordamericano, dove i dazi introdotti da Washington coprono ormai il 54% delle importazioni di beni degli Stati Uniti e l'aliquota media applicata ha raggiunto il livello record dell'11,7%.

    Sulla direttrice Asia-Europa l'andamento è opposto. La Shanghai-Rotterdam perde il 9% e scende a 3.626 dollari, mentre la Shanghai-Genova cala del 5% a 4.016 dollari. I valori restano comunque superiori a quelli di un anno fa rispettivamente del 90% e dell'88%. Negli ultimi quattordici giorni la rotta per Rotterdam ha perso 466 dollari (–11,4%) e quella per Genova 352 (–8,1%). Poiché il nolo per il Nord Europa scende più in fretta, oggi quello per lo scalo ligure supera di 390 dollari quello per il porto olandese.

    Il calo avviene nonostante una capacità di stiva ancora compressa. Drewry segnala quattro partenze cancellate sull'Asia-Europa per la prossima settimana, contro una sola in quella attuale. A Shanghai l'attesa delle navi è salita da 65 ore nella settimana 36 a 78 ore nella settimana 37. La società prevede comunque un'ulteriore lieve discesa dei noli per l’Europa, perché la domanda resta relativamente debole e i servizi tornano gradualmente a passare per il Canale di Suez. Deviazioni geopolitiche, congestione e crescita dei traffici hanno finora assorbito buona parte della nuova capacità, ma quando questi fattori si attenueranno la debolezza potrebbe emergere prima proprio sulle rotte europee.

    Per Drewry i fattori d’incertezza sono due. Il primo sono i nuovi rischi per la sicurezza tra Mar Rosso e Bab el-Mandeb, che potrebbero rallentare il ritorno dei servizi via Suez, il secondo sono i possibili scioperi nei porti tedeschi, dove vertenza sui salari è ancora aperta, che aggraverebbero la congestione nel Nord Europa. Nel sondaggio del sindacato tedesco Ver.di, chiuso il 14 settembre, il 64,7% degli oltre 5.500 partecipanti ha respinto l'ultima offerta dei datori di lavoro. Il passo successivo è un voto sull'eventuale sciopero a tempo indeterminato. La trattativa riguarda circa 11mila lavoratori di Amburgo, Brema, Bremerhaven, Emden, Brake e Wilhelmshaven. L'offerta prevede un aumento del 3,4% delle retribuzioni orarie per dodici mesi, mentre Ver.di chiede l'8,2% con un minimo di 2,50 euro l'ora. Gli scali tedeschi hanno già subito uno sciopero di 24 ore il 18 agosto e uno di 48 ore iniziato il 2 settembre. Il 4 settembre si sono fermati anche i porti olandesi di Rotterdam, Amsterdam e Zeeland.

    Sulle rotte di ritorno e sull'Atlantico i movimenti sono minimi. La Los Angeles-Shanghai cede il 2% a 789 dollari, mentre la Rotterdam-Shanghai sale dell'1% a 604 dollari. La Rotterdam-New York resta ferma a 3.121 dollari, con un aumento annuo del 62%. La New York-Rotterdam perde l'1% e torna a 1.122 dollari, lo stesso valore del 3 settembre.

    M.G.

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