La carenza di autisti di veicoli industriali spinge il reclutamento verso diverse destinazioni extra-comunitarie e tra le più vicine ci sono i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. In questa direzione si rivolge il programma della Commissione Europea Migration Partnership Facility, avviato a giugno 2026, di cui fa parte il progetto pilota Skilled Driver Mobility for Europe II (Sdm4eu II), che sviluppa due corridoi d’immigrazione legale per camionisti: dal Marocco verso l'Italia e dall'Egitto verso la Romania. Il programma durerà trenta mesi, fino a dicembre 2028, e ha un fondo di quasi sei milioni di euro, finanziato per il 95 percento dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Amif).
Il programma vuole formare seicento autisti, trecento in Marocco e altrettanti in Egitto. Di questi, un terzo, ossia duecento candidati e cento per corridoio, accederà al successivo percorso di mobilità e collocamento presso imprese europee, mentre per gli altri quattrocento la formazione non implica automaticamente un trasferimento nell'Unione. Il progetto comprende sistemi digitali di reclutamento e selezione, missioni di scelta guidate dalle stesse aziende datrici di lavoro, formazione tecnica e linguistica prima della partenza, incontro tra domanda e offerta, procedure di mobilità legale, sostegno all'integrazione e iniziative di fidelizzazione del personale una volta inserito. Il progetto forma anche trenta istruttori per la formazione nei Paesi di origine.
Marocco ed Egitto rientrano nelle collaborazioni per i talenti promosse dall'UE, che integrano canali di mobilità per lavoro e formazione alla cooperazione più ampia con i Paesi terzi sulla gestione dei flussi migratori, incluse le procedure di riammissione e rimpatrio. Al progetto partecipano diversi organismi internazionali, coordinati da Gopa Pace, e il contratto è gestito dal Centro Internazionale per lo Sviluppo delle Politiche Migratorie (Icmpd). Iru partecipa come collaboratore tecnico sui livelli formativi e rappresentante dell’autotrasporto. Tra i beneficiari ci sono l'Accademia Araba per la Scienza, la Tecnologia e il Trasporto Marittimo (Aastmt), Soleterre e Icar Foundation. In Italia è coinvolta Fai, quale organizzazione nazionale collegata all’Iru e in Romania l'associazione dei trasportatori Untrr.
In Italia, però, è ancora aperta la questione del riconoscimento dei titoli professionali, soprattutto alla Carta di qualificazione del conducente, perché la documentazione pubblica del progetto non specifica le procedure concrete per il riconoscimento o l'ottenimento di questi documenti, né le modalità di rilascio di permesso di soggiorno e nulla osta al lavoro per i conducenti selezionati. Ma c’è ancora tempo, perché i primi autisti dovrebbero arrivare in Italia non prima del 2028, al termine del percorso formativo. Bisogna anche chiarire quali imprese italiane aderiranno, in quali regioni e segmenti dell'autotrasporto saranno impiegati i conducenti, chi sosterrà i costi di formazione, viaggio, pratiche e alloggio, quale contratto collettivo sarà applicato e quali indicatori misureranno la permanenza dei lavoratori una volta inseriti in azienda.
P.R.










































































