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Podcast K44

Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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    UE cerca i camionisti in Marocco ed Egitto

    La carenza di autisti di veicoli industriali spinge il reclutamento verso diverse destinazioni extra-comunitarie e tra le più vicine ci sono i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. In questa direzione si rivolge il programma della Commissione Europea Migration Partnership Facility, avviato a giugno 2026, di cui fa parte il progetto pilota Skilled Driver Mobility for Europe II (Sdm4eu II), che sviluppa due corridoi d’immigrazione legale per camionisti: dal Marocco verso l'Italia e dall'Egitto verso la Romania. Il programma durerà trenta mesi, fino a dicembre 2028, e ha un fondo di quasi sei milioni di euro, finanziato per il 95 percento dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Amif).

    Il programma vuole formare seicento autisti, trecento in Marocco e altrettanti in Egitto. Di questi, un terzo, ossia duecento candidati e cento per corridoio, accederà al successivo percorso di mobilità e collocamento presso imprese europee, mentre per gli altri quattrocento la formazione non implica automaticamente un trasferimento nell'Unione. Il progetto comprende sistemi digitali di reclutamento e selezione, missioni di scelta guidate dalle stesse aziende datrici di lavoro, formazione tecnica e linguistica prima della partenza, incontro tra domanda e offerta, procedure di mobilità legale, sostegno all'integrazione e iniziative di fidelizzazione del personale una volta inserito. Il progetto forma anche trenta istruttori per la formazione nei Paesi di origine.

    Marocco ed Egitto rientrano nelle collaborazioni per i talenti promosse dall'UE, che integrano canali di mobilità per lavoro e formazione alla cooperazione più ampia con i Paesi terzi sulla gestione dei flussi migratori, incluse le procedure di riammissione e rimpatrio. Al progetto partecipano diversi organismi internazionali, coordinati da Gopa Pace, e il contratto è gestito dal Centro Internazionale per lo Sviluppo delle Politiche Migratorie (Icmpd). Iru partecipa come collaboratore tecnico sui livelli formativi e rappresentante dell’autotrasporto. Tra i beneficiari ci sono l'Accademia Araba per la Scienza, la Tecnologia e il Trasporto Marittimo (Aastmt), Soleterre e Icar Foundation. In Italia è coinvolta Fai, quale organizzazione nazionale collegata all’Iru e in Romania l'associazione dei trasportatori Untrr.

    In Italia, però, è ancora aperta la questione del riconoscimento dei titoli professionali, soprattutto alla Carta di qualificazione del conducente, perché la documentazione pubblica del progetto non specifica le procedure concrete per il riconoscimento o l'ottenimento di questi documenti, né le modalità di rilascio di permesso di soggiorno e nulla osta al lavoro per i conducenti selezionati. Ma c’è ancora tempo, perché i primi autisti dovrebbero arrivare in Italia non prima del 2028, al termine del percorso formativo. Bisogna anche chiarire quali imprese italiane aderiranno, in quali regioni e segmenti dell'autotrasporto saranno impiegati i conducenti, chi sosterrà i costi di formazione, viaggio, pratiche e alloggio, quale contratto collettivo sarà applicato e quali indicatori misureranno la permanenza dei lavoratori una volta inseriti in azienda.

    P.R.

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