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    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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    La Golden Week frena i noli container

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    Undici associazioni firmano l’agenda dell’autotrasporto

    Agli Stati Generali di Roma le associazioni rappresentate nel Comitato Centrale per l'Albo degli autotrasportatori hanno firmato un documento unitario che chiede controlli di regolarità estesi al fisco, lettera di vettura elettronica obbligatoria anche nei trasporti nazionali, più flessibilità sui tempi di guida e una Cqc più semplice.

    Cambio batteria sui camion elettrici per trasporto Europa-Marocco

    Immagine: TrasportoEuropa IA

    La tecnica del cambio di batteria sui veicoli elettrici al posto delle ricarica di batterie fisse è molto diffusa in Cina, dove è stato uno dei principali fattori per la forte crescita delle mobilità elettrica. Ora un’alleanza a tre sta portando questa soluzione in Europa, o più precisamente nell’autotrasporto tra Francia e Marocco. Il progetto, reso noto all’inizio di aprile 2026, vuole su strada cento veicoli industriali elettrici lungo una direttrice di circa duemila chilometri che collega Agadir al porto di Tangeri e poi, attraverso lo Stretto di Gibilterra, a Perpignan. A promuoverlo sono Gotion, produttore cinese di batterie, Green Power Morocco, operatore locale per lo sviluppo e l'integrazione energetica, e Chery Heavy Trucks, responsabile della fornitura dei veicoli. Al centro del programma c’è una serie di stazioni dove le batterie scarico dei camion saranno sostituite con quelle cariche in modo automatico e veloce.

    Questa soluzione - definita in inglese battery swap - supera uno dei principali ostacoli alla diffusione del camion elettrico: il lungo tempo di ricarica, che può essere incompatibile con le esigenze operative. Inoltre, le colonne di ricarica i batterie di grande taglia richiede potenze elevate e connessioni robuste alla rete. Il battery swap prova a risolvere questo nodo separando il tempo di ricarica delle batterie da quello per far continuare il viaggio al camion.

    Il funzionamento, dal punto di vista dell’autotrasportatore, è semplice: il camion entra in una baia attrezzata, il modulo di batterie scarico viene rimosso e sostituito con uno completamente carico, mentre il primo viene rimesso in carica fuori dal ciclo operativo del veicolo. Nelle soluzioni attualmente in sperimentazione, i tempi di sostituzione per i mezzi pesanti si attestano tra i cinque e i dieci minuti, una soglia molto più vicina a quella di un rifornimento di gasolio rispetto a qualsiasi soluzione di ricarica convenzionale.

    Il modello non elimina il problema energetico, ma lo sposta. Anziché concentrare la gestione dell'energia nel singolo veicolo durante la sosta, la trasferisce all'organizzazione industriale dell'intera rete. Una stazione di scambio batteria può ricaricare i moduli in modo flessibile, anche nelle ore di minor domanda, riducendo la necessità di potenze istantanee elevate. Ciò comporta però un investimento considerevole: oltre alle opere civili e ai sistemi automatizzati di movimentazione, la rete richiede un inventario di batterie di riserva che immobilizza capitale e impone una gestione accurata dello stato di salute, della rotazione e del degrado dei moduli.

    L'architettura del progetto è integrata verticalmente. Gotion fornisce la tecnologia della batteria e parte della piattaforma energetica; la joint-venture tra Gotion e Green Power Morocco gestirà le stazioni di scambio batteria, i sistemi di accumulo stazionario, il sistema di assegnazione intelligente dei carichi e l'ottimizzazione operativa lungo il tracciato; Chery Heavy Trucks porta i veicoli compatibili con l'ecosistema di sostituzione. Questa integrazione può accelerare il lancio della fase pilota, ma pone anche il tema dell'interoperabilità futura: se il modello dovesse essere esteso ad altri operatori o costruttori, sarà necessario un livello di omologazione che oggi non è ancora definito. La posizione del pacco batteria, gli attacchi meccanici, le interfacce elettriche e i protocolli software devono essere compatibili tra veicolo e stazione; senza questo livello di uniformità, le stazioni di scambio rischiano di rimanere assetti proprietari, utilizzabili solo da una singola marca o da un'unica rete.

    Anche l’Europa sta valutando questa soluzione col progetto eHaul, condotto in Germania, che ha sperimentato la sostituzione di batterie da circa 440 kWh su camion da 40 tonnellate, con tempi di sostituzione intorno ai dieci minuti tramite infrastruttura dedicata. Il valore di eHaul non sta tanto nella scala commerciale, ancora limitata, quanto nel fatto che ha dimostrato la fattibilità tecnica del concetto in Europa, al di fuori del contesto cinese in cui lo scambio di batterie per i veicoli industriali è più diffuso. Il corridoio Agadir–Perpignan si inserisce in questo quadro come una delle prime applicazioni su scala di corridoio transcontinentale di un paradigma tecnico già in fase di validazione in altri contesti.

    La scelta del Marocco non è casuale. Il Paese è ormai una piattaforma industriale integrata con l'Europa occidentale, in particolare per il comparto automotive, agroalimentare e manifatturiero, e il porto di Tangeri è uno dei nodi principali dei flussi tra Africa, Mediterraneo ed Europa. Ciò rende credibile il progetto di sperimentare un corridoio elettrico su una rotta già esistente e trafficata, con carichi di elevata prevedibilità e pochi punti di passaggio obbligati: condizioni favorevoli per un modello come lo scambio di batterie, che funziona meglio dove i camion percorrono rotte fisse e dove il costo di una rete dedicata può essere distribuito su un numero elevato di transiti.

    Il modello si presta anche a una separazione tra la proprietà del veicolo e quella della batteria, aprendo a formule di battery-as-a-service (batteria come servizio) che possono ridurre il costo iniziale del camion per il trasportatore e trasferire parte dell'investimento su operatori energetici o infrastrutturali. Alcune analisi sul mercato cinese mostrano però che i proprietari di veicoli predisposti per lo scambio continuano talvolta a usare la ricarica convenzionale quando la rete non è sufficientemente capillare, quando i tempi reali non risultano competitivi o quando il costo del servizio non giustifica il modello. La sostenibilità economica dipenderà quindi non solo dalla tecnologia, ma dalla densità della rete e dalla struttura tariffaria adottata.

    L'integrazione tra stazioni di scambio, accumulo stazionario e sistema di assegnazione intelligente dei carichi suggerisce una logica sistemica che distingue questo progetto da molte iniziative europee centrate quasi esclusivamente sulla posa di colonnine ad alta potenza. In Europa il trasporto pesante a zero emissioni è ancora alla ricerca di un equilibrio tra più modelli infrastrutturali: ricarica a megawatt, batterie sostituibili e, in alcuni casi, idrogeno. Il progetto del corridoio Agadir-Perpignan è interessante perché porta lo scambio di batterie fuori dal perimetro sperimentale e lo colloca su un asse internazionale ad alta valenza commerciale, offrendo un caso di studio concreto in un dibattito ancora aperto.

    Restano aperte alcune questioni decisive per valutare la portata reale dell'iniziativa: la tempistica effettiva di messa in servizio delle prime stazioni e dei primi cento camion; le specifiche tecniche dei mezzi Chery, incluse capacità della batteria, autonomia utile e tempi reali di sostituzione; la localizzazione e il numero delle stazioni lungo il corridoio; e soprattutto la possibilità che il sistema venga aperto ad altri operatori e costruttori. Quest'ultimo punto è il più rilevante per capire se il progetto resterà un ecosistema verticale e chiuso o evolverà verso uno standard più ampio. La vera posta in gioco, al di là della tecnologia, è chi controllerà batterie, standard infrastrutturali e dati operativi su una parte decisiva della logistica stradale a zero emissioni tra le due sponde del Mediterraneo.

    M.L.

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