Il sindacato olandese Fnv Havens ha proclamato per venerdì 4 settembre 2026 otto ore di sciopero nazionale nei porti di Rotterdam, Amsterdam, Vlissingen e Terneuzen, dalle 11.15 alle 19.00. La protesta, annunciata il 3 agosto agli iscritti, chiama a raccolta circa seimila lavoratori portuali contro il piano del Governo di tagliare 6,5 miliardi di euro sulla sicurezza sociale.
Durante lo sciopero non saranno movimentate navi: carico, scarico, ormeggio, rimorchio e controllo dei carichi subiranno ritardi significativi, secondo quanto comunicato dal sindacato. Lo sciopero si sovrappone al primo giorno delle Wereldhavendagen, il grande evento pubblico dedicato al porto di Rotterdam che quest'anno si svolge dal 4 al 6 settembre: una coincidenza di calendario che il sindacato non nasconde essere calcolata per aumentare al massimo la visibilità della protesta.
Al centro della rivendicazione ci sono due misure: la riduzione della durata massima della WW, l'indennità di disoccupazione, da 24 a 12 mesi, e il taglio del salario giornaliero di riferimento per il calcolo della Wia, l'indennità per invalidità lavorativa. "La sicurezza sociale non è il salvadanaio del Governo", ha detto Asmae Hajjari, dirigente sindacale di Fnv Havens, ricordando che lavoratori e datori di lavoro versano da anni i contributi che la finanziano. Secondo Fnv, chi rimane senza lavoro oltre un anno finirebbe sotto un regime di assistenza sociale con una rigida prova dei mezzi, che obbligherebbe a intaccare i risparmi e, in alcuni casi, la casa di proprietà. La mobilitazione non è improvvisa: già il 31 marzo oltre 700 lavoratori portuali avevano votato in assemblea la disponibilità allo sciopero, qualora il Governo non avesse ritirato i tagli. L'esecutivo, sotto pressione, ha già rinunciato all'innalzamento dell'età pensionabile Aow e cerca alternative sulle misure WW e Wia, ma il consenso in Parlamento resta assente.
Deltalinqs, l'associazione degli operatori del porto di Rotterdam, ha espresso comprensione per il malcontento sindacale verso alcuni dei piani annunciati dal Governo. Lo sciopero del 4 settembre non è un episodio isolato: altri rami di Fnv, tra cui Trasporto regionale, Trasporto urbano e Fnv Rail, che coinvolge anche i dipendenti di DB Cargo, hanno proclamato ulteriori azioni per il 9 settembre, sempre contro gli stessi tagli. Il 15 settembre, giorno di Prinsjesdag, il Governo presenterà in Parlamento il bilancio 2027, il momento in cui si deciderà concretamente il destino delle misure contestate.
Un precedente recente aiuta a inquadrare la scala potenziale di una protesta portuale a Rotterdam: nell'ottobre 2025 uno sciopero degli addetti al lashing, per motivi salariali e non di welfare, durò cinque giorni e lasciò al largo oltre venti portacontainer, con circa 17mila container pieni al giorno non movimentati e codici di congestione lungo quasi mille chilometri, tanto da costringere Maersk e Msc a riorganizzare le rotte. La vertenza si risolse con un intervento del tribunale e un accordo salariale del 17-20% in tre anni. Lo sciopero del 4 settembre ha però una natura diversa: dura una sola giornata, riguarda una rivendicazione politica anziché contrattuale e, per stessa ammissione di Hajjari, punta a essere un'azione dimostrativa, con l'obiettivo che non siano necessarie ulteriori proteste.









































































