La tratta transfrontaliera della nuova linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione sarà aperta all’esercizio commerciale entro il 31 dicembre 2033. Il cronoprogramma dei lavori in avanzata fase di realizzazione è stato aggiornato dal Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, nella seduta del 29 aprile 2026. Oltre a stabilire un punto fermo per la conclusione dell’opera, ammesso che i finanziamenti vengano erogati in modo regolare, è stato indicato anche in via ufficiale il costo totale di questo investimento: la tratta transfrontaliera tra Italia e Francia che comprende il tunnel di base del Moncenisio comporterà una spesa complessiva di 14,7 miliardi di euro, mentre in precedenza si era ipotizzato un costo di 11,1 miliardi.
Nella stessa seduta il Cipess ha autorizzato l’impegno economico di 1,42 miliardi di euro per la prosecuzione dei lavori in corso. Una parte di questa somma, e precisamente 428 milioni, dovrebbe arrivare attraverso i fondi europei. Il condizionale è d’obbligo perché finora l’Europa a livello politico non ha mai messo in discussione l’impegno a sostenere quest’opera che rientra in uno dei principali corridoi transfrontalieri Ten-T, ma di fatto gli stanziamenti seguono la rigida programmazione di bilancio adottata da Bruxelles.
A luglio 2024 l’Unione Europea aveva approvato l’assegnazione di 700 milioni di euro, risorse inserite nel quadro del fondo Connecting Europe Facility, che copre una parte significativa della tratta transfrontaliera. L’obiettivo comunitario, espresso in varie sedi istituzionali, è quello di contribuire fino al 40% (con ipotesi di arrivare al 50-55% per alcune tratte), attraverso finanziamenti da mettere a bilancio nella programmazione 2028-2035, ma con tempi quindi tutti da verificare. E tutto questo mentre Telt, il promotore italo-francese incaricato della costruzione e della successiva gestione della tratta transfrontaliera prevede un impegno di spesa che supera il miliardo di euro solo nel corso dell’esercizio 2026.
La sezione italo-francese della Torino-Lione si estende per 65 chilometri tra Susa/Bussoleno in Piemonte e Saint-Jean-de-Maurienne nella Savoia francese. L’elemento principale dell’opera è il tunnel di base del Moncenisio lungo 57,5 chilometri, di cui 12,5 in territorio italiano e 45 in territorio francese, che collega le stazioni internazionali di Saint-Jean-de-Maurienne e Susa (o in alternativa Bussoleno), punti di connessione alle rispettive linee nazionali.
I lavori del tunnel di base proseguono su tutti i cantieri, all’aperto e in sotterraneo, con 47,6 chilometri realizzati su un totale di 164 di cui 20,5 della galleria di base vera e propria. In particolare, la canna pari nel cantiere di La Praz è ormai transitabile senza soluzione di continuità su oltre 12 chilometri. A Saint-Julien-Montdenis gli scavi sulle due gallerie avanzano su entrambi i fronti mentre in parallelo procedono le operazioni per il rivestimento definitivo sulla canna pari. A Saint-Martin-la-Porte, dove è operativa la fresa Viviana, avanzano anche gli scavi in tradizionale con diversi fronti attivi nelle due direzioni. Nell’area di Villarodin-Bourget/Modane, a 500 metri di profondità, proseguono i lavori di preparazione in previsione dell’arrivo delle due “talpe”.
In Italia avanza la sistemazione del sito di Salbertrand insieme agli allestimenti di cantiere per avviare lo scavo del tunnel di base ed è nella fase di confronto con il territorio il progetto per la variante ferroviaria tra Torino Orbassano e Avigliana che costituisce un segmento della linea nazionale di accesso alla tratta transfrontaliera.
Piermario Curti Sacchi



































































